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Valanga in Alto Adige: 2 morti e 5 feriti in Val Ridanna, Hohe Ferse

Valanga in Alto Adige: 2 morti e 5 feriti in Val Ridanna, Hohe Ferse

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Nelle montagne dell’Alto Adige si è verificata una grave tragedia: una valanga di forte intensità ha investito un gruppo di scialpinisti nell’area della Hohe Ferse, nota anche come “Tallone Grande”, tra la Val Ridanna e la Val di Racines. Il bilancio finale resta pesantissimo: due vittime e cinque feriti, con tre persone in condizioni critiche e due con lesioni più contenute.

In totale erano presenti 25 escursionisti, appartenenti a più comitive, sul pendio nel momento del distacco. Solo alcuni sono stati colpiti in pieno dalla massa nevosa, mentre gli altri sono riusciti a sottrarsi all’impatto e a limitare conseguenze ulteriori.

Emergenza alle 11:40: quando la valanga si è staccata

La richiesta di aiuto è partita attorno alle 11:40: la slavina si è staccata a quota 2.445 metri, lungo un tratto particolarmente vulnerabile del versante. La colata di neve ha raggiunto alcuni scialpinisti sul tracciato, sorprendendoli e trascinandoli verso valle lungo la pendenza.

Dalle prime ricostruzioni, il cedimento del manto nevoso sarebbe avvenuto in modo repentino, lasciando pochissimo tempo per reagire. L’area, spesso frequentata da appassionati di sci alpinismo, presentava condizioni che avrebbero favorito l’instabilità e l’improvviso collasso della neve.

Soccorsi su larga scala: elicotteri, squadre e cani da ricerca

Subito dopo l’allarme si è mossa una maxi operazione di soccorso. Sul posto hanno lavorato circa 80 operatori tra Soccorso alpino, Guardia di finanza, vigili del fuoco e personale sanitario. Decisivo il supporto dall’alto, con sei elicotteri impiegati per ricerca, recupero e trasporto dei feriti.

Le squadre hanno operato anche con unità cinofile addestrate a individuare persone sepolte sotto la neve. Tutti gli escursionisti coinvolti risultavano dotati di Artva, il dispositivo elettronico per la localizzazione dei travolti, elemento che ha permesso di rendere più rapide e mirate le attività di ricerca.

Le operazioni si sono concentrate soprattutto nelle ore immediatamente successive al distacco, fase in cui le probabilità di sopravvivenza sono maggiori, consentendo di recuperare diversi feriti ancora in vita e di avviarli rapidamente alle cure.

Trasporto dei feriti e gestione ospedaliera dell’emergenza

I feriti sono stati trasferiti con urgenza negli ospedali altoatesini, in particolare a Bolzano, Bressanone e Merano. Le strutture sono state attivate in anticipo per garantire posti in terapia intensiva e trattamenti avanzati, inclusa l’Ecmo, sistema di supporto vitale extracorporeo previsto nei quadri clinici più complessi.

Considerata la complessità dell’intervento, è stato coinvolto anche il centro operativo di Innsbruck, in Austria, per supportare il coordinamento dell’emergenza e l’eventuale assistenza sanitaria oltreconfine in caso di necessità.

Il richiamo a Monte Nevoso: memoria di altre valanghe in Alto Adige

L’accaduto riporta alla mente una delle tragedie alpine più gravi vissute in Alto Adige negli ultimi decenni: la valanga di Monte Nevoso sopra Riva di Tures, avvenuta dieci anni fa, che causò sei morti.

Solo pochi giorni fa, il 12 marzo, l’Alto Adige aveva ricordato quella pagina drammatica, che segnò profondamente la comunità locale. Anche in quell’occasione la montagna mostrò la propria imprevedibilità, colpendo persone esperte e appassionate di escursionismo.

Prevenzione e rischio valanghe: cosa insegna l’incidente in Val Ridanna

La valanga in Val Ridanna riporta al centro il tema della sicurezza in montagna durante le attività invernali in quota. Anche con una buona preparazione e l’impiego di dispositivi come l’Artva, le valanghe restano eventi difficili da anticipare e potenzialmente devastanti.

Stato del manto nevoso, cambiamenti meteo e caratteristiche del terreno possono creare instabilità anche improvvise. Per questo, gli esperti ribadiscono l’importanza di prudenza costante e della consultazione dei bollettini valanghe prima di ogni uscita, valutando con attenzione itinerario, esposizione e condizioni reali sul posto.

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