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Milano, studenti universitari: 80% sui mezzi pubblici, pesa la sicurezza percepita

Milano, studenti universitari: 80% sui mezzi pubblici, pesa la sicurezza percepita

Mobilità Università Statale Milano trasporti

Statale di Milano: oltre 65 mila tra studenti e staff, mobilità in primo piano tra TPL, sicurezza e accesso alle sedi

Milano rafforza la propria identità di città universitaria dove il trasporto pubblico gioca un ruolo decisivo. A confermarlo arrivano i risultati del nuovo Piano degli Spostamenti Casa-Università 2024/2025 dell’Università degli Studi di Milano e della più recente indagine sulla percezione della sicurezza a bordo dei mezzi, che hanno raccolto le opinioni di migliaia di persone della comunità accademica.

Il quadro restituisce una lettura molto puntuale delle scelte di mobilità di studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. Da una parte emerge una netta preferenza per treni, metro e autobus; dall’altra affiorano nodi legati alla sicurezza percepita, alla raggiungibilità di alcune sedi decentrate e al bisogno di potenziare infrastrutture e servizi per la mobilità sostenibile.

Un ateneo diffuso e tra i più popolosi del Paese

L’Università Statale di Milano è il principale ateneo lombardo per quantità di studenti, offerta formativa, dipartimenti e addetti. La sua presenza si articola in più campus e sedi nell’area metropolitana e oltre: dalla centrale di via Festa del Perdono al campus di Città Studi, dal polo di Lodi a Edolo, fino al futuro campus MIND e alle sedi di Sesto San Giovanni e Segrate.

Questa distribuzione territoriale rende la mobilità una priorità strategica: garantire accessibilità alla didattica e alla ricerca, sostenere la transizione ambientale, migliorare la qualità della vita e contribuire alla riduzione del traffico cittadino.

Questionario mobilità: oltre 7 mila risposte nel 2025

Per analizzare le abitudini di spostamento, nella primavera 2025 l’ateneo ha sottoposto un questionario a studenti e lavoratori. Le adesioni sono state 7.032, pari a circa il 10% della popolazione universitaria complessiva.

La quota più ampia dei partecipanti rientra tra i 18 e i 24 anni (circa il 50% del campione) e le donne rappresentano il 61% dei rispondenti.

All’interno del campione, la componente studentesca risulta la più numerosa; a seguire figurano il personale tecnico-amministrativo, quindi docenti e ricercatori.

Mezzi pubblici al primo posto negli spostamenti verso l’università

I numeri evidenziano in modo netto che il trasporto pubblico locale è la soluzione più utilizzata per raggiungere le sedi universitarie.

Il 57% degli spostamenti avviene con treni, metropolitane, autobus e tram; il 29% ricorre a auto o moto. La mobilità lenta, tra camminate e bicicletta, si attesta invece al 4%.

Tra gli studenti prevalgono soprattutto treno e metropolitana, specie per tragitti medio-lunghi. Anche tra assegnisti, dottorandi e specializzandi si osserva una marcata preferenza per il trasporto pubblico urbano.

Docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo mostrano invece una maggiore propensione all’auto privata, spesso abbinata a treni e mezzi pubblici lungo il percorso.

Distanze in crescita: mediamente oltre 52 km al giorno

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la lunghezza degli spostamenti quotidiani.

In media, per recarsi in università, ogni persona della comunità accademica percorre più di 52 chilometri al giorno considerando andata e ritorno.

Il dato conferma una dinamica ormai stabile: una parte consistente di studenti e lavoratori risiede fuori Milano e raggiunge ogni giorno la città dalle province lombarde o da aree limitrofe. Il caro-affitti e la progressiva redistribuzione della popolazione verso l’hinterland stanno infatti ampliando il raggio degli spostamenti legati alla vita universitaria.

Tempi di percorrenza elevati: per molti fino a due ore

I tempi di viaggio ribadiscono quanto la mobilità incida sulla quotidianità di chi studia o lavora in ateneo.

Oltre il 42% degli intervistati impiega tra una e due ore per raggiungere la sede, mentre più dell’8% supera le due ore di spostamento giornaliero.

Si tratta di un’indicazione chiara: qualità del servizio ferroviario e affidabilità del trasporto pubblico risultano determinanti per l’organizzazione di studio, ricerca e lavoro.

Sostenibilità e ambiente: un criterio sempre più determinante

Le scelte di mobilità sono influenzate in modo crescente dalla sostenibilità.

