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Teatro Oscar e Teatro degli Angeli: 58 spettacoli, 8 produzioni sul senso dell’uomo

Teatro Oscar e Teatro degli Angeli: 58 spettacoli, 8 produzioni sul senso dell’uomo

Stagione 2026/2027 Teatro Oscar Milano

“Di che vivono gli uomini?” è il filo conduttore scelto dal Teatro Oscar e dal Teatro degli Angeli per la stagione 2026/2027, sotto la direzione artistica di Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti. La domanda, che rimanda al celebre racconto di Lev Nikolaevič Tolstoj del 1881, diventa l’avvio di un itinerario scenico che tenta di riportare al centro la persona, la libertà e la responsabilità dello sguardo. In un tempo attraversato da complessità, dall’ingombro della tecnologia e da tensioni sociali e culturali ricorrenti, i due teatri milanesi propongono il palcoscenico come spazio di silenzio e pensiero, condivisione e riscoperta del valore dell’esperienza umana.

Risultati 2025/2026: una crescita che conferma la rotta

La nuova stagione prende forma dopo un 2025/2026 chiuso con indicatori rilevanti: oltre 28.000 spettatori, più di 160 appuntamenti in programmazione, +27% di abbonamenti e +31% di biglietti venduti. Molto significativo anche il dato di affluenza media, con il Teatro degli Angeli oltre l’80% di riempimento. Numeri che rafforzano la presenza del Teatro Oscar e del Teatro degli Angeli nel panorama culturale di Milano, confermando la capacità dei due spazi di costruire un’offerta ampia e accessibile, in dialogo con il presente, senza rinunciare alla profondità dei testi, alla qualità degli interpreti e alla sperimentazione di nuovi linguaggi.

58 titoli e 8 debutti produttivi: il cartellone dell’ottava edizione

L’ottava stagione conterà 58 spettacoli, di cui 8 nuove produzioni, e porterà in scena figure di primo piano della scena teatrale e culturale italiana. Tra i nomi annunciati: Lino Guanciale, Arianna Scommegna, Mario Perrotta, Tindaro Granata, Andrea Chiodi, Francesco Renga, Silvio Castiglioni, oltre a compagnie di riferimento come Sotterraneo, I Sacchi di Sabbia e Le belle bandiere. Tra le novità più attese c’è “Bobby”, che segna l’esordio alla regia di Giacomo Poretti: uno spettacolo con Ippolita Baldini e Francesco Brandi, pensato come una riflessione surreale e delicata sulle contraddizioni interiori, in bilico tra apparenza e verità.

La stagione parte dal riso: debutta FOOLS, Il festival del Giullare

L’apertura ufficiale sarà affidata alla prima edizione di “FOOLS Il festival del Giullare”, prevista dal 5 all’11 ottobre 2026 tra Teatro Oscar e Teatro degli Angeli. Il progetto nasce dall’esperienza delle passate edizioni de “Il Triduo del Giullare” e dedica un’intera settimana alla risata intesa non come semplice evasione, ma come strumento capace di fare luce sul presente e affrontare anche i temi più delicati con uno sguardo libero e critico. In cartellone arriveranno protagonisti della comicità come Max Angioni, Katia Follesa, Mattia Stanga, Luca Ravenna, Federico Basso, Carlo Amleto, I Panpers e molti altri, alternando spettacoli, incontri e momenti di approfondimento.

Premio Garpez e focus sul comico: concorso, incontri e serate speciali

Il festival si inaugurerà il 5 ottobre al Teatro degli Angeli con la prima edizione del Premio Garpez, concorso dedicato a comici under 35: cinque finalisti si sfideranno dal vivo davanti al pubblico. Il cuore della settimana sarà poi la nuova edizione de “Il Triduo del Giullare”, ospitata al Teatro Oscar il 6, l’8 e il 10 ottobre. Il 7 e il 9 ottobre, alle 18, il Teatro degli Angeli proporrà “Alle radici della comicità”, due incontri dedicati all’essenza del comico e ai suoi maestri, da Aristofane a Giovannino Guareschi. Nelle stesse date, alle 21, il Teatro Oscar accoglierà due serate a sorpresa condotte da Giacomo Poretti, mentre la chiusura dell’11 ottobre sarà affidata a “Don Chisciotte” di Stivalaccio Teatro, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, per un finale dal respiro popolare e teatrale.

