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UE: microchip obbligatorio per cani e gatti, nuove norme anti-crudeltà

UE: microchip obbligatorio per cani e gatti, nuove norme anti-crudeltà

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L’Unione Europea ha dato il via libera a un nuovo regolamento che rafforza le regole su allevamento, gestione e vendita di cani e gatti. Il testo, approvato dal Parlamento europeo con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni, mira a potenziare la tutela degli animali, frenare abusi e pratiche crudeli e rendere più efficace la tracciabilità degli animali da compagnia entro i confini UE. Le statistiche indicano che circa il 44% dei cittadini europei convive con un pet e che il 74% ritiene necessari interventi più incisivi per garantirne la protezione.

Microchip e registri nazionali: identificazione obbligatoria e dati interoperabili

La nuova disciplina introduce l’obbligo, per tutti i cani e i gatti (inclusi quelli detenuti da privati), di essere identificati con microchip e inseriti in banche dati nazionali interoperabili. La norma prevede che venditori, allevatori e rifugi abbiano quattro anni dall’entrata in vigore per adeguarsi. Per i proprietari di animali non destinati alla vendita, invece, l’adozione di microchip e registrazione scatterà in tempi più lunghi: dopo 10 anni per i cani e dopo 15 anni per i gatti.

Stop a selezioni estreme, consanguineità e interventi estetici sugli animali

Tra i punti centrali del regolamento spicca il divieto di allevare cani e gatti con tratti fisici esasperati tali da compromettere il benessere e la salute. Sono vietati gli accoppiamenti tra genitori e figli, tra fratelli e, più in generale, le forme di consanguineità, per ridurre la diffusione di predisposizioni genetiche che possono causare problemi nel tempo. Le disposizioni vietano inoltre la mutilazione a fini estetici, pratica talvolta legata a esposizioni, mostre o competizioni. Sarà anche proibito legare un cane o un gatto a un oggetto, salvo necessità strettamente connesse a cure mediche, così come l’impiego di collari a strozzo o con punte privi di adeguati meccanismi di sicurezza integrati.

Ingresso in UE: regole più stringenti per l’import di cani e gatti da paesi terzi

Il regolamento introduce misure dedicate a disciplinare il commercio di cani e gatti provenienti da paesi extra-UE. In particolare, ogni animale importato dovrà essere dotato di microchip e registrato in una banca dati nazionale prima dell’ingresso nell’Unione. Inoltre, chi intende entrare nell’UE con il proprio animale dovrà registrarlo almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, a meno che non risulti già inserito in un database di uno Stato membro.

Le parole di Veronika Vrecionová: animali come famiglia e mercato più trasparente

Veronika Vrecionová, relatrice e presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale, ha spiegato: “Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso l’introduzione di un ordinamento nel commercio di cani e gatti nell’Unione europea. Il nostro messaggio è chiaro: un animale domestico è un membro della famiglia, non un oggetto o un giocattolo. Finalmente abbiamo norme più rigorose in materia di allevamento e tracciabilità che ci aiuteranno a contrastare coloro che considerano gli animali come un mezzo per ottenere un rapido profitto. Allo stesso tempo, stiamo creando condizioni di parità per gli allevatori onesti nell’UE.”

Iter finale: approvazione del Consiglio UE e avvio delle nuove disposizioni

Prima dell’entrata in vigore, la legislazione dovrà essere formalmente adottata dal Consiglio dell’Unione Europea. Una volta applicata, la normativa introdurrà regole più uniformi e severe per la gestione degli animali da compagnia nell’UE, rispondendo alle richieste di milioni di cittadini europei che domandano una protezione più efficace per cani e gatti.

Perché serviva una norma comune: mercato in crescita e standard disomogenei

Il mercato di cani e gatti nell’Unione Europea vale circa 1,3 miliardi di euro l’anno e il 60% dei proprietari acquista questi animali online. A fronte di questa espansione, la Commissione Europea ha messo in luce la mancanza di standard omogenei di benessere animale tra i diversi Stati membri. Per colmare il divario, la Commissione ha presentato le nuove norme il 7 dicembre 2023, con l’obiettivo di assicurare che tutti gli animali presenti nell’Unione godano di tutele e diritti comparabili.

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