La Procura di Pavia ha disposto una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, 38 anni, oggi unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. L’accertamento, affidato al professore Roberto Catanesi, dovrà stabilire se siano presenti condizioni patologiche tali da incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento sia ai fatti contestati sia al momento in cui sarebbero avvenuti.
Nomina del consulente: incarico e obiettivi dell’accertamento
Il procuratore Fabio Napoleone ha designato il professor Catanesi come consulente tecnico per ottenere valutazioni medico-scientifiche mirate. Al professionista sarà consegnato il compendio documentale relativo a Sempio, dopo la definizione dei quesiti. La finalità indicata dall’ufficio requirente è verificare l’esistenza di eventuali disturbi o alterazioni di rilievo, idonei a incidere sul giudizio di imputabilità, valutandone anche il nesso con i fatti oggetto del procedimento.
Accertamenti su intendere e volere, imputabilità e pericolosità
Come comunicato dalla Procura, la consulenza dovrà chiarire l’eventuale presenza di condizioni patologiche capaci di influire sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato. L’analisi non si limiterà all’individuazione di possibili disturbi, ma ne valuterà il peso in relazione al momento dei fatti e alle conseguenze sul piano dell’imputabilità. Tra i temi da approfondire rientra anche l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale.
La scelta della Procura dopo i depositi tecnici della difesa
Il provvedimento arriva in seguito al deposito, da parte della difesa di Sempio, di più consulenze tecniche presentate in un periodo ravvicinato dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini. Napoleone ha chiarito che, poiché i termini delle indagini preliminari risultano ancora aperti (scadenza 28 settembre 2026), si è ritenuto opportuno avviare ulteriori accertamenti per approfondire le prospettazioni tecniche formulate dai difensori e verificarne la portata.
Controllo di metodo: affidabilità e rigore delle perizie di parte
Nella nota del procuratore si precisa inoltre che i consulenti tecnici del pubblico ministero già incaricati dovranno svolgere verifiche specifiche sulle valutazioni prodotte dalla difesa, per stimarne la fondatezza anche sotto il profilo del rigore scientifico e dell’affidabilità. Si tratta di un passaggio istruttorio volto a confrontare gli elementi tecnici delle parti e a inserirli in una ricostruzione più ampia e coerente dell’intera vicenda.
Indagini ancora in corso: ricostruzione completa e tempi del procedimento
La consulenza psichiatrica si colloca in una fase ancora preliminare del procedimento. La Procura ha ribadito che le determinazioni adottate puntano a garantire una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e fondata su criteri scientifici. L’iniziativa, di fatto, sposta in avanti la possibile fase della richiesta di processo, aprendo la strada a ulteriori indagini integrative sul caso.
Sempio e l’inchiesta bis su Garlasco: focus su nuovi elementi
Andrea Sempio è il nuovo indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, legato all’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. La nuova attività investigativa si concentra su dati tecnici e documentali che la Procura intende riesaminare alla luce delle consulenze difensive e delle verifiche disposte su profili medico-legali, dattiloscopici, antropometrici e ora anche psichiatrici.
Reazioni della difesa: la linea degli avvocati Cataliotti e Taccia
La decisione dell’ufficio requirente ha suscitato la risposta dei legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, difensori di Sempio. Cataliotti ha ricordato che una persona non può essere obbligata a sottoporsi a una perizia psichiatrica e ha spiegato che la difesa valuterà se e quando consentire l’accertamento. Il legale ha richiamato anche il precedente del processo ad Anna Maria Franzoni, in cui la perizia venne richiesta, ma l’interessata decise di non sottoporvisi.
Secondo i legali: diari e forum non bastano a delineare un profilo
Cataliotti ha evidenziato che, a suo avviso, non si può definire il tratto personologico di un individuo basandosi su diari personali o su interventi in un forum social. Ha aggiunto che, se la Procura ha ritenuto necessario disporre una consulenza, nel caso in cui anche la difesa chiedesse un accertamento analogo difficilmente l’ufficio requirente potrebbe opporsi. La posizione dei legali resta quindi aperta, ma ferma sull’aspetto della non obbligatorietà della partecipazione di Sempio.
Critiche alla tempistica: “non cercare l’assassino ideale”
In un’ulteriore dichiarazione, Cataliotti ha detto di essere sorpreso dalla tempistica e dall’impostazione seguita dalla Procura. Secondo la difesa, sarebbe stata depositata una consulenza potenzialmente decisiva in chiave processuale: se venisse confermato che l’impronta dell’assassino non è compatibile con il piede di Sempio, l’indagine dovrebbe chiudersi in favore dell’indagato. Da qui l’osservazione del legale: in questa vicenda, sostiene, non andrebbe cercato “l’assassino ideale”, ma l’effettivo autore dell’omicidio di Chiara Poggi.
