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Frana a Petacciato: chiuse A14 e ferrovia, 60 evacuati in Molise

Frana a Petacciato: chiuse A14 e ferrovia, 60 evacuati in Molise

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Nel comune di Petacciato, in provincia di Campobasso, una frana di grandi dimensioni si è riattivata causando una rottura infrastrutturale senza precedenti lungo la dorsale adriatica. Il movimento, conosciuto da decenni e considerato tra i più vasti in Europa, è ripartito dopo giorni di maltempo severo, con piogge oltre i 200 millimetri. L’impatto immediato è stato quello di spezzare i collegamenti tra Nord e Sud, rendendo di fatto l’Italia divisa in due sul principale asse adriatico.

Quattro chilometri di instabilità: stop a strade e binari

Il corpo della frana, lungo più di 4 chilometri, ha interessato nello stesso momento autostrada, linea ferroviaria e rete viaria ordinaria. L’autostrada A14 è stata interdetta nel tratto tra Vasto Sud e Termoli in entrambe le direzioni, mentre la Ferrovia Adriatica è stata fermata tra Montenero di Bisaccia e Termoli. A rendere ancora più critica la gestione, si aggiunge la precedente chiusura della Strada Statale 16 per il cedimento di un viadotto sul fiume Trigno, che ha azzerato le deviazioni realmente efficaci per il traffico.

Traffico in tilt sull’Adriatico: rete di trasporti al limite

La chiusura contemporanea di autostrada, ferrovia e statale ha provocato una paralisi completa della mobilità lungo la costa adriatica. I mezzi pesanti sono rimasti fermi, mentre gli itinerari alternativi interni non riescono a reggere i volumi abituali. Nelle stazioni, soprattutto a Termoli e Foggia, centinaia di viaggiatori hanno affrontato attese tra soppressioni e ritardi; intanto i treni a lunga percorrenza sono stati instradati sulla linea tirrenica, con un aumento significativo dei tempi di viaggio.

Sfollati e rischio isolamento: Petacciato sotto pressione

A scopo precauzionale, circa sessanta persone sono state allontanate dalle abitazioni collocate lungo il margine del fronte franoso, dove il terreno argilloso ha iniziato a muoversi in modo evidente. Diverse zone risultano esposte al rischio di rimanere isolate, tra accessi tagliati e criticità diffuse. Il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, ha parlato di un quadro particolarmente drammatico, spiegando che il paese è sostanzialmente isolato e che sono in corso interventi per una messa in sicurezza provvisoria e per garantire sistemazioni alle famiglie evacuate.

Piogge intense e terreni argillosi: perché il versante scivola

La nuova accelerazione della frana è strettamente connessa agli ultimi episodi meteorologici. Parliamo di un dissesto profondo e strutturale, tipico di suoli argillosi saturi d’acqua: quando aumentano l’umidità e la pressione interstiziale, il materiale perde coesione e tende a scorrere. La frana di Petacciato è documentata da oltre cent’anni e in passato ha già alternato fasi di quiete e ripresa, come nel 2015, quando furono demolite alcune abitazioni per ridurre l’esposizione al rischio sul versante.

Gestione dell’emergenza: cabina di regia e interventi coordinati

La risposta istituzionale è stata subito portata a livello centrale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue l’evoluzione con continuità, in contatto con i ministri Matteo Salvini e Nello Musumeci, con il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano e con il sottosegretario Alfredo Mantovano. È stato attivato un comitato operativo per coordinare le azioni urgenti e monitorare in tempo reale lo stato del dissesto.

Protezione Civile: ripristini non immediati, possibili mesi di lavoro

Per il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, la natura del fenomeno rende impossibili soluzioni rapide. Il movimento è ancora in atto e ha già causato deformazioni su tratti stradali e ferroviari. Finché il pendio non mostrerà segnali di stabilizzazione, non si potrà avviare un vero ripristino delle opere. Le stime indicano tempi di settimane, se non mesi, escludendo un rientro alla normalità nel breve periodo.

Alternative in valutazione: collegamenti via mare per ridurre l’impatto

Con una viabilità locale insufficiente a garantire flussi regolari, si stanno studiando misure straordinarie. Tra le opzioni, l’utilizzo del trasporto marittimo tramite i principali porti per mantenere la continuità dei collegamenti e alleggerire la pressione sulle reti terrestri. È