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Papa Leone XIV in Spagna: “No guerra giusta in Iran, negoziare in Ucraina”

Papa Leone XIV in Spagna: "No guerra giusta in Iran, negoziare in Ucraina"

Papa Leone XIV visita Madrid Spagna

È entrata nel vivo in Spagna la visita apostolica di Papa Leone XIV, atterrato questa mattina all’aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas su un volo Ita Airways decollato da Fiumicino. Ad attenderlo al Padiglione di Stato c’erano re Felipe VI, la regina Letizia e il premier Pedro Sánchez, con diversi esponenti del governo spagnolo. Il Pontefice rimarrà nel Paese fino al 12 giugno: dopo Madrid sono previste tappe a Barcellona e nelle isole Canarie. È un viaggio dal chiaro peso pastorale e anche diplomatico, aperto fin da subito da richiami a pace, dialogo internazionale e alla necessità di oltrepassare le polarizzazioni che attraversano Europa e mondo.

Dall’aereo: appello a riaprire il tavolo del dialogo

Già prima di toccare terra in Spagna, Papa Leone XIV ha risposto alle domande dei giornalisti a bordo del volo papale, soffermandosi sui principali scenari globali. Sulla guerra in Ucraina ha manifestato forte allarme per un conflitto che, ha ricordato, dura da circa quattro anni e mezzo e continua a peggiorare. Dopo i tentativi di confronto naufragati tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, Leone XIV ha ribadito che occorre insistere sul negoziato e lavorare perché la violenza trovi una conclusione. “Occorre trovare una soluzione”, ha affermato, rimarcando che la strada diplomatica resta l’unica via credibile per fermare la perdita di vite e prevenire ulteriori escalation.

Crisi in Iran: ripensare l’idea di “guerra giusta” oggi

Nel confronto con la stampa ha avuto spazio anche la crisi in Iran. Rispondendo a un cronista, Papa Leone XIV ha sostenuto che in quel quadro “viene meno una guerra giusta”, richiamando un tema già articolato nella sua enciclica Magnifica Humanitas. Il Pontefice ha spiegato che la dottrina della guerra giusta appartiene a epoche in cui non era immaginabile l’attuale potenza distruttiva di armi e tecnologie militari. Il messaggio è stato chiaro: di fronte agli armamenti contemporanei, alla devastazione possibile e al pericolo di spirali incontrollabili, la Chiesa sollecita una riflessione profonda su sicurezza, difesa e costruzione della pace.

Al Palazzo Reale: scegliere l’incontro e non la contrapposizione

Dopo l’arrivo a Madrid e un breve colloquio riservato con i reali, Leone XIV si è recato al Palazzo Reale, dove ha tenuto il suo primo intervento in Spagna davanti ad autorità, società civile e corpo diplomatico. Il Papa ha chiesto di superare la cultura dello scontro, indicando nella cultura dell’incontro la via che può generare stabilità e prosperità. Nel discorso, pronunciato in spagnolo, ha invitato a non rinchiudersi in ideologie pronte all’uso e a riconoscere la complessità della storia e del tessuto sociale. La pace, ha osservato, può apparire ingenua a qualcuno e provocatoria ad altri, ma attecchisce in chi sceglie la verità e rifiuta di alimentare divisioni.

Un richiamo a Europa e Spagna contro letture polarizzanti

Nel punto centrale del suo intervento, Papa Leone XIV ha parlato all’Europa, presentando la Spagna come attore originale e decisivo nel panorama del Vecchio Continente. Ha chiesto di lasciarsi alle spalle narrazioni che separano e contrappongono, passando dalle semplificazioni sterili a un approccio capace di valorizzare la complessità. Per Leone XIV, l’Europa può restare giovane solo se conserva la capacità di sentirsi portatrice di futuro e di missione, senza cedere a letture identitarie che sembrano chiarire tutto ma finiscono per popolare il mondo di fantasmi e nemici. Il richiamo alla storia iberica, segnata anche da convivenza e confronto tra cristiani, musulmani ed ebrei, è diventato un invito alla responsabilità presente del dialogo.

