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Record di caldo in Europa: 93 milioni sotto l’afa, 18 città rosse in Italia

Record di caldo in Europa: 93 milioni sotto l’afa, 18 città rosse in Italia

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L’Europa è alle prese con una delle fasi più dure dell’ondata di caldo, con 93 milioni di persone esposte a valori oltre i 35°C, secondo le stime Afp basate sulle previsioni del Servizio meteorologico tedesco. La risalita di aria subtropicale di matrice africana continua a interessare ampie porzioni del continente, portando temperature fuori scala in Italia, Francia, Germania, Spagna e in vari Paesi dell’Europa centrale. La criticità maggiore riguarda la fascia sud, dove al caldo si sommano afa persistente, ventilazione debole e minime elevate, elementi che aumentano stress fisico e rischi per la salute.

Allerta caldo in Italia: 18 capoluoghi al massimo livello, apice previsto il 29 giugno

In Italia l’emergenza caldo resta al livello più alto: il bollettino del ministero della Salute sulle ondate di calore segnala 18 città con bollino rosso. Il livello 3 descrive una condizione di emergenza capace di incidere non solo su anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche, ma anche su individui sani e attivi. Il momento più intenso è atteso tra il fine settimana del 27-28 giugno e lunedì 29 giugno, con massime che in varie zone interne potranno toccare o superare 38-40°C, minime molto alte e notti complicate soprattutto nelle grandi aree urbane.

Segnali di anomalia: notte record a Bolzano e zero termico sulle Alpi fino a 5.000 metri

Tra gli indizi più chiari dell’eccezionalità del quadro meteo spicca Bolzano, dove è stata osservata la notte più calda degli ultimi 70 anni. Sulle Alpi, intanto, lo zero termico è arrivato fino a 5.000 metri, quota che evidenzia la forza dell’aria calda anche in alta montagna. L’unione di temperature elevate, umidità bloccata e scarso ricambio d’aria mantiene alto il pericolo di malori, disidratazione e colpi di calore. Si segnalano più accessi ai pronto soccorso, mentre le autorità sanitarie raccomandano di considerare l’effetto cumulativo di giorni consecutivi di caldo estremo.

Pride a Milano con afa intensa: percepiti quasi 40°C durante la sfilata

A Milano il Pride si è svolto nonostante condizioni meteo molto gravose. Alla partenza della manifestazione, la temperatura percepita si è avvicinata ai 40°C, imponendo cautele extra per partecipanti, volontari e persone più fragili. L’episodio del capoluogo lombardo mette in luce la vulnerabilità delle grandi città alle ondate di calore: asfalto, traffico e densità edilizia, insieme alla scarsa ventilazione, amplificano l’afa e rendono più lento il raffreddamento notturno.

Francia tra le aree più colpite: circa mille morti in eccesso dal 24 giugno

La Francia rientra tra i Paesi maggiormente sotto pressione. Santé publique France ha comunicato che dal 24 giugno si osservano circa mille decessi in più rispetto ai valori attesi, sulla base di dati ancora provvisori. L’incremento interessa diverse classi di età, ma l’85% dei decessi riguarda persone con almeno 65 anni. L’agenzia segnala anche un aumento di morti avvenute in casa, vicino al 40%, soprattutto nelle zone interessate dall’allerta rossa. Il dato non attribuisce automaticamente ogni caso al caldo, ma indica una crescita della mortalità in concomitanza con la fase più intensa dell’ondata.

Effetti sulla salute: il caldo estremo può colpire anche a distanza di giorni

La ministra francese della Salute, Stéphanie Rist, ha ricordato che il caldo estremo può produrre conseguenze ritardate, soprattutto nelle persone fragili, ma anche in giovani e adulti apparentemente in buona forma. Colpi di calore, disidratazione e peggioramento di problemi cardiovascolari o respiratori possono emergere anche giorni dopo l’esposizione. È lo stesso concetto ripreso dal medico Fabrizio Pregliasco: temporali e calo termico non vanno letti come una chiusura immediata dell’emergenza sanitaria. Dopo più giornate di stress termico, l’organismo resta più vulnerabile e la pressione sugli ospedali può continuare anche quando il meteo inizia a cambiare.

