Offrire un aiuto tangibile alle donne vittime di violenza, anche in presenza di figli minorenni o di situazioni di disabilità, attraverso progetti in grado di guidarle verso una vera autonomia abitativa, lavorativa ed economica: è questo lo scopo dell’avviso diffuso dall’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali. Il bando è rivolto ai centri antiviolenza e alle strutture di accoglienza a indirizzo segreto già coinvolti nella presa in carico delle donne che hanno subito violenza. L’iniziativa mette a disposizione un budget complessivo di 1.402.500 euro, finanziato tramite il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.
Albano: “Dalla tutela all’indipendenza: servono misure concrete”
L’azione mira a consolidare un modello di sostegno che vada oltre la sola protezione nell’immediato, aprendo alle donne la possibilità di ricostruire un percorso di vita solido e autonomo. «Con questo intervento – afferma l’assessore Nuccia Albano – intendiamo potenziare una presa in carico che metta davvero la donna al centro, accompagnandola in un cammino reale di autonomia e libertà. Non basta proteggere: è essenziale garantire strumenti concreti per ripartire, a cominciare dal lavoro e dalla sicurezza abitativa». La misura, quindi, interviene su aspetti spesso decisivi per chi esce dalla violenza: casa, reddito, competenze personali e professionali, gestione familiare, inclusione sociale e reinserimento nel territorio.
Incentivi al lavoro: tirocini, inserimento e percorsi di autoimpresa
Tra le azioni principali previste dall’avviso rientrano le borse lavoro pensate per favorire l’occupazione delle beneficiarie, fino a un massimo di 10 mila euro per ciascun percorso. Il supporto non è limitato al lavoro dipendente: include anche iniziative di autoimpresa e di autonomia economica, con risorse utilizzabili per acquistare attrezzature e arredi, sostenere le utenze e coprire canoni di locazione. L’obiettivo è costruire interventi su misura, calibrati sulle necessità della donna, sulle sue competenze, sulla situazione familiare e sulle condizioni indispensabili per uscire in modo stabile da vulnerabilità e dipendenze.
Autonomia abitativa: contributi per affitto, spese e accompagnamento personalizzato
Un capitolo centrale riguarda la casa, spesso il passaggio decisivo nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. I contributi potranno sostenere il pagamento del canone di affitto, le spese condominiali, le utenze, la registrazione del contratto e l’acquisto di arredi, favorendo una stabilità abitativa reale. Accanto al supporto per l’alloggio, l’avviso include anche azioni individuali di accompagnamento, come formazione, servizi di babysitting, alfabetizzazione e conseguimento della patente di guida. Sono strumenti pensati per ridurre ostacoli pratici che possono bloccare l’accesso al lavoro, limitare gli spostamenti, rallentare i percorsi formativi o rendere difficile conciliare famiglia e ricostruzione dell’indipendenza.
Scuole al centro della prevenzione: educazione al rispetto e alle pari opportunità
La Regione guarda anche alla prevenzione, prevedendo attività informative e formative nelle scuole. Centri antiviolenza e case rifugio potranno attivare percorsi rivolti a studenti, docenti e genitori negli istituti del territorio, con durata minima di sei mesi e con un evento obbligatorio in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per queste iniziative è previsto un contributo di 5 mila euro per istituto, elevabile a 10 mila euro se viene coinvolta una seconda rete di scuole. «Parallelamente investiamo sulle nuove generazioni – aggiunge Albano –. L’avviso include infatti interventi di sensibilizzazione e formazione nelle scuole per promuovere la cultura del rispetto, le pari opportunità e il contrasto alla violenza di genere; la prevenzione passa anche dalla scuola e dalla diffusione di una cultura della parità».
Chi può presentare i progetti: Terzo settore iscritto al Runts e già operativo
Le proposte dovranno essere inoltrate da enti del terzo settore iscritti al Runts, il Registro unico nazionale del terzo settore, già impegnati nella gestione di centri antiviolenza o strutture protette e con esperienza documentata nel contrasto alla violenza di genere. L’avviso prevede che la donna beneficiaria sia già individuata al momento della presentazione dell’istanza e che il piano personalizzato sia sviluppato sulla base delle sue esigenze effettive. Questa impostazione rafforza l’idea di interventi individualizzati e non standardizzati, con risposte mirate e aderenti alle condizioni personali, familiari, abitative e lavorative di ogni beneficiaria.
Scadenze e invio via PEC: date e indicazioni operative
Le richieste potranno essere trasmesse esclusivamente tramite pec dal 1° luglio al 15 settembre 2026 all’indirizzo dipartimento.famiglia@certmail.regione.sicilia.it. La finestra temporale definita dall’assessorato permetterà ai soggetti interessati di predisporre i progetti, strutturare i percorsi individuali e individuare in modo puntuale le beneficiarie. Con questo avviso, la Regione Siciliana punta a rafforzare la rete di supporto alle donne vittime di violenza, integrando protezione e autonomia attraverso casa, lavoro, formazione e prevenzione culturale nelle scuole.

