Un laboratorio di confezionamento nell’area industriale di San Martino dall’Argine è stato oggetto di un controllo dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, intervenuti nei giorni scorsi con il supporto della Compagnia Carabinieri di Viadana. L’ispezione ha fatto emergere impiego di lavoratori in nero, la presenza di cittadini stranieri senza regolare permesso di soggiorno e criticità rilevanti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con conseguente sospensione dell’attività.
Doppio regime: di giorno in regola, di notte attività nascosta
Dagli accertamenti è emerso che l’azienda, nelle ore diurne, appariva operare in modo regolare con personale assunto e pagato. Tuttavia, i militari avrebbero riscontrato un’ulteriore fase produttiva svolta in modo occulto tra le 16 e le 4 del mattino. In quella fascia sarebbero stati utilizzati circa 10-15 addetti, impiegati fuori dalle normali condizioni contrattuali e privi delle tutele previste.
Accesso serale e capannone chiuso dall’interno
Il controllo è scattato in orario serale, quando il capannone risultava serrato dall’interno. Secondo la ricostruzione, i titolari avrebbero predisposto la chiusura di porte e finestre per ostacolare l’ingresso. All’arrivo delle forze dell’ordine, sarebbe stato attivato un segnale di allarme per far sgomberare l’edificio e agevolare l’allontanamento dei lavoratori presenti.
Tentata fuga: dieci persone oltre la recinzione
Durante l’ispezione, dieci cittadini extracomunitari avrebbero tentato di scavalcare la recinzione e fuggire attraversando i campi. Sette sono stati bloccati dai Carabinieri, mentre altri, spaventati e favoriti dall’oscurità, si sono dileguati nelle campagne. Nella concitazione, uno dei lavoratori è caduto mentre cercava di superare la barriera, riportando la frattura a un braccio.
Sette identificati: tutti irregolari, quattro senza titolo di soggiorno
Le verifiche sulle persone fermate hanno consentito di stabilire che risultavano tutte impiegate in nero. Quattro, inoltre, sarebbero stati privi di un valido permesso di soggiorno per la permanenza in Italia. Gli elementi raccolti hanno delineato una situazione ritenuta particolarmente grave, sia per la regolarità dell’occupazione sia per la tutela effettiva dei lavoratori.
Appalto con azienda mantovana ma pratiche amministrative mancanti
Le prime attività del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro hanno indicato che il laboratorio operava in appalto per una nota azienda italiana della provincia di Mantova. Nonostante ciò, secondo quanto rilevato, non sarebbe mai stata presentata la SCIA allo Sportello Unico per le attività produttive, circostanza che ha aggravato il quadro emerso durante il sopralluogo.
Vie di fuga ostruite e materiale combustibile: rischio incendio
Sotto il profilo della sicurezza, il laboratorio risultava formalmente corredato della documentazione obbligatoria, ma le condizioni all’interno del capannone avrebbero evidenziato diverse anomalie. Molte uscite di emergenza erano bloccate e non revisionate; inoltre gli spazi risultavano ingombri di scatole e materiali ad alta combustibilità accatastati in modo non corretto, con un conseguente elevato rischio d’incendio.
Nessuna SCIA antincendio: coinvolti i Vigili del Fuoco
Nel corso del controllo sarebbe emerso anche che non risultava presentata alcuna SCIA antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco di Mantova, informato dai militari durante le operazioni. Le condizioni del sito produttivo, unite alla presenza di materiale combustibile e alle vie di esodo compromesse, hanno contribuito a definire un quadro di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Soppalchi irregolari e spazi adibiti a dormitori improvvisati
Il sopralluogo avrebbe inoltre rilevato la presenza di due soppalchi non conformi. All’interno sarebbero stati ricavati piccoli ambienti usati come camerette, separati con pannelli di compensato fissati con fili. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi di una gestione irregolare, non solo dell’attività lavorativa ma anche degli spazi destinati alla permanenza dei lavoratori.
Orari massacranti e cottimo: compensi minimi
Gli accertamenti hanno evidenziato anche una situazione problematica dal punto di vista giuslavoristico. I lavoratori sarebbero stati impiegati in nero per turni di circa dodici ore, con sei ore in fascia notturna, e pagati con un importo ritenuto molto basso: tre euro per ogni pacco riempito. Secondo la ricostruzione, il cottimo avrebbe portato a guadagni fino a nove euro per dodici ore, in contrasto con le normative vigenti e con i Contratti collettivi nazionali.
Stop all’attività: scatta la sospensione
Alla luce delle irregolarità contestate, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro ha disposto un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La misura è stata adottata per le gravi violazioni in materia di sicurezza e per l’impiego di lavoratori non regolarizzati, nell’ambito delle azioni di contrasto allo sfruttamento lavorativo e alle irregolarità che compromettono dignità e tutela delle persone impiegate.
Oltre 80mila euro tra ammende e sanzioni
Per quanto riscontrato, verranno contestate ammende e sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 80mila euro. Circa metà della cifra riguarda esclusivamente l’utilizzo di lavoratori in nero. Gli importi si aggiungono alle ulteriori conseguenze amministrative e penali legate agli accertamenti ancora in corso.
Datore segnalato all’Autorità giudiziaria per caporalato (ipotesi)
Il datore di lavoro, un 50enne cinese residente a Viadana, è stato deferito all’Autorità giudiziaria perché ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato). La contestazione deriva dagli elementi emersi durante l’ispezione e dalle ulteriori verifiche che i Carabinieri stanno svolgendo per ricostruire l’organizzazione dell’attività.
Mantova, furto alla piscina comunale “Dugoni”
Una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Mantova, impegnata nei servizi condivisi e concordati in Prefettura durante un Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi, è intervenuta presso la piscina comunale “Dugoni” di Mantova per un sopralluogo a seguito di un furto. Ignoti, in orario notturno, si sarebbero introdotti nella sala macchine del complesso, portando via materiale informatico e attrezzature per la piscina, tra cui braccioli.
Porte danneggiate, scritte con spray ed estintori svuotati
Durante l’ispezione alla piscina Dugoni è stato riscontrato anche il danneggiamento di alcune porte. Un muro sarebbe stato imbrattato con vernice spray e due estintori svuotati. Il valore complessivo dei danni è ancora in fase di quantificazione. Le indagini sono affidate ai Carabinieri, impegnati a ricostruire l’accaduto e a individuare i responsabili.
Bozzolo, auto fuori strada: donna soccorsa in codice giallo
A Bozzolo si è registrata l’uscita autonoma di un veicolo dalla carreggiata. Alla guida di un Fiat Doblò c’era una 46enne residente a Desio, che avrebbe perso il controllo dopo la foratura di uno pneumatico, finendo nei campi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per estrarre la conducente dal mezzo.
Accertamenti sulla dinamica a cura dei Carabinieri
La donna è stata trasportata all’ospedale civile di Mantova in codice giallo, non in pericolo di vita. I rilievi del sinistro sono stati affidati ai Carabinieri della Stazione di Bozzolo, incaricati di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. L’episodio conclude una sequenza di interventi sul territorio mantovano, tra controlli sul lavoro, furti e sicurezza stradale.