Germania: minima notturna record e massime oltre 41°C in diverse aree

Anche la Germania ha fatto registrare numeri eccezionali. A Kubschütz, in Sassonia, la minima notturna ha toccato 29,4°C, stabilendo il record assoluto dall’inizio delle rilevazioni. Il precedente primato risaliva al 13 agosto 2003, quando sul Weinbiet, in Renania-Palatinato, erano stati misurati 27,2°C durante la notte. Nei giorni precedenti erano già caduti vari record diurni, con un picco di 41,5°C a Möckern, nell’area di Drewitz. Il quadro conferma che l’ondata di calore non riguarda soltanto le massime: anche le minime restano elevate, impedendo a persone ed edifici di raffreddarsi davvero nelle ore notturne.

Nord e Sud Europa in sofferenza: Danimarca, Spagna e altri Paesi sotto pressione

Lo stress termico non risparmia il Nord Europa: in Danimarca è stata registrata la giornata più calda dall’avvio delle misurazioni meteorologiche nel 1874. In Spagna si stimano oltre 200 morti legati all’ondata di calore in pochi giorni, mentre segnalazioni di temperature anomale e aumento dei decessi arrivano anche da Austria, Belgio e Svizzera. Secondo uno studio pubblicato dall’Economist, tra il 24 e il 26 giugno il caldo estremo potrebbe aver provocato fino a 12.000 morti in eccesso in Europa, un valore da intendere come stima modellistica e non come bilancio ufficiale definitivo.

Grandi città fuori scala: Milano, Roma e Parigi ben oltre le medie climatiche

L’anomalia è particolarmente visibile nei grandi centri urbani. Secondo Meteo.it, Milano sta segnando valori intorno a 10°C sopra la media storica, mentre Roma si posiziona poco sotto quello scarto. A Parigi la differenza rispetto alle medie può arrivare fino a 20°C. In alcuni casi, le massime nelle capitali europee superano quelle di città note per caldo tropicale e umidità intensa, come Bangkok. La persistenza dell’afa rende il fenomeno più pericoloso, perché prolunga l’esposizione e riduce la capacità di recupero notturno, con notti sempre più “tropicali”.

Da metà settimana più instabilità: temporali in aumento, ma l’emergenza non finisce subito

Con l’avvio di luglio è previsto un cambiamento nella circolazione atmosferica grazie al transito di una perturbazione nord-atlantica accompagnata da aria più temperata. Tra mercoledì 1 e venerdì 3 luglio crescerà il rischio di temporali forti soprattutto al Centro-Nord e poi verso il Centro-Sud, con possibili grandinate, colpi di vento e fenomeni localmente violenti. Il contrasto tra l’aria rovente accumulata nei giorni precedenti e l’ingresso di correnti più fresche può favorire episodi intensi. Il calo termico sarà importante, ma progressivo: per parlare di uscita dall’emergenza caldo servirà attendere almeno la seconda parte della settimana.

Non solo meteo: un’ondata di calore che diventa emergenza sanitaria europea

L’ondata di calore in corso non è soltanto un evento meteorologico fuori dall’ordinario, ma una vera emergenza sanitaria su scala europea. I decessi in eccesso segnalati in Francia, i record registrati in Germania, le allerte in Italia e l’aumento degli accessi ai pronto soccorso mostrano come il caldo estremo incida sulla salute pubblica, sulla tenuta dei sistemi sanitari e sulla vita quotidiana nelle città. La priorità rimane proteggere chi è più esposto, ma il livello di attenzione riguarda ormai l’intera popolazione. Con temperature ancora vicine ai 40°C e notti tropicali sempre più frequenti, l’Europa entra nei primi giorni di luglio con la necessità di mantenere alta la guardia.

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