Le consulenze tecniche già prodotte: medico-legale, impronte e documenti
Il materiale depositato dalla difesa comprende più approfondimenti tecnici. Tra questi figurano accertamenti medico-legali sulle cause e sul tempo della morte, verifiche antropometriche per stimare se le impronte attribuite al killer siano compatibili con le dimensioni del piede di Sempio e analisi dattiloscopiche sull’impronta definita “33”. I difensori hanno inoltre presentato una memoria con documenti utili a contestualizzare alcuni soliloqui attribuiti all’indagato.
Soliloqui di Sempio: per la difesa non sono ammissioni
Per Cataliotti e Taccia, i soliloqui attribuiti a Sempio non avrebbero valenza confessoria. La difesa sostiene che quei contenuti non introdurrebbero elementi realmente nuovi rispetto a commenti già circolati tra utenti di podcast e trasmissioni dedicate al caso. La memoria depositata mira quindi a collocare quelle frasi in un contesto differente rispetto a quello prospettato dall’accusa, contestando l’eventuale peso indiziario o l’interpretazione che potrebbe essere attribuita a tali passaggi testuali.
Il punto chiave: impronte e verifiche antropometriche a confronto
Uno snodo centrale della strategia difensiva riguarda la compatibilità tra le impronte repertate sulla scena del delitto e le caratteristiche fisiche di Andrea Sempio. I legali insistono sulla necessità di un contraddittorio tecnico sugli elementi ritenuti più oggettivi, ritenendo che proprio da quei dati debba partire la verifica sull’eventuale coinvolgimento dell’indagato. La Procura, dal canto suo, ha disposto ulteriori controlli anche per misurare la solidità scientifica delle conclusioni depositate.
La lettura medico-legale proposta dalla difesa: tempi e dinamica
Tra gli elaborati figura anche la consulenza del medico legale Sabino Pelosi, che propone una ricostruzione diversa della dinamica omicidiaria. Secondo la difesa, dopo l’aggressione Chiara Poggi sarebbe sopravvissuta per un intervallo molto breve, nell’ordine di pochi minuti, e non per 15-20 minuti come indicato dai consulenti della Procura. Pelosi non condivide quindi la stima temporale prospettata dall’accusa e contesta anche la lettura di alcune lesioni come segni di difesa attiva o passiva, proponendo una valutazione alternativa dei reperti.
Lesioni della vittima: dubbi sui segni considerati difensivi
Nell’analisi difensiva, le lesioni indicate dai consulenti del pubblico ministero come difensive sarebbero superficiali, aspecifiche e compatibili con cadute, urti, trascinamento o scivolamento sulle scale. Pelosi osserva che le immagini disponibili non consentirebbero una lettura affidabile in chiave difensiva, poiché mancherebbero ferite profonde o fratture agli arti superiori: elementi che sarebbero più coerenti con una reale interposizione della vittima rispetto ai colpi. L’ipotesi alternativa punta quindi su una spiegazione più compatibile con traumi accidentali.
Una dinamica più rapida e violenta: la sequenza ipotizzata
La consulenza di parte descrive una sequenza omicidiaria più breve e intensa, ritenuta poco compatibile con una lunga colluttazione o con una fuga lucida della vittima. Pelosi richiama la necessità di considerare il trascinamento di Chiara Poggi, la compromissione precoce delle sue condizioni psico-fisiche dopo i primi colpi al capo e i successivi colpi in prossimità del telefono e dell’accesso alle scale. Anche su questo punto la Procura intende procedere con verifiche tecniche mirate, per chiarire la coerenza della ricostruzione con gli elementi disponibili.
Il perimetro delle indagini integrative: verifiche incrociate e consulenza psichiatrica
L’integrazione disposta dalla Procura di Pavia si sviluppa dunque su più livelli: da un lato la valutazione delle consulenze difensive già depositate, dall’altro l’approfondimento psichiatrico sull’indagato. L’attività dei consulenti dovrà contribuire a stabilire se le ricostruzioni tecniche presentate dalla difesa siano fondate e scientificamente affidabili, mantenendo aperto il confronto sugli elementi che potrebbero incidere sulla futura direzione del procedimento e sulle scelte processuali.
Un momento sensibile nel caso Garlasco: confronto tra Procura e difesa
La consulenza psichiatrica su Andrea Sempio rappresenta un ulteriore passaggio in un caso giudiziario che continua a evolversi a distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La Procura rivendica la necessità di una ricostruzione completa e basata su criteri scientifici, mentre la difesa chiede un confronto sui dati tecnici che ritiene determinanti e sui riscontri ritenuti più oggettivi.

