Giorno24.it

Strage di Crans-Montana, Italia parte civile: il governo chiede giustizia

Strage di Crans-Montana, Italia parte civile: il governo chiede giustizia

Italia parte civile Crans-Montana incendio

Mercoledì scorso l’Italia ha depositato in via ufficiale l’atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale legato all’incendio di Crans-Montana, sviluppatosi tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. La scelta, sostenuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e portata avanti dall’Avvocatura Generale dello Stato, arriva dopo mesi di attesa ed è stata presentata dal legale ginevrino Romain Jordan, incaricato di rappresentare lo Stato italiano nell’inchiesta svizzera.

Perché Roma parla di pregiudizio immediato allo Stato

L’esecutivo ha giustificato la decisione richiamando il danno diretto arrecato al patrimonio pubblico, in seguito alle ingenti risorse attivate dal Servizio nazionale della Protezione civile. Tali mezzi sono serviti a garantire assistenza medica, psicologica e logistica ai cittadini italiani coinvolti nella tragedia, che ha provocato la morte di 6 connazionali e il grave ferimento di altri 13. In concreto, l’intervento della Protezione civile si è reso necessario per assicurare supporto continuativo e contenere le conseguenze più pesanti dell’evento.

Autorità comunali sotto esame: emerge una possibile corresponsabilità

Nell’atto depositato, l’Avvocatura dello Stato richiama l’ipotesi che le autorità locali abbiano avuto un ruolo nella genesi del rogo. In base agli elementi riferiti dall’avvocato Jordan e in raccordo con le famiglie delle vittime e dei feriti, gli accertamenti sulla strage indicherebbero che alcune figure istituzionali del Comune, incluso il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, potrebbero essere ritenute parzialmente responsabili di quanto accaduto. Parallelamente restano al centro le contestazioni verso i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, indagati per incendio, lesioni e omicidio colposo.

Indagini parallele: focus anche sulla catena dei soccorsi

Alla procedura già avviata per l’incendio si affianca ora un secondo filone investigativo dedicato alla gestione dell’emergenza. La procura del Cantone del Vallese, impegnata nell’inchiesta sulla strage, ha infatti aperto un fascicolo per verificare eventuali criticità nell’organizzazione dei soccorsi, dopo le segnalazioni su carenze di materiale sanitario, come bombole di ossigeno e barelle, nelle prime ore dell’intervento. L’assenza di dotazioni adeguate avrebbe contribuito a peggiorare la condizione di diversi feriti, alimentando interrogativi su rapidità ed efficacia delle operazioni.

Assistenza alle famiglie: il piano del governo italiano

Il 2 aprile scorso si è svolto un confronto tra i familiari delle vittime e i rappresentanti del governo italiano: erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli e delegati dei Ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione Civile. Durante l’incontro sono state illustrate le iniziative che l’Italia intende adottare per tutelare i familiari e sostenere i feriti. L’esecutivo ha inoltre ribadito l’impegno a seguire ogni fase del processo in Svizzera, assicurando aggiornamenti costanti e trasparenti sulle azioni intraprese.

Diplomazia Roma-Berna: incontro Mattarella–Parmelin in calendario

La mossa dell’Italia arriva a ridosso del colloquio previsto per il 5 maggio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin. Il giorno successivo Parmelin è atteso in Vaticano per un incontro con Papa Leone, mentre non risulta programmato un faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni. Questo passaggio istituzionale potrebbe rappresentare un ulteriore tassello di cooperazione bilaterale nella gestione della vicenda e nel percorso verso l’accertamento delle responsabilità.

Prossimi passi: verità, responsabilità e giustizia per Crans-Montana

L’Italia ha ribadito la volontà di chiarire fino in fondo la dinamica della tragedia e di ottenere giustizia per il grave impatto subito dalla comunità nazionale. Con la costituzione di parte civile, lo Stato intende contribuire affinché le responsabilità vengano accertate integralmente e affinché chiunque sia coinvolto nell’incendio di Crans-Montana risponda delle proprie condotte, sul piano civile e su quello penale. Nel frattempo l’inchiesta prosegue, anche con le verifiche sull’organizzazione dei soccorsi, mentre i familiari continuano a chiedere verità e giustizia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *