La Polizia di Stato di Como ha segnalato all’autorità giudiziaria, a piede libero, cinque minorenni con l’accusa di furto aggravato in concorso, dopo un intervento svolto nella serata di ieri nella zona di Camerlata. I ragazzi, tutti di nazionalità egiziana e con età tra i 15 e i 16 anni, sono risultati senza precedenti e arrivati da comunità per minori dell’area di Milano.
Bloccati fuori dal punto vendita con prodotti non pagati
Il fatto è avvenuto verso le 19.00 in un supermercato di piazza Fisac: gli addetti alla sicurezza interna hanno fermato i cinque giovani mentre provavano a oltrepassare l’uscita senza saldare la spesa, per un totale stimato di circa 325 euro.
Dagli accertamenti è emerso che i minorenni avevano occultato vari articoli alimentari negli zaini, con l’obiettivo di aggirare i controlli all’uscita.
La dinamica: alle self checkout pagato solo un articolo
In base alle dichiarazioni raccolte dagli agenti intervenuti, il gruppo—già riconosciuto dal personale per un episodio simile—era entrato nel supermercato iniziando a prelevare numerosi prodotti dagli scaffali in modo rapido e coordinato.
Una volta riempiti gli zaini, si erano spostati alle casse automatiche e avevano pagato soltanto un sacchetto di patatine, cercando così di far apparire l’operazione come un acquisto regolare e ridurre i sospetti.
Accompagnati in Questura: controlli su identità e strutture di provenienza
I cinque ragazzi sono stati condotti in Questura per l’identificazione e l’audizione. Nel corso delle verifiche hanno riferito di essere ospiti di comunità per minori nell’area di Milano, informazione che è stata poi riscontrata tramite contatti diretti con le strutture indicate dagli operatori.
Conclusi gli atti di rito, i minorenni sono stati denunciati per furto aggravato in concorso.
Sistemazione provvisoria in una comunità del Comasco
In attesa del trasferimento e del rientro sotto la supervisione degli educatori delle strutture milanesi, i giovani sono stati affidati temporaneamente a una comunità del territorio comasco.
L’episodio riaccende i riflettori sui reati predatori tra giovanissimi e sull’importanza di un monitoraggio costante da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

