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Bocconi porta l’AI nella formazione legale: intese con Harvey, Legora e Lexroom

Bocconi porta l’AI nella formazione legale: intese con Harvey, Legora e Lexroom

Università Bocconi Milano sede campus

Bocconi: la Scuola di Giurisprudenza porta la Legal AI in aula. A ottobre confronto internazionale sulle professioni legali nell’epoca dell’IA

MILANO, 16 luglio 2026 – L’intelligenza artificiale entra in modo strutturato nella preparazione universitaria dei futuri giuristi. La Scuola di Giurisprudenza dell’Università Bocconi ha presentato un programma di collaborazione con alcune tra le realtà internazionali più rilevanti nella Legal AI, pensato per integrare strumenti di IA nei percorsi formativi e accompagnare studenti e ricercatori verso un uso consapevole e verificabile della tecnologia, con attenzione a metodo, etica e responsabilità.

Il progetto prende forma grazie ad accordi con Harvey, azienda statunitense tra i principali player globali nelle soluzioni AI per il settore legale, Legora, società svedese specializzata in piattaforme agentiche per il lavoro giuridico, e Lexroom, piattaforma italiana focalizzata sul diritto nazionale e sulla redazione di testi giuridici. L’obiettivo comune è offrire strumenti moderni senza spostare il baricentro dal ragionamento giuridico.

Come l’IA sta ridefinendo diritto, studio e pratica professionale

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha iniziato a incidere in profondità sulle professioni legali, cambiando il modo in cui il diritto viene studiato, interpretato e applicato, oltre ai processi quotidiani di gestione del lavoro in studio e in azienda. Questa evoluzione rende centrali competenze come valutazione critica e controllo delle fonti.

Alla luce di un cambiamento che appare ormai strutturale, la Bocconi ha scelto di portare questi strumenti direttamente nella formazione accademica, così da trasformare la tecnologia in un supporto didattico e operativo, non in una scorciatoia.

Dal prossimo anno accademico, studenti, docenti e ricercatori dei corsi di Giurisprudenza e Global Law potranno accedere a piattaforme avanzate progettate specificamente per attività tipiche del lavoro legale, dalla ricerca alla produzione documentale, con particolare attenzione alla qualità degli output.

La finalità non è introdurre “nuovi gadget” digitali, ma formare professionisti capaci di usarli con metodo: verificare fonti e citazioni, comprenderne i limiti, misurarne i rischi e mantenere centrale il giudizio umano. In questa prospettiva l’IA diventa un supporto al processo decisionale, non un sostituto.

Harvey e Legora in Bocconi: IA per ricerca, contrattualistica e gestione del contenzioso

Con la collaborazione di Harvey, la comunità accademica Bocconi potrà sperimentare agenti di intelligenza artificiale dedicati a varie attività giuridiche, tra cui:

  • analisi e revisione dei contratti;
  • controlli di conformità normativa e policy;
  • supporto al lavoro legato al contenzioso;
  • assistenza su ulteriori attività tipiche della professione legale.

Legora fornirà invece un sistema operativo agentico pensato per affiancare gli avvocati nella:

  • ricerca giuridica e analisi di precedenti;
  • revisione e confronto documentale;
  • redazione di atti e documenti articolati;
  • gestione di questioni legali complesse.

Le due piattaforme, pur con approcci differenti, rientrano tra le soluzioni più evolute oggi disponibili per la Legal AI e consentono di lavorare su casi e documenti con un livello di supporto mirato al contesto legale.

Lexroom al fianco della didattica: focus su diritto italiano e fonti affidabili

Accanto ai partner internazionali, la Bocconi ha coinvolto Lexroom, piattaforma italiana che affiancherà le attività legate al diritto nazionale, rafforzando l’attenzione a prassi, norme e contenuti coerenti con l’ordinamento italiano. Il punto centrale è garantire tracciabilità e solidità delle fonti.

Il contributo di Lexroom si concentrerà soprattutto su:

  • legal clinics;
  • attività di consulenza giuridica;
  • laboratori di drafting giuridico in lingua italiana;
  • ricerca normativa basata esclusivamente su fonti verificate.

Lo scopo è mettere a disposizione degli studenti strumenti affidabili per affrontare le specificità del diritto italiano, riducendo ambiguità e aumentando la verificabilità del lavoro svolto.

