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Adro: 38enne arrestato, ferisce e resiste ai Carabinieri dopo il 112 del figlio

Adro: 38enne arrestato, ferisce e resiste ai Carabinieri dopo il 112 del figlio

Arresto Carabinieri Adro Brescia

Attimi di alta tensione ad Adro, in provincia di Brescia: nelle prime ore del 24 marzo 2026 un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo un intervento nato da una richiesta d’emergenza. L’operazione si è chiusa con le contestazioni di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre al danneggiamento aggravato.

La telefonata al 112 del minore fa scattare l’intervento

A far muovere i militari è stata una chiamata al 112 effettuata dal figlio minorenne, allarmato da quanto stava accadendo in casa. Il ragazzo ha riferito di un contesto familiare teso e di comportamenti del padre ritenuti preoccupanti.

Dalle prime ricostruzioni, il 38enne sarebbe rientrato in alterazione psicofisica, verosimilmente collegata a un abuso di alcol, trasformando la situazione domestica in un potenziale rischio per le persone presenti.

Controlli sul posto: l’uomo si oppone e aggredisce i militari

I Carabinieri della Stazione di Adro sono arrivati in breve tempo trovando uno scenario particolarmente delicato. Alla vista delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe reagito con atteggiamento violento, rifiutando i controlli e tentando di ostacolare l’identificazione.

Nel corso delle fasi operative, secondo quanto riferito, si sarebbe scagliato contro i militari, innescando una colluttazione che ha richiesto un’azione decisa per contenerne l’aggressività.

Spray urticante per ristabilire la sicurezza durante l’intervento

Per riportare l’ordine e tutelare l’incolumità degli operatori e dei presenti, i Carabinieri sono stati costretti a ricorrere allo spray urticante. L’utilizzo del dispositivo ha permesso di immobilizzare il 38enne e di prevenire conseguenze più serie.

Fermato e trasferito: previsto il processo per direttissima

Dopo essere stato bloccato, l’uomo è stato arrestato e condotto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Chiari, dove è rimasto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Per l’indagato è stato disposto il rito direttissimo, programmato per la mattinata successiva ai fatti, così da rispondere delle accuse formulate.

La vicenda ribadisce quanto siano decisive le segnalazioni tempestive, anche da parte dei familiari, quando in ambito domestico emergono situazioni di possibile pericolo.

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