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Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro 2026: Italia tra morti bianche, stress e prevenzione in emergenza

Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro 2026: Italia tra morti bianche, stress e prevenzione in emergenza

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Il 28 aprile ricorre la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Non è una celebrazione di facciata: è un momento che sollecita istituzioni, aziende e lavoratori a rafforzare concretamente prevenzione e tutele negli ambienti professionali. Nel 2026 il tema resta urgente, soprattutto in Italia, dove incidenti e decessi continuano a pesare come una delle emergenze sociali più rilevanti.

Questa ricorrenza è nata per diffondere una cultura della sicurezza basata sulla centralità della persona, sulla riduzione degli infortuni e sul contenimento delle malattie professionali. Oggi la sfida non riguarda solo i pericoli fisici più noti: entrano in gioco anche rischi organizzativi e psicologici che influenzano la salute di milioni di lavoratori.

Dati Italia: 792 decessi tra attività lavorativa e spostamenti

In Italia la situazione rimane delicata. In base ai numeri pubblicati a febbraio dall’INAIL, nel 2025 le morti sul lavoro e quelle “in itinere” (durante il tragitto casa-lavoro e ritorno) sono state 792. Il valore è in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, ma resta una soglia ancora inaccettabile.

È significativo anche l’aumento dei decessi nelle fasce 40-49 anni e 55-64 anni. Nel frattempo crescono gli episodi mortali “in itinere”, arrivati a 293, con tredici casi in più rispetto al 2024. Questi dati ricordano che la sicurezza non riguarda soltanto cantieri, impianti o uffici, ma anche la mobilità quotidiana legata all’attività lavorativa.

Focus 2026: benessere psicosociale come pilastro della sicurezza

Nel 2026 l’attenzione si concentra sul benessere psicosociale, ormai centrale nelle strategie di salute e sicurezza sul lavoro. Non basta più limitarsi a prevenire cadute, urti, schiacciamenti o esposizioni a sostanze nocive: occorre agire anche su stress, instabilità contrattuale, carichi eccessivi, turnazioni pesanti, scarsa autonomia, conflitti interni e assenza di procedure eque e trasparenti.

L’organizzazione del lavoro incide direttamente sul benessere mentale e fisico. Pressioni costanti, obiettivi irrealistici e mansioni poco definite possono diventare veri fattori di rischio, con ricadute su produttività, clima aziendale e sulla qualità complessiva della vita professionale. Investire in modelli organizzativi sostenibili significa ridurre problemi e migliorare risultati.

Rapporto ILO: l’impatto dei rischi psicosociali a livello mondiale

Per la giornata mondiale, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha diffuso il rapporto globale L’ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali – Sviluppi globali e percorsi per l’azione. Il documento evidenzia in modo chiaro il legame tra rischi psicosociali e l’insorgenza di patologie diffuse e severe.

Le stime citate indicano circa 840 mila morti ogni anno attribuibili a questi fattori, in particolare per malattie cardiovascolari (come ictus e cardiopatie ischemiche) e per disturbi mentali, tra cui depressione e condizioni correlate. Il report richiama inoltre il tema degli orari lunghi: il 35% dei lavoratori nel mondo supera le 48 ore settimanali, soglia che aumenta l’esposizione a stress e affaticamento cronico.

Un altro nodo cruciale riguarda molestie e violenze sul lavoro: il 23% degli occupati dichiara di aver subito almeno una volta bullismo o altre forme di abuso in ambito professionale. Contrastare questi fenomeni è parte integrante di una strategia di sicurezza e salute efficace.

Italia 2026: denunce in aumento, calo dei casi mortali nei primi mesi

Le rilevazioni provvisorie dei primi mesi del 2026 delineano un quadro articolato. Nel primo bimestre, le denunce di infortunio crescono del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I decessi, al contrario, diminuiscono del 26,1%, un segnale che va letto con attenzione ma che indica un miglioramento sugli esiti più gravi.

L’aumento riguarda soprattutto gli infortuni “in occasione di lavoro” e quelli “in itinere”. Resta rilevante anche la crescita delle malattie professionali, che salgono del 14,2%, con prevalenza di disturbi muscolo-scheletrici e del sistema nervoso. Sono indicatori che, pur mostrando qualche passo avanti, confermano la necessità di interventi strutturali e continui nella prevenzione.

Tecnologie digitali e training: come cambia la prevenzione

Tra i temi in forte crescita c’è l’impatto dell’innovazione. Il direttore generale dell’INAIL, Marcello Fiori, ha sottolineato che la trasformazione digitale sta modificando in profondità i processi produttivi e l’organizzazione del lavoro, imponendo nuove sfide ai sistemi di sicurezza.

Secondo l’istituto, soluzioni basate su intelligenza artificiale, realtà virtuale e ambienti immersivi possono rendere la formazione più efficace, aumentando consapevolezza del rischio e comportamenti corretti. Parallelamente, però, richiedono verifiche rigorose su qualità, affidabilità e metodologia, oltre al rispetto delle norme: la tecnologia deve restare uno strumento con la persona al centro.

Safety Expo 2026 a Bergamo: il mercato della sicurezza si incontra

Tra gli appuntamenti di settore spicca Safety Expo 2026 – Sicurezza sul Lavoro, previsto il 16 e 17 settembre alla Fiera di Bergamo. L’evento riunirà circa 300 aziende tra i principali operatori del comparto, creando un confronto diretto tra imprese, professionisti e innovazione. Un’occasione utile per aggiornarsi su standard e soluzioni emergenti.

Sarà possibile vedere da vicino dispositivi di protezione individuale, abbigliamento tecnico, sistemi anticaduta, tecnologie di monitoraggio, soluzioni per la qualità dell’aria e strumenti innovativi per rendere i luoghi di lavoro più sicuri. Un passaggio importante per accompagnare imprese e addetti ai lavori verso livelli di protezione sempre più elevati.

Sicurezza sul lavoro: un impegno che riguarda tutti

In occasione della ricorrenza è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, definendo la sicurezza sul lavoro una questione di civiltà che non può lasciare spazio né all’indifferenza né alla rassegnazione. Il messaggio riassume il senso della giornata: la prevenzione non può limitarsi al ricordo, ma deve tradursi in azioni quotidiane e responsabilità condivise.

Ogni morte sul lavoro chiama in causa l’intera società. La vera sfida dei prossimi anni sarà integrare sicurezza, innovazione e sostenibilità, costruendo organizzazioni capaci di proteggere le persone non solo dai rischi immediati, ma anche da quelli meno visibili che intaccano salute, dignità e futuro. Perché lavorare non dovrebbe mai significare mettere in gioco la vita.

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