Sirena: “L’IA non è accessoria, cambia la professione in profondità”

Per Pietro Sirena, direttore della Scuola di Giurisprudenza della Bocconi, l’intelligenza artificiale è destinata a essere una delle trasformazioni più rilevanti per il diritto nei prossimi anni, con effetti concreti su competenze, processi e responsabilità professionali.

«L’intelligenza artificiale non è un tema accessorio per l’educazione giuridica: è una trasformazione strutturale del modo in cui il diritto verrà praticato nei prossimi anni. La nostra responsabilità è evitare sia l’entusiasmo ingenuo sia il rifiuto difensivo. Dobbiamo insegnare agli studenti a usare questi strumenti sapendo verificare le fonti, comprendere i rischi, valutare la qualità degli output e mantenere saldo il metodo giuridico.»

Secondo Sirena, la Scuola di Giurisprudenza mira a diventare un laboratorio europeo di sperimentazione e innovazione nella formazione legale, dove l’adozione dell’IA sia accompagnata da rigore metodologico e consapevolezza dei limiti.

Hovy: “Serve pensiero critico: l’IA non deve sostituire il ragionamento”

Anche Dirk Hovy, Dean for Digital Transformation della Bocconi, evidenzia che integrare l’AI nei corsi non significa rimpiazzare il ragionamento umano, ma potenziarlo attraverso comprensione, controllo e capacità di valutazione.

«Portare l’AI dentro la formazione non significa insegnare agli studenti a delegare il ragionamento alle macchine. Significa esattamente il contrario: renderli più consapevoli di come funzionano questi sistemi, di dove possono essere utili, di dove possono sbagliare e di quali competenze umane diventano ancora più importanti.»

Nel lavoro giuridico, aggiunge Hovy, accuratezza, responsabilità e verificabilità restano elementi centrali della professione: non sono semplici dettagli tecnici, ma criteri che definiscono la qualità del servizio legale.

A ottobre un forum dedicato all’educazione giuridica nell’era dell’IA

Il percorso confluirà in un appuntamento pubblico previsto per ottobre, quando la Bocconi ospiterà un forum sul futuro della formazione giuridica in un contesto sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale, mettendo a confronto università, professioni e industria tecnologica.

L’incontro riunirà rappresentanti del mondo accademico, professionale e tech per discutere una questione che diventerà centrale nei prossimi anni: quali competenze distinguono davvero un giurista in un ambiente di lavoro supportato dall’IA?

quali competenze dovrà possedere il giurista del futuro in un contesto professionale sempre più supportato dall’intelligenza artificiale?

Legal AI: questioni chiave tra etica, responsabilità e solidità del metodo

Durante il forum saranno affrontati diversi temi strategici per l’evoluzione delle professioni legali, con particolare attenzione a rischi e governance dell’uso dell’AI.

  • le reali capacità e i limiti degli strumenti di Legal AI;
  • l’evoluzione del lavoro dei giovani giuristi;
  • le nuove esigenze di studi legali, uffici legali aziendali, audit, tax e compliance;
  • le modalità di verifica delle fonti e degli output generati dall’AI;
  • le responsabilità professionali derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale;
  • la gestione della riservatezza dei dati;
  • il controllo della qualità delle analisi prodotte;
  • il governo del rischio tecnologico;
  • il mantenimento del metodo giuridico tradizionale.

Tra le iniziative previste figura anche una Legal AI Challenge, in cui strumenti di intelligenza artificiale verranno impiegati su un caso reale: l’attenzione sarà su risultati, limiti, validazione, implicazioni metodologiche ed elementi etici, così da tradurre la discussione in un’esperienza pratica e misurabile.

Verso una classe di giuristi europei pronta all’IA, senza perdere il rigore

Con questa iniziativa, la Scuola di Giurisprudenza della Bocconi punta a collocarsi tra le istituzioni universitarie europee più attive nella sperimentazione dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, integrando didattica, ricerca e casi d’uso concreti.

Il traguardo è formare professionisti in grado di cogliere le opportunità delle nuove tecnologie senza rinunciare a ciò che definisce la professione: rigore metodologico, capacità interpretativa, giudizio critico, responsabilità etica e comprensione del contesto economico, sociale e istituzionale nel quale il diritto opera, mantenendo sempre trasparenza e controllo su fonti e risultati.

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