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Genova, accoltellamento dopo rissa in discoteca: fermati due 17enni stranieri

Genova, accoltellamento dopo rissa in discoteca: fermati due 17enni stranieri

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Nella notte del 3 aprile, la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, ha disposto il fermo di indiziato di delitto per due giovani stranieri, entrambi nati nel 2007 e di origine tunisina e albanese. I due sono ritenuti seriamente coinvolti nell’aggressione avvenuta nelle prime ore del 2 aprile in via Vernazza, nel centro di Genova.

Ricostruzione rapida: l’azione immediata della Mobile

Le investigazioni, avviate senza ritardi dalla sezione omicidi della Squadra Mobile, hanno permesso di delineare in breve tempo un quadro indiziario considerato grave nei confronti dei due ragazzi. A motivare la misura avrebbe inciso anche un concreto rischio di fuga. Dopo il fermo, sono stati condotti in carcere e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre continuano ulteriori verifiche per chiarire nel dettaglio la dinamica e ogni eventuale responsabilità.

Origine del conflitto nel locale: cosa avrebbe scatenato la lite

Dagli accertamenti svolti finora, l’episodio sarebbe iniziato all’interno di una nota discoteca del centro cittadino. Qui, i due indagati avrebbero avuto un acceso scontro con la vittima e un suo amico, entrambi italiani. Il motivo alla base della tensione sarebbe, con ogni probabilità, un furto con strappo di una collanina. In poco tempo, la discussione sarebbe degenerata in una colluttazione con pugni e schiaffi.

Dalla rissa all’accoltellamento: l’attacco fuori dal club

La violenza, però, non si sarebbe esaurita all’interno del locale. Una volta all’esterno, secondo la ricostruzione investigativa, la situazione sarebbe precipitata ulteriormente. I due giovani avrebbero quindi recuperato un’arma da taglio, che sarebbe stata consegnata da un terzo soggetto ancora in corso di identificazione. A quel punto, uno degli aggressori avrebbe sferrato un fendente contro uno dei ragazzi italiani, provocando una grave lesione al polmone, con conseguenze potenzialmente letali.

Racconti dei presenti e telecamere: elementi chiave per l’identificazione

Determinanti, ai fini dell’individuazione dei presunti responsabili, sono state le testimonianze raccolte dagli inquirenti: descrizioni fisiche e dettagli sugli abiti indossati avrebbero fornito indicazioni utili per indirizzare subito le ricerche nell’ambito della criminalità giovanile locale. Un contributo decisivo è arrivato anche dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, che avrebbero ripreso alcune fasi dell’aggressione e consentito di risalire rapidamente ai due sospettati, uno dei quali già noto alle forze dell’ordine per precedenti.

Controlli nelle abitazioni: vestiti sequestrati e coltello recuperato

Le successive perquisizioni domiciliari avrebbero portato al sequestro degli indumenti utilizzati durante l’azione violenta, oltre al ritrovamento del coltello impiegato nel ferimento. Secondo quanto ricostruito, uno degli indagati se ne sarebbe disfatto nel tentativo di ostacolare le indagini. Questi riscontri avrebbero ulteriormente rafforzato il quadro accusatorio.

Vittima ricoverata: quadro clinico e sviluppi attesi

Il giovane colpito è tuttora ricoverato in un ospedale cittadino. Le sue condizioni restano serie ma, stando a quanto riferito, non sarebbe in pericolo di vita. L’attività degli investigatori prosegue con attenzione per ricostruire ogni passaggio e individuare eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti, in particolare di chi avrebbe fornito l’arma.

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