Nella notte appena trascorsa la Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, ha eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di tentato omicidio e di porto e detenzione illegale di armi, con contestazione dell’aggravante ex articolo 416 bis c.p. per collegamenti con la criminalità organizzata.
Ricostruzione dei fatti: l’agguato del 26 giugno 2025 a Portamedina
Gli accertamenti, coordinati dalla Procura Distrettuale e dalla Procura per i Minorenni di Napoli e sviluppati dalla Squadra Mobile, ruotano attorno a un tentato omicidio avvenuto il 26 giugno 2025 in via Rosario, nella zona di Portamedina (Napoli). In quel frangente un giovane sarebbe stato preso di mira da un gruppo di rapinatori, tre dei quali risultavano minorenni all’epoca dei fatti. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati, in sella a motocicli, avrebbero esploso più colpi d’arma da fuoco contro la vittima, che nel tentativo di inseguirli era armata; nonostante l’intento omicidiario, il ragazzo è sopravvissuto per circostanze non dipendenti dalla volontà degli aggressori.
Dinamicità criminale, armi e aggravanti: il quadro riconosciuto dal Giudice
Nel provvedimento cautelare, il Giudice ha ravvisato l’aggravante dell’azione compiuta da cinque o più persone, con impiego di armi particolarmente pericolose e con un livello di approvvigionamento ritenuto tipico dei contesti camorristici. La modalità dell’attacco e la significativa disponibilità di armi hanno indirizzato gli investigatori verso la lettura dell’episodio come parte di un possibile regolamento di conti tra clan, finalizzato all’affermazione del controllo criminale sul territorio.
Misure anche per la vittima e sviluppi successivi dell’inchiesta
Nell’ambito dello stesso filone, è stata disposta una misura cautelare anche nei confronti della vittima dell’agguato. L’uomo è stato arrestato per detenzione e porto illegale di arma da fuoco, poiché ritenuto in possesso di una pistola, con l’ulteriore aggravante legata all’inserimento in un contesto criminale. Inoltre, secondo quanto ricostruito, il 16 febbraio scorso la vittima avrebbe reagito all’azione subita, ferendo con un’arma da taglio l’esecutore materiale del tentato omicidio.
Perquisizioni e sequestro di stupefacenti: trovato un chilo di marijuana
L’operazione ha previsto anche una serie di perquisizioni, effettuate con il supporto di più Commissariati e reparti specializzati. Nel corso delle attività è stato rinvenuto e sequestrato un chilo di marijuana, in parte già suddiviso in bustine monodose destinate allo spaccio al dettaglio, insieme a materiale per il confezionamento. Uno degli indagati avrebbe provato a disfarsi della sostanza all’arrivo degli agenti, ma il tentativo non è andato a buon fine.

