Papa Leone XIV è giunto ad Acerra per una visita pastorale dal forte peso simbolico, nel cuore della Terra dei Fuochi: un’area segnata per anni da inquinamento ambientale, smaltimento illegale di rifiuti e dalle conseguenze sociali e sanitarie di roghi tossici, sversamenti e contaminazioni. Il Pontefice ha voluto incontrare vescovi, clero e religiosi, insieme a famiglie delle vittime e cittadini, in una giornata densa di dolore, memoria e richiesta di responsabilità collettiva.
In Cattedrale: un richiamo netto alla conversione
Nel discorso pronunciato nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, Papa Leone ha usato toni molto severi contro interessi criminali e indifferenza, indicati come cause dell’avvelenamento della Terra dei Fuochi. “Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!”, ha affermato davanti alle famiglie colpite dall’inquinamento ambientale.
Il dolore di chi resta: l’abbraccio alle famiglie
Il Papa ha chiarito il significato più autentico della sua presenza ad Acerra: “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Parole indirizzate a chi ha visto spegnersi figli, genitori, parenti e amici, in un territorio dove il lutto personale è diventato una ferita di tutta la comunità.
Da “Campania felix” a terra ferita e contaminata
Leone XIV ha ricordato che questa zona era un tempo chiamata Campania felix, per la fertilità, l’abbondanza dei prodotti, la cultura e la bellezza del paesaggio. “Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, ha detto, denunciando la trasformazione di un ecosistema prezioso in un luogo compromesso da pratiche criminali e da una lunga stagione di omissioni. “Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, ha aggiunto, richiamando la necessità di bonifiche e tutela della salute.
La scelta davanti alla crisi: rassegnazione o impegno
Davanti alla tragedia della Terra dei Fuochi, il Pontefice ha indicato due vie alternative: l’indifferenza oppure la responsabilità. “Voi avete scelto la responsabilità”, ha detto rivolgendosi alla comunità locale, riconoscendo il cammino compiuto da cittadini, Chiesa, comitati e famiglie nella ricerca di verità e giustizia. Per Leone XIV, la ripartenza non nasce dalla rassegnazione, ma da un lavoro concreto, civile e spirituale, capace di cambiare il presente.
Smontare il sistema dei privilegi e dell’impunità
Il Papa ha esortato a “scardinare una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto”, una mentalità che, secondo le sue parole, ha causato troppo male a questo territorio e continua a ferire molte altre zone d’Italia e del mondo. Il riferimento è alla saldatura tra malaffare, interessi economici, criminalità organizzata e silenzi istituzionali che per anni ha permesso l’avvelenamento di terre e comunità.
L’atterraggio e i saluti con autorità e comunità locale
In mattinata l’elicottero con a bordo Papa Leone è atterrato al campo sportivo “Arcoleo” di Acerra. Ad accoglierlo c’erano il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il sindaco Tito d’Errico. Il Pontefice ha poi salutato bambini, ragazzi e fedeli, fermandosi tra strette di mano, selfie e segni di affetto, in un clima di vicinanza pastorale.
Piazza Calipari gremita: un momento pubblico di memoria
Terminato l’incontro in Cattedrale, Papa Leone si è diretto in piazza Nicola Calipari, dove lo attendevano migliaia di persone. La folla ha accolto il Pontefice con applausi e commozione, trasformando la visita in un evento condiviso di memoria e mobilitazione. Famiglie, bambini, giovani, rappresentanti dei Comuni e cittadini della Terra dei Fuochi hanno vissuto la giornata come una richiesta di ascolto e di riscatto del territorio.
L’appello: niente fatalismo, sì a giustizia e vita
Leone XIV ha invitato la popolazione a non cedere al fatalismo, alla rassegnazione e al continuo scaricabarile. “Assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita”, è stato il nucleo del suo appello. Per il Papa, il bene comune deve precedere gli interessi di pochi, gli affari privati e quelle convenienze che hanno alimentato illegalità e distruzione ambientale.
La continuità con “Laudato si’” e la cura della casa comune
Nel suo intervento, Papa Leone ha richiamato l’eredità di Papa Francesco e dell’enciclica Laudato si’, ricordando che il predecessore avrebbe desiderato visitare la Terra dei Fuochi, senza però riuscirci. La missione ad Acerra ha assunto così anche il valore di una continuità spirituale e pastorale, nel segno della cura della casa comune, della denuncia profetica e dell’attenzione agli ultimi.
Il Pontefice ha ringraziato chi, in questi anni, ha risposto al male con il bene: famiglie, associazioni, comunità ecclesiali, sacerdoti e cittadini che hanno scelto di non tacere. Ha parlato di una “ostinata resistenza” capace di trasformarsi in rinascita, invitando le famiglie delle vittime a convertire il dolore in memoria operosa, educazione alla cura e impegno per le nuove generazioni.
Il saluto finale e la partenza verso il Vaticano
Conclusa la visita, Papa Leone è rientrato al campo sportivo “Arcoleo” e, prima del decollo per il Vaticano, ha ricevuto doni simbolici della tradizione campana, tra cui una pizza margherita e un vassoio di sfogliatelle. L’elicottero è ripartito poco dopo mezzogiorno, chiudendo una missione breve ma intensa, destinata a lasciare un segno concreto nel cammino della Terra dei Fuochi.
Una visita che riporta l’emergenza ambientale al centro
La presenza del Papa ad Acerra ha riportato al centro dell’attenzione nazionale una ferita ancora aperta. La Terra dei Fuochi resta un territorio che chiede bonifiche, controlli, verità, giustizia e tutela della salute pubblica. Il messaggio di Leone XIV non si è fermato alla denuncia: ha indicato una strada di responsabilità condivisa, in cui istituzioni, Chiesa, cittadini e comunità locali sono chiamati a costruire un nuovo patto per la vita, la dignità e il futuro.