Oltre muri e armamenti: sicurezza come investimento umano

Nel discorso alle autorità spagnole, il Papa ha toccato anche il tema della sicurezza, criticando l’idea che possa nascere soprattutto da armi o muri. Per Leone XIV la sicurezza autentica cresce nell’imparare a camminare con l’altro, nel maturare insieme e nel costruire spazi di mediazione culturale. Da qui l’appello, rivolto in particolare a chi ha responsabilità politiche, economiche e istituzionali, a compiere un salto di qualità investendo su scuola, università, ricerca, comunità locali e società civile. Il Pontefice ha collegato questa riflessione alle nuove tecnologie, avvertendo che intelligenza artificiale e ambienti digitali possono amplificare pregiudizi e indebolire il pensiero critico se non orientati a giustizia, pace e inclusione dei più fragili.

Abusi nel clero: una piaga che chiede verità e riparazione

Durante il trasferimento verso Madrid, Papa Leone XIV è tornato anche sul tema degli abusi sessuali compiuti da membri del clero, definendoli “una ferita ancora aperta”. Ha spiegato che nel corso della visita incontrerà alcune vittime, chiarendo però che non sarà possibile accogliere tutte le persone che lo richiedono. L’argomento è particolarmente sentito in Spagna ed è emerso anche nelle parole di re Felipe VI, che ha riconosciuto il dolore causato dagli abusi e ha sottolineato il valore di chiarezza e fermezza nel percorso di guarigione e riparazione. Leone XIV ha assicurato l’impegno a proseguire il lavoro perché le norme siano definite e rispettate in tutta la Chiesa.

Incontro con la fragilità: tappa al progetto Cedia 24 Horas

Nel pomeriggio, prima di visitare il Centro di Informazione e Accoglienza legato al progetto sociale Cedia 24 Horas, Papa Leone XIV ha ricevuto in privato circa quaranta persone con disabilità e malati seguiti da realtà caritative cattoliche e dall’Arcidiocesi di Madrid. In seguito si è recato nella struttura gestita dalla Caritas diocesana, attiva 24 ore su 24 nell’assistenza a persone senza dimora e in condizioni di vulnerabilità. Qui il Pontefice ha ascoltato testimonianze, ha ricevuto segni legati alla vita, all’accoglienza e alla dignità dei più fragili, invitando ad aprire le porte a chi è nel bisogno. Nel libro d’onore ha lasciato un messaggio di benedizione e incoraggiamento per operatori e assistiti.

Agenda della visita apostolica: giovani, Madrid e le tappe successive

La prima giornata del viaggio si chiude con la veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima, uno degli appuntamenti centrali della tappa madrilena. Il programma prevede poi, domenica 7 giugno, la Messa in Plaza de Cibeles con la processione del Corpus Domini. Nei giorni seguenti il Papa proseguirà con le tappe a Barcellona e nelle isole Canarie, seguendo un itinerario che unisce dimensione pastorale, incontri istituzionali e attenzione a giovani, migranti e persone vulnerabili. Sullo sfondo restano i grandi temi emersi fin dall’avvio della visita: pace, negoziazione, multilateralismo, difesa della dignità umana e superamento delle polarizzazioni.

Una nota di leggerezza: calcio, Mondiali e simpatia per le squadre

Nel corso del viaggio non è mancato anche uno scambio più disteso. Rispondendo a una domanda sui prossimi Mondiali di calcio, Papa Leone XIV ha detto che farà sicuramente il tifo per gli Stati Uniti, anche se non sa quante partite riuscirà a seguire. A chi gli ha chiesto se in Spagna sosterrà il Real Madrid o il Barcellona, ha risposto con ironia: il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid. Una parentesi leggera dentro una giornata segnata soprattutto da messaggi forti su guerra, pace e responsabilità europea davanti alle crisi del presente.

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