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Cape Canaveral, test finisce con esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin: nessun ferito

Cape Canaveral, test finisce con esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin: nessun ferito

Esplosione New Glenn test Cape Canaveral

Il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso durante una prova di accensione sulla rampa di Cape Canaveral, in Florida, mentre erano in corso i preparativi per una nuova missione in orbita terrestre bassa. L’episodio si è verificato nel momento in cui l’azienda aerospaziale fondata da Jeff Bezos stava completando la messa a punto del vettore riutilizzabile, destinato a portare in spazio un carico di satelliti per potenziare la connettività satellitare collegata ai piani di Amazon.

Nota ufficiale: cosa ha detto Blue Origin

La società ha confermato l’accaduto con un breve post su X, riferendo di una “anomalia” riscontrata durante il test di accensione statica. Blue Origin ha comunicato che tutto il personale è stato identificato ed è regolarmente presente all’appello, aggiungendo che ulteriori dettagli saranno diffusi appena disponibili. Nelle prime dichiarazioni, l’attenzione è stata concentrata soprattutto sul fatto che non risultano vittime né feriti tra tecnici, ingegneri e squadre operative presenti nell’area.

Dalla prova alla deflagrazione: la fiammata sulla piattaforma

Le riprese ripubblicate dai media statunitensi mostrano l’avvio della procedura, con una prima apparente accensione dei motori seguita quasi subito da una forte esplosione. Nel giro di pochi secondi il sito di lancio è stato inghiottito da una vasta palla di fuoco, mentre una colonna di fiamme, fumo e fuliggine si innalzava sopra il complesso di Cape Canaveral. In un video si nota del fumo provenire dalla zona inferiore del razzo prima della deflagrazione, che ha trasformato il test in una scena impressionante osservabile anche da lontano.

Scosse percepite fino a Cocoa Beach: cosa si è sentito in zona

L’esplosione, avvenuta nella serata di giovedì, è stata percepita anche nei dintorni della base spaziale. Secondo le ricostruzioni, alcune abitazioni tra Cape Canaveral e Cocoa Beach hanno tremato intorno alle 21, mentre sul web si diffondevano rapidamente foto e filmati della grande fiammata arancione proveniente dal Launch Complex 36 della Cape Canaveral Space Force Station. I servizi di emergenza hanno indicato che non emergono rischi per la popolazione legati a fumi o ad altri potenziali pericoli.

Il lancio previsto: 48 satelliti Amazon Leo in orbita bassa

Il New Glenn era impegnato nei preparativi per mettere in orbita 48 satelliti per conto di Amazon, destinati alla bassa orbita terrestre. Il progetto, noto come Amazon Leo, mira a rafforzare l’offerta di banda larga satellitare del gigante dell’e-commerce ed è considerato un passaggio chiave nella sfida con reti già operative come Starlink di SpaceX. In questo contesto, il test di accensione rappresentava uno step cruciale verso una missione rilevante sia per Blue Origin sia per l’espansione dell’infrastruttura spaziale di Amazon.

La reazione di Bezos: sicurezza prima di tutto e indagini in corso

Dopo l’incidente è intervenuto anche Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario di Blue Origin. In un messaggio su X, Bezos ha ribadito che tutto il personale è stato rintracciato ed è al sicuro. Ha inoltre chiarito che è ancora prematuro stabilire la causa, ma che i team stanno già lavorando per comprenderla. “Una giornata davvero difficile”, ha scritto, aggiungendo che l’azienda ricostruirà ciò che serve e tornerà a volare.

Nessun ferito: il punto sulla sicurezza e i ringraziamenti

Il deputato della Florida Mike Haridopolos, il cui distretto include Cape Canaveral, ha riferito di essere stato in contatto con l’amministratore della NASA Jared Isaacman dopo l’esplosione. Haridopolos ha espresso sollievo per l’assenza di feriti e ha ringraziato soccorritori, ingegneri e team di lancio per la rapidità d’intervento. Le verifiche iniziali si sono concentrate sulla messa in sicurezza del sito e sulla tutela del personale coinvolto nelle attività operative.

Il commento di Musk: incidente “spiacevole” tra rivali dei lanci

Sull’accaduto è intervenuto anche Elon Musk, fondatore di SpaceX e principale concorrente di Blue Origin nel comparto dei lanci privati, definendo l’episodio “molto spiacevole”. Il richiamo alla rivalità tra le due aziende è inevitabile: Blue Origin punta da tempo a ridurre le distanze da SpaceX, che negli ultimi anni ha consolidato un ruolo dominante nei lanci commerciali, nelle missioni per enti governativi e nelle reti satellitari in orbita bassa.

Stop pesante al programma New Glenn: impatto su tempi e obiettivi

L’esplosione segna una battuta d’arresto importante per il programma New Glenn. Il razzo, alto circa 98 metri, è tra i progetti più ambiziosi di Blue Origin e porta il nome di John Glenn, primo americano a orbitare attorno alla Terra. Il vettore ha debuttato da Cape Canaveral nel 2025 ed è stato progettato come sistema riutilizzabile per missioni commerciali, istituzionali e scientifiche, con l’obiettivo di competere nel mercato dei grandi lanciatori.

Il guasto di aprile e il “grounding”: un contesto già complicato

L’episodio arriva a poca distanza da un altro problema tecnico che aveva già messo sotto pressione Blue Origin. Ad aprile, un New Glenn non era riuscito a collocare un satellite per comunicazioni nell’orbita prevista, evento che aveva portato all’avvio di un’indagine. Secondo quanto riportato, dopo quel malfunzionamento il vettore era stato messo a terra, rendendo ancora più delicata la successiva campagna di test. L’esplosione sulla rampa aggiunge ora un ulteriore elemento critico per l’intero programma.

Parallelismi con Starship: due incidenti ravvicinati nel settore privato

La deflagrazione del New Glenn è anche il secondo incidente di grande rilievo nel comparto spaziale privato nel giro di pochi giorni. La settimana precedente, una Starship di SpaceX aveva preso fuoco durante la fase di atterraggio al termine di un volo di prova. Si tratta di due episodi distinti, ma entrambi evidenziano la complessità dei programmi di nuova generazione, dove riutilizzabilità, potenza e rapidità di sviluppo restano obiettivi centrali, ma ancora esposti a rischi elevati.

Accertamenti tecnici: cosa si sta cercando di capire

Al momento non è stata indicata una causa ufficiale dell’incidente. Blue Origin ha comunicato di essere già impegnata nella ricostruzione della dinamica dell’anomalia e nell’identificazione del punto di guasto. Le analisi dovranno chiarire che cosa sia accaduto durante l’accensione dei motori e quali componenti del sistema siano stati coinvolti nella deflagrazione. Solo dopo i controlli sarà possibile stimare l’impatto sul calendario delle prossime missioni.

Prospettive per New Glenn: ripartenza legata a cause e affidabilità

Il programma New Glenn rimane fondamentale per le ambizioni spaziali di Blue Origin e per la strategia di Amazon in orbita terrestre bassa. L’esplosione a Cape Canaveral non azzera gli obiettivi industriali e tecnologici, ma impone una nuova fase di controlli, ricostruzione e valutazioni operative. Le parole di Bezos confermano la volontà di proseguire, tuttavia il ritorno al volo dipenderà dalla rapidità con cui l’azienda riuscirà a chiarire le cause dell’incidente e a ripristinare la piena affidabilità del vettore.

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