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Due morti alle Maldive: salme in Italia, autopsie e nuove indagini da lunedì

Due morti alle Maldive: salme in Italia, autopsie e nuove indagini da lunedì

Rientro salme sub Malpensa Italia

Alle 13.10 è arrivato all’aeroporto di Milano Malpensa il volo di linea Turkish Airlines partito da Istanbul, che ha riportato in Italia le salme di quattro dei cinque sub italiani morti nella tragica immersione in grotta alle Maldive. Sul TK1895 viaggiavano i feretri di Monica Montefalcone, docente di biologia marina all’Università di Genova, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri, neolaureato magistrale dell’ateneo genovese in Biologia ed Ecologia marina. Il corpo di Gianluca Benedetti, capobarca del gruppo, era invece rientrato in patria già nei giorni precedenti.

Dallo scalo di Malpensa alla morgue di Gallarate

Concluse le procedure di sbarco a Malpensa, le salme sono state condotte all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, nel Varesotto, presidio di riferimento per l’aeroporto. I feretri rimarranno composti e sotto sequestro fino allo svolgimento degli accertamenti medico-legali. In base a quanto emerso, il primo mezzo giunto alla morgue trasportava la cassa con il corpo di Monica Montefalcone; a seguire sono arrivati i feretri di Giorgia Sommacal e Federico Gualtieri. In chiusura, l’auto funebre con la salma di Muriel Oddenino.

Autopsie al via da lunedì 25 maggio

Gli esami autoptici prenderanno il via lunedì 25 maggio con l’obiettivo di chiarire le cause del decesso dei cinque sub italiani. Il primo accertamento riguarderà Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, capobarca del gruppo e primo tra i dispersi a essere stato recuperato. Nei giorni seguenti le verifiche medico-legali verranno effettuate anche sulle salme di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, rientrate oggi in Italia.

Nomina dei periti e fascicolo in Procura

La Procura di Busto Arsizio, che procede su delega della Procura di Roma, affiderà lunedì l’incarico ai periti nell’ambito del procedimento aperto per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. A coordinare l’iter sarà il sostituto procuratore Nadia Alessandra Calcaterra. Il collegio sarà formato dal medico legale Luca Tajana (Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia), dalla tossicologa forense Cristiana Stramesi e dall’anestesista-rianimatore e specialista in medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri, esperto di medicina iperbarica.

Perizie di parte: i consulenti delle famiglie

All’udienza per il conferimento degli incarichi, i legali dei familiari potranno indicare i propri consulenti tecnici. La famiglia di Federico Gualtieri, assistita dall’avvocato Antonello Riccio, conferirà l’incarico alla dottoressa Carola Vanoli, medico legale dell’Asl del Verbano Cusio Ossola. Gli accertamenti saranno determinanti per ricostruire la dinamica della tragedia e valutare le condizioni in cui si è svolta l’immersione nell’atollo di Vaavu, così da fornire elementi tecnici utili alle indagini.

Inchiesta a Roma: focus su spedizione e responsabilità

In parallelo agli esami autoptici continua l’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma, con attività demandate anche alla squadra mobile della questura di Genova. Gli investigatori stanno ricostruendo l’organizzazione della missione e della crociera a bordo della Duke of York, l’imbarcazione dalla quale i sub sono entrati in acqua. Tra i punti oggetto di verifica figurano aspetti organizzativi, modalità di finanziamento e possibili profili di responsabilità connessi alla spedizione.

Ascoltato un docente genovese presente sull’imbarcazione

Gli agenti hanno già sentito Stefano Vanin, professore associato di Zoologia all’Università di Genova, che si trovava a bordo ma era impegnato in un’altra attività di ricerca, legata al campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario. Vanin avrebbe confermato che la missione di Monica Montefalcone era riconducibile all’ateneo genovese. Alla polizia sono inoltre stati consegnati materiali informatici e dispositivi delle vittime, tra cui hard disk, computer, telefoni e chiavette.

Verifiche sui legami con l’Università di Genova

Gli investigatori hanno ascoltato anche alcuni dipendenti dell’Università di Genova per chiarire la cornice della missione affidata alla professoressa Montefalcone, considerando pure i contatti intercorsi tra la docente e l’ateneo quando lei si trovava già alle Maldive. Le verifiche puntano a definire il contesto scientifico e organizzativo in cui si inseriva il viaggio, oltre alle modalità con cui erano state pianificate le attività in mare e la relativa gestione operativa.

Chi sono le vittime della tragedia alle Maldive

Nell’incidente hanno perso la vita Monica Montefalcone, associata di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova; la figlia Giorgia Sommacal, studentessa dello stesso ateneo; Muriel Oddenino, assegnista di ricerca; Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed Ecologia marina; e Gianluca Benedetti, capobarca del gruppo. La loro scomparsa ha scosso il mondo universitario e scientifico, mentre le famiglie attendono ora risposte dagli accertamenti giudiziari e medico-legali.

Indagini maldiviane e condivisione degli esiti

Anche le autorità delle Maldive hanno avviato verifiche sull’accaduto. Il portavoce del presidente maldiviano, Mohamed Hussain Shareef, ha comunicato che l’Italia ha dato il proprio assenso alla condivisione di eventuali risultati autoptici. A Malé risultano aperte due indagini: una sulla morte dei cinque sub italiani e un’altra per chiarire le circostanze del decesso di Mohamed Mahudhee, il sub militare maldiviano morto durante un primo tentativo di recupero dei corpi.

Recupero in grotta: operazione ad alto rischio

Dopo la morte del sub militare maldiviano, le operazioni di recupero erano state interrotte a causa dell’elevata pericolosità dell’intervento. Successivamente i corpi sono stati recuperati tramite un’operazione complessa condotta da un team composto da tre sub finlandesi specializzati in immersioni profonde e in grotta. Una fase estremamente delicata che ha messo in evidenza la difficoltà dello scenario in cui si è consumata la tragedia e la necessità di ricostruire con precisione ogni passaggio.

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