Tragico rinvenimento nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo a Castelguglielmo, in provincia di Rovigo: una donna e un bambino sono stati trovati senza vita in un laghetto artificiale, in aperta campagna vicino alla zona industriale. A segnalare l’accaduto è stato un passante che, vedendo i corpi affiorare sull’acqua, ha chiamato subito i soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, con sommozzatori e anche supporto aereo, insieme ai carabinieri e al 118, che ha potuto soltanto constatare il decesso.
Chi erano le persone trovate nel laghetto: identità e provenienza
Le vittime sono una donna di 39 anni e il figlio di circa un anno, entrambi di origini cinesi e residenti a Castelguglielmo. Il piccolo, nato a Rovigo, aveva compiuto un anno lo scorso dicembre. Stando alle prime ricostruzioni, madre e figlio sarebbero stati notati insieme nelle ore precedenti, mentre camminavano nei pressi del bacino. Alcuni testimoni riferiscono di aver visto la donna spingere un passeggino, poi ritrovato non lontano dall’acqua, particolare ritenuto rilevante per chiarire gli ultimi spostamenti.
Soccorritori al lavoro: recupero dei corpi e verifiche sul fondale
Il recupero non è stato immediato: i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno dovuto ispezionare con attenzione il fondale del laghetto, così da escludere la presenza di altre persone coinvolte e completare la messa in sicurezza dell’area. Le attività sono proseguite per ore. Sul luogo è arrivato anche il pubblico ministero di turno con il medico legale, che ha svolto un primo controllo esterno sui corpi, in attesa degli accertamenti autoptici disposti.
Fascicolo aperto: indagine per omicidio e scenari al vaglio
La Procura di Rovigo ha avviato un procedimento per omicidio contro ignoti, un atto tecnico utile a consentire tutte le verifiche senza limitazioni. Al momento, infatti, non viene esclusa alcuna ipotesi. Tra gli scenari considerati dagli investigatori compare anche quello di un omicidio-suicidio, ma resta sul tavolo pure la possibilità di un incidente. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni evidenti di violenza, elemento che rende più complessa la ricostruzione dell’accaduto.
Ricostruzione preliminare: come si sarebbe arrivati all’acqua
Secondo una prima ipotesi, la donna avrebbe lasciato il passeggino all’esterno dell’area del bacino, entrando poi nella zona recintata con il bambino. Non è escluso che l’accesso sia stato forzato, ad esempio tagliando la rete, prima di avvicinarsi alla sponda. Il laghetto, profondo circa due metri, è un bacino di laminazione progettato per trattenere l’acqua in eccesso durante precipitazioni intense. La dinamica, ancora tutta da confermare, resta al centro degli accertamenti dei carabinieri.
Autopsia e medicina legale: cosa potrà chiarire
Per definire con precisione le cause della morte sarà decisiva l’autopsia, già programmata per lunedì 30 marzo. Gli esami medico-legali dovranno stabilire modalità e tempi del decesso, oltre a eventuali elementi utili a comprendere se si sia trattato di un gesto volontario o di un evento accidentale. In parallelo, proseguono la raccolta di testimonianze e le verifiche tecniche sul luogo del ritrovamento, ritenute fondamentali per ricostruire le ultime ore.
Zona isolata e testimoni: i dettagli che possono fare la differenza
L’area interessata dal ritrovamento risulta appartata e priva di impianti di videosorveglianza, circostanza che rende l’indagine più difficile. Proprio per questo, le testimonianze assumono un peso centrale nel definire la sequenza degli eventi. Un testimone avrebbe visto la madre con il passeggino intorno alle 13.15; circa un’ora dopo, un altro passante avrebbe segnalato la presenza dei corpi in acqua, dando il via all’intervento dei soccorsi. Gli investigatori stanno verificando ogni elemento compatibile con queste tempistiche.
Castelguglielmo sotto choc: reazioni e cordoglio
A Castelguglielmo, piccolo centro del Rodigino, la tragedia ha provocato sgomento e incredulità. La notizia ha colpito profondamente i residenti, anche perché l’episodio sarebbe avvenuto a breve distanza dal centro abitato. Il sindaco ha espresso cordoglio per quanto accaduto, evidenziando l’impatto emotivo sulla comunità. Restano, però, molti interrogativi ancora aperti.
Indagini in corso: un caso ancora da chiarire
La vicenda rimane avvolta nell’incertezza e soltanto gli esiti degli accertamenti tecnici potranno delineare un quadro più definito. Al momento gli inquirenti continuano a mantenere aperte tutte le piste, puntando a ricostruire con precisione gli ultimi movimenti della donna e del bambino. La verità su ciò che è successo nel laghetto artificiale di Castelguglielmo non è ancora emersa e dipenderà dalle verifiche in corso e dalle risultanze medico-legali, attese come passaggio decisivo.