Più di 5.000 partecipanti hanno dichiarato di considerare importante o molto importante l’impatto ambientale del mezzo utilizzato.

Il report evidenzia che la disponibilità a optare per soluzioni più green potrebbe aumentare ulteriormente grazie a incentivi economici, servizi pubblici più efficaci e investimenti dedicati alla mobilità dolce.

Bici e micromobilità: potenziale alto, ma barriere ancora forti

La bicicletta, nonostante i vantaggi, resta poco utilizzata rispetto alle possibilità.

L’ostacolo più citato è la distanza casa-università, indicata da oltre 4.200 persone. Seguono le preoccupazioni per la sicurezza stradale, segnalate da più di 800 partecipanti.

Nonostante ciò, numerosi utenti dichiarano che sceglierebbero la bici se fossero disponibili piste ciclabili più protette, parcheggi sicuri o servizi dedicati.

L’università ha già attivato progetti pilota con biciclette gratuite nelle residenze universitarie e sta valutando possibili ampliamenti dell’iniziativa.

Campus MIND: la mobilità come chiave per il nuovo polo

Tra i punti cardine del piano spicca lo sviluppo del futuro Campus MIND, destinato a diventare uno dei principali poli universitari europei.

Il nuovo insediamento accoglierà circa 23.000 tra studenti, docenti e ricercatori e verrà completato progressivamente entro il 2027.

A supporto di questa crescita sono previsti nuovi interventi infrastrutturali, tra cui la stazione ferroviaria Milano MIND-Merlata, connessa alle linee suburbane e alla rete metropolitana, oltre a percorsi ciclopedonali, velostazioni e servizi integrati di mobilità sostenibile.

Sicurezza sui mezzi: un tema centrale per la comunità universitaria

Accanto ai dati sugli spostamenti, la Statale ha illustrato anche una ricerca dedicata alla percezione della sicurezza nel trasporto pubblico locale, realizzata con l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale del bacino di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia.

L’indagine ha coinvolto oltre 3.500 persone e conferma che l’82% degli intervistati utilizza il trasporto pubblico. Tuttavia, la sensazione di insicurezza continua a influenzare le decisioni di mobilità.

Le criticità risultano più marcate nelle fasce serali e nelle aree periferiche, con effetti più evidenti sulle donne e su categorie ritenute più vulnerabili.

Molestie sui mezzi pubblici: esperienze riportate da quasi un utente su tre

Tra i risultati più significativi emergono le esperienze dirette legate alle molestie.

Il 29% degli intervistati dichiara di aver subito episodi di molestia sui mezzi pubblici. Tra le donne compaiono più spesso apprezzamenti verbali e contatti fisici non desiderati; tra gli uomini vengono segnalati con maggiore frequenza aggressioni, minacce e furti.

Particolarmente rilevante è il comportamento dei presenti: in oltre il 70% dei casi nessuno interviene a tutela della vittima. Il fenomeno viene associato al “bystander effect”, ossia la tendenza dei testimoni a non agire durante situazioni critiche.

Più luce, più controlli, ambienti curati: cosa aumenta la sicurezza percepita

Dai risultati emerge che la percezione di sicurezza è strettamente legata alla qualità degli spazi e del contesto.

I fattori che contribuiscono maggiormente a far sentire protetti gli utenti includono buona illuminazione, presenza di altri passeggeri, negozi aperti e controlli visibili da parte di forze dell’ordine o personale di bordo.

Tra le proposte più ricorrenti figurano l’incremento della videosorveglianza, una presenza più capillare di addetti alla sicurezza, il miglioramento delle infrastrutture e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

Le azioni previste dalla Statale nei prossimi anni

Il Piano degli Spostamenti Casa-Università delinea diverse direttrici operative per il futuro.

Tra le priorità: confermare i contributi economici agli abbonamenti del trasporto pubblico, ampliare convenzioni per la mobilità sostenibile, monitorare l’evoluzione del progetto MIND, promuovere lo smart working e migliorare i collegamenti verso il campus di Lodi, che continua a presentare criticità infrastrutturali.

La finalità è ridurre ulteriormente l’uso dell’auto privata e favorire modalità più sostenibili, con ricadute positive anche sull’ambiente. Secondo le stime dell’ateneo, l’impiego del trasporto pubblico da parte della comunità universitaria consente già oggi una riduzione giornaliera di oltre 177 mila chilometri percorsi in automobile, con effetti rilevanti sulla diminuzione delle emissioni inquinanti.

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