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Bologna, fermato 45enne marocchino per l’omicidio di Nadia Khaidar

Bologna, fermato 45enne marocchino per l’omicidio di Nadia Khaidar

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza del Giudice, che dispone la custodia cautelare in carcere per un uomo di 45 anni, di origine marocchina, ritenuto responsabile dell’omicidio di Nadia Khaidar, cittadina marocchina di 50 anni. La donna è deceduta il 18 ottobre 2025, dopo oltre due mesi in condizioni irreversibili. Il provvedimento cautelare arriva al termine degli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, che hanno consentito di chiarire la sequenza dei fatti legati all’episodio del 27 luglio 2025.

Ricostruzione dei fatti: l’attacco del 27 luglio 2025

Il 27 luglio 2025, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna arrestarono il 45enne con l’ipotesi di tentato omicidio, dopo l’aggressione ai danni di Nadia Khaidar. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe utilizzato un coltello da cucina, colpendola più volte in diverse parti del corpo. All’arrivo dei militari, si sarebbe affacciato dalla finestra dell’abitazione dove si era consumata la violenza, con evidenti tracce di sangue, urlando: “Venite qui che l’ho ammazzata!“.

La vittima, in condizioni critiche, fu soccorsa dal 118 e trasferita d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Nonostante i trattamenti sanitari, la Khaidar è morta il 18 ottobre 2025 dopo quasi tre mesi in stato vegetativo.

Stalking e gelosia: il contesto che ha portato al delitto

Gli investigatori hanno delineato movente e contesto della violenza, evidenziando una lunga fase di pressioni e atti persecutori che avrebbe segnato il rapporto tra indagato e vittima. L’uomo, incapace di accettare il rifiuto di una relazione che la donna voleva mantenere su un piano soltanto amicale, avrebbe manifestato un comportamento ossessivo e possessivo, arrivando a inviarle 760 tra messaggi e chiamate nell’arco di una sola giornata.

Il 27 luglio la tensione sarebbe esplosa: l’uomo, avvicinatosi al condominio della donna, l’avrebbe fermata sulle scale e poi trascinata all’interno dell’appartamento, dove sarebbe avvenuta l’aggressione. Nel confermare l’aggravante legata agli atti persecutori, il giudice ha descritto l’episodio come una “spirale persecutoria sfociata nella letale aggressione”.

Carcere e misura cautelare: la posizione dell’indagato

Il presunto autore era già detenuto dal giorno dell’aggressione presso la Casa circondariale “Rocco D’Amato”, dopo l’arresto iniziale per tentato omicidio. Con la nuova ordinanza, la custodia cautelare viene confermata e l’uomo resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le attività investigative proseguono per definire ogni dettaglio e completare il quadro sull’uccisione di Nadia Khaidar, tragico esito di una vicenda segnata da violenza, controllo e stalking reiterato.

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