In questa trattativa si gioca anche la reputazione del club nerazzurro
Hector Fort è finito tra i nomi accostati a una possibile formula di scambio nel dossier Bastoni–Barcellona. È certamente un talento giovane, con margini e prospettiva, ma non può essere considerato una contropartita davvero “pesante” per l’Inter.

Da Viale della Liberazione non si esclude a priori la cessione del numero 95, ma l’apertura esiste solo davanti a proposte costruite principalmente in cash, senza inserire altri giocatori. L’eccezione sarebbe rappresentata da calciatori di primissima fascia: in quel caso, però, entrerebbero in gioco limiti e difficoltà di carattere economico.
È risaputo che con Oaktree la politica sugli stipendi si è irrigidita e la soglia degli ingaggi si è abbassata sensibilmente; tuttavia è evidente che un Olmo o un Ferran Torres, tanto per non fare due nomi a caso, profili già pronti e titolari, potrebbero far vacillare più di una certezza. Un’idea che, più di tutti, stuzzicherebbe anche Chivu.
Discorso opposto, invece, per identikit come quello di Hector Fort: terzino destro classe 2006, 19 anni, oggi già discreto e affidabile, ma che in questa stagione i blaugrana hanno parcheggiato all’Elche. E c’è pure un tema di percezione: anche sul piano dell’immagine sarebbe difficile da giustificare salutare un pilastro per, ipotizziamo, una quarantina di milioni più un giovane ancora tutto da verificare ad alti livelli.
Se Laporta, Deco e Flick intendono davvero arrivare a Bastoni, allora la strada è una sola: presentare un’offerta all’altezza del suo valore reale. Un calciatore del calibro di Bastoni e un club come l’Inter, e lo stesso varrebbe per Juve e Milan, meritano una proposta concreta e credibile, non un compromesso al ribasso.
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