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Crosetto alla Camera: “Accordi USA da 75 anni saldi, niente allarmi su Sigonella”

Crosetto alla Camera: "Accordi USA da 75 anni saldi, niente allarmi su Sigonella"

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha preso la parola alla Camera dei Deputati per precisare l’orientamento dell’esecutivo sull’impiego delle basi militari italiane da parte delle forze armate statunitensi, tema tornato al centro del dibattito dopo il fermo ai bombardieri diretti verso l’Iran dalla base di Sigonella. L’informativa, senza votazione conclusiva, ha innescato un confronto ampio in Parlamento, sullo sfondo di un quadro internazionale segnato da forti tensioni e dal rischio di escalation in Medio Oriente.

Accordi rispettati, ma nessun coinvolgimento bellico dell’Italia

Nel passaggio principale del suo intervento, Crosetto ha rimarcato con decisione che l’Italia non è in guerra con l’Iran. Il rispetto degli accordi internazionali, ha spiegato, non coincide con una partecipazione diretta ad azioni militari: è piuttosto l’osservanza di impegni previsti da legge, Costituzione e appartenenza alla NATO. Il ministro ha evidenziato che il Paese resta vincolato a un sistema di regole condivise, senza eccezioni determinate da pressioni politiche o reazioni emotive.

Cooperazione Italia-USA: una linea invariata da decenni

Un altro punto chiave dell’informativa ha riguardato la storia della collaborazione tra Italia e Stati Uniti. Crosetto ha ricordato che, in oltre 75 anni, nessun esecutivo – a prescindere dal colore politico – ha mai rimesso in discussione gli accordi bilaterali relativi all’uso delle installazioni militari. Una traiettoria descritta come continuità piena e coerente, considerata un pilastro sia della sicurezza nazionale sia dell’architettura dell’Alleanza Atlantica.

Attività a Sigonella e Aviano: dati e tipologie di missioni

A sostegno della sua posizione, il ministro ha presentato numeri e dettagli sulle autorizzazioni rilasciate nel tempo nelle principali basi, tra cui Aviano e Sigonella. I dati mostrano centinaia di voli logistici e operativi, compresi trasporti qualificati come “hot cargo”, con materiali sensibili o armamenti. Secondo Crosetto, queste operazioni rientrano nel quadro degli accordi internazionali e non equivalgono automaticamente a un’azione di guerra, trattandosi di attività regolate e approvate tramite procedure consolidate.

Evitare strappi emotivi e dipendenze: l’appello alla politica

Crosetto ha sollecitato tutte le forze politiche a non cedere a reazioni impulsive o a letture ideologiche, richiamando la necessità di una linea istituzionale fondata su diritto e responsabilità. Ha precisato che l’Italia non opera in condizione di subordinazione, ma dentro un’alleanza fra Stati sovrani disciplinata da norme definite. Ha inoltre ribadito che il governo può prendere le distanze da scelte internazionali non condivise, pur mantenendo il rispetto degli impegni già assunti.

Corsa alle armi e ritorno della minaccia atomica: la preoccupazione del ministro

Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata al contesto globale, definito da Crosetto come una fase attraversata da una crescente “follia”. Il ministro ha manifestato forte allarme per la corsa agli armamenti e per il riaffacciarsi del rischio nucleare come leva di pressione geopolitica. Ha avvertito del pericolo che l’arma atomica venga nuovamente considerata uno strumento per risolvere dispute internazionali, sottolineando l’urgenza di un impegno collettivo per scongiurare un’escalation incontrollata.

Aula divisa: critiche delle opposizioni durante l’informativa

L’informativa ha inasprito lo scontro in Aula. Per il Partito Democratico, la capogruppo Chiara Braga ha contestato al ministro l’assenza di una presa di posizione più incisiva contro le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, chiedendo chiarimenti sul rischio nucleare e sulle modalità di utilizzo delle basi italiane. Critiche simili sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle, che ha parlato di destabilizzazione globale legata a una presunta violazione del diritto internazionale.

La maggioranza: alleanze salde, ma priorità alla via diplomatica

Dai banchi della maggioranza, Forza Italia ha ribadito che il conflitto in corso non rappresenta una guerra dell’Italia, pur riconoscendo la necessità di mantenere solidi i legami con gli alleati. Sono stati anche censurati i toni di Trump, giudicati non adeguati in un momento così delicato. L’intervento ha insistito sulla necessità di puntare con decisione sulla diplomazia per evitare un ulteriore peggioramento della crisi internazionale.

Il punto contestato: informativa senza voto e ruolo del Parlamento

Un nodo rilevante del confronto riguarda la natura stessa dell’informativa, che non prevede una votazione dell’Aula. Le opposizioni hanno criticato tale impostazione, chiedendo un coinvolgimento parlamentare più diretto nelle decisioni sull’uso delle basi militari. Il governo, invece, ha ribadito che queste attività sono già regolate da accordi e norme vigenti e non richiedono ulteriori autorizzazioni caso per caso.

Scenario internazionale: equilibrio tra alleati e autonomia nazionale

In chiusura, Crosetto ha delineato il ruolo dell’Italia nello scenario globale, sottolineando l’esigenza di tenere insieme fedeltà agli alleati e autonomia decisionale. Ha escluso che Roma possa orientare direttamente le scelte degli Stati Uniti, ma ha richiamato i rischi di iniziative unilaterali, come un eventuale ritiro delle truppe americane dall’Europa, che renderebbe il continente più esposto e vulnerabile.

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