Presentazione stagione teatri Milano 2026/2027

Teatro Oscar: drammaturgia, classici e letture nuove del contemporaneo

Il cartellone del Teatro Oscar ribadisce l’attenzione per la drammaturgia d’autore e per i protagonisti della scena contemporanea. La comicità attraverserà più appuntamenti: da “Ma che razza di Otello”, con Marina Massironi, in scena dal 29 al 31 ottobre, a “Ombrelloni”, monologo di Iacopo Gardelli dal taglio grottesco sulla vita balneare romagnola, fino al ritorno di “Amleto a pranzo e a cena” di Oscar De Summa. Accanto a questi titoli, spazio a proposte di forte impatto come “La morte e la fanciulla” di Ariel Dorfman con Le belle bandiere, “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino, la libertà” di Mario Perrotta e “Resto qui”, dal romanzo di Marco Balzano, con Arianna Scommegna e Mattia Fabris, tra memoria e resistenza.

Debutti produttivi e letteratura in scena: dalle figure angeliche a Péguy e Boccaccio

Tra le nuove produzioni del Teatro Oscar, “Agli angeli è meglio credere”, scritto e interpretato da Daniela Cristofori e Giacomo Poretti con la regia di Andrea Chiodi, indagherà la presenza degli angeli e il loro posto nell’immaginario collettivo. Sempre Chiodi curerà la regia di “Santi Innocenti”, tratto da “Il mistero dei Santi Innocenti” di Charles Péguy nella traduzione di Luca Doninelli, un testo che interroga innocenza e speranza e la dignità umana in un mondo segnato da violenza, paura e sfiducia. In programma anche “Boccaccesco”, nuova produzione de Gli Incamminati con Tindaro Granata, che metterà in scena quattro novelle del Decameron esaltando la musicalità e la forza espressiva dell’italiano antico, tra narrazione e ritmo.

Rassegne e percorsi speciali: Manzoni, psicologia, Bibbia e mito classico

Il Teatro Oscar proporrà inoltre progetti speciali pensati per intrecciare tradizione letteraria, riflessione culturale e linguaggi di oggi. Dopo il successo di “Toni Servillo legge Manzoni”, debutta “Il Romanzo di Milano”, rassegna dedicata alla città attraverso prosa e poesia di Alessandro Manzoni, con interpreti come Sonia Bergamasco, Lino Guanciale, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio. Dal 15 ottobre torna “Il Teatro della Mente”, curato da Daniela Cristofori, con incontri su emozioni complesse come invidia, vergogna e colpa. A dicembre riparte “La Bibbia che non ti aspetti”, ciclo curato da Luca Doninelli con Giorgio Marchesi, Francesco Renga, Gioele Dix e Daniele Mencarelli, mentre da gennaio rientra “Che mito sei?”, progetto di Cristina Dell’Acqua dedicato al mito greco e alla sua attualità.

Memoria, teatro per ragazzi e crescita degli spettatori di domani

Nella stagione del Teatro Oscar troveranno spazio anche la memoria storica e le nuove generazioni. In occasione della Giornata della Memoria, Pino Petruzzelli porterà in scena “Rom e sinti. L’olocausto dimenticato”, un viaggio teatrale dedicato agli oltre 500.000 rom e sinti uccisi nei campi di sterminio nazisti, una storia spesso marginalizzata nel racconto pubblico e scolastico della Shoah. A completare il percorso, la XVI edizione de “L’Oscar per tutti”, rassegna di teatro ragazzi curata da Teatro Oscar DanzaTeatro, con quattro appuntamenti dedicati a “Cenerentola”, “Lo Schiaccianoci”, “Pierino e il Lupo” e “La strega della montagna”, confermando l’attenzione alla formazione culturale fin dall’infanzia e al pubblico futuro.

Teatro degli Angeli: laboratorio, sperimentazione e accessibilità nel cuore di Milano

Il Teatro degli Angeli, inaugurato nel 2024 e situato in via Pietro Colletta 21, è l’anima più giovane e laboratoriale del progetto, accanto al Teatro Oscar di via Lattanzio 58/A. La stagione si aprirà con “Faccia da cucchiaio”, testo di Lee Hall diretto da Sandro Mabellini, che affronta tabù legati a malattia e disabilità intrecciando prosa, danza e umorismo melodrammatico. A seguire, Silvio Castiglioni sarà protagonista di due produzioni Celesterosa/I Sacchi di Sabbia: “Argonautiche. L’avventura più antica del mondo” e “Viaggio in Armenia”, liberamente tratto dal libro di Osip Mandel’štam, in una riflessione su tempo e memoria e sulla resistenza vitale della parola poetica.

