Allarme al 113 e arrivo della Polizia
Nel pomeriggio di venerdì 29 maggio, verso le 15:30, al numero di emergenza 113 è giunta una segnalazione relativa a una persona che avrebbe mostrato una pistola su un autobus di linea a Vicenza. In base a quanto riportato, il soggetto sarebbe poi sceso in via Btg. Frammarin insieme a una giovane donna. Le Volanti della Questura sono intervenute rapidamente e, grazie alle indicazioni fornite al telefono, gli agenti della Polizia di Stato hanno individuato i due presunti interessati all’interno di un bar in viale Europa.
Arma a gas senza tappo rosso e abiti militari
I due sono stati subito sottoposti a perquisizione personale. Durante il controllo, i poliziotti hanno rinvenuto una pistola a gas priva del tappo rosso, replica di una Colt “Rail Gun”, nascosta in uno zainetto appartenente a un cittadino italiano di 31 anni. Nel medesimo zaino è stata inoltre trovata un’uniforme di tipo militare. Sia la pistola sia l’uniforme sono state quindi sottoposte a sequestro penale.
Verifiche e dinamica ricostruita sul bus
Dalla ricostruzione successiva, supportata anche dall’acquisizione delle immagini registrate a bordo dell’autobus, è risultato che l’autista, dopo aver verificato che entrambi erano sprovvisti di titolo di viaggio, avrebbe inizialmente deciso di non proseguire la corsa. A quel punto il 31enne, secondo quanto emerso, lo avrebbe minacciato puntandogli la pistola alla testa e pretendendo di essere accompagnato fino al Pronto Soccorso. L’autista ha quindi indicato la fermata di via Btg. Frammarin come la più vicina al nosocomio, inducendo i due a scendere dal mezzo.
Accompagnamento in Questura e indagine a piede libero
Subito dopo la discesa, l’autista ha contattato il 113, riferendo l’accaduto e fornendo una descrizione dettagliata dei due. Entrambi sono stati accompagnati in Questura per i rilievi fotodattiloscopici. Al termine degli accertamenti, il 31enne, italiano pluripregiudicato, è stato formalmente indagato in stato di libertà per minaccia aggravata a incaricato di pubblico servizio, finalizzata a costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri, e per possesso illecito di uniforme militare con segni distintivi.