Nuove firme e linguaggi attuali: storie, identità e fragilità che diventano scena

La programmazione del Teatro degli Angeli conferma l’attenzione verso nuove voci e narrazioni capaci di leggere il presente da prospettive non convenzionali. Tra i titoli in calendario: “Assetati” di Wajdi Mouawad con Davide Pascarella, “Che cosa si vede al buio” di Bianca Montanari con Giulia Villa, nuova produzione de Gli Incamminati affidata allo sguardo di un angelo custode, “Un comune immortale” di Alessandro Colombo, ispirato alla vicenda umana e sportiva di André Agassi, ed “Efesto cascau do’ cielo” di Salvo Drago, interamente in siciliano, dedicato al dio escluso dagli altri dei ma padrone del fuoco. Una linea artistica che punta su drammaturgie contemporanee, identità linguistiche e racconti di fragilità trasformati in materia scenica.

Inclusione e scena senza filtri: continua il percorso “Oltre le barriere”

In collaborazione con “Casa Teatro UMANA MENTE”, percorso professionalizzante per aspiranti attori, giovani con e senza disabilità, il Teatro degli Angeli proseguirà il progetto “Oltre le barriere”. La selezione di eventi coinvolgerà interpreti con fragilità e proporrà un teatro capace di superare stereotipi e norme implicite sui corpi. Tra gli spettacoli annunciati: “Beckettiana” di Maurizio Lupinelli, che attraversa l’universo poetico di Samuel Beckett, “Bill sapeva vedere” di Edoardo Mozzanega, studio tra danza e musica ispirato a “It” di Stephen King, e “Lisistrata”, con la regia di Dario de Luca della compagnia Scena Verticale, che rilegge Aristofane per affrontare disabilità, desiderio e affettività e parlare di sessualità senza semplificazioni.

Viaggi estremi e grandi miti: dallo Yukon a Shakespeare, fino a Majorana e Melville

Tra gli appuntamenti più attesi al Teatro degli Angeli emerge “Fare un fuoco”, diretto da Francesco Niccolini e interpretato da Luigi D’Elia, un viaggio nell’estremo nord dello Yukon dove la corsa all’oro diventa una sfida illusoria contro la potenza della natura. A marzo arriverà “Shakespearology” della compagnia Sotterraneo, uno spettacolo ibrido che dà voce al Bardo e ribalta il rapporto tra autore, opera e pubblico contemporaneo. Ad aprile Valentina Esposito porterà in scena “L’ostaggio”, liberamente ispirato a una storia vera, mentre tra i ritorni figurano “Mai più Majorana”, dedicato alla scomparsa di Ettore Majorana, e “Una tazza di mare in tempesta”, performance di Roberto Abbiati ispirata a “Moby Dick” di Melville, tra ossessione e mare.

Cartellone teatri Milano stagione 2026/2027

Focus giovani: Gianmarco Bizzarri e la nuova Bottega Bonacina

La stagione 2026/2027 sarà segnata anche dalla nomina di Gianmarco Bizzarri come direttore artistico junior, figura introdotta in analogia al modello recentemente previsto dal MiC per i Teatri Nazionali. Regista e organizzatore teatrale, Bizzarri affiancherà Gabriele Allevi, Giacomo Poretti e Luca Doninelli nello sviluppo di una programmazione attenta alla ricerca, ai talenti emergenti e ai linguaggi che stanno cambiando la scena. Nella stessa prospettiva nasce “Bottega Bonacina”, nuovo laboratorio di scrittura teatrale della compagnia Gli Incamminati: uno spazio di formazione, creazione e confronto per giovani autori e autrici, chiamati a lavorare accanto a maestri del teatro italiano attraverso percorsi annuali e un’idea di bottega.

Un progetto unico, due sale complementari: il teatro come esercizio di libertà

Teatro Oscar e Teatro degli Angeli si raccontano come due volti diversi di uno stesso progetto culturale. Da un lato, il Teatro Oscar conferma la vocazione per i testi d’autore, i classici della tradizione drammaturgica e i grandi interpreti della scena contemporanea; dall’altro, il Teatro degli Angeli rafforza la propria identità come luogo di ricerca, accessibilità e attenzione alle compagnie emergenti. La stagione “Di che vivono gli uomini?” prova a tornare alla domanda di Tolstoj attraverso il teatro come atto di libertà: uscire di casa, spegnere il telefono, sedersi accanto ad altri spettatori e condividere storie leggere o drammatiche, tra Bibbia, nevrosi, classici greci, Manzoni, comicità e poesia, per rimettere al centro l’esperienza umana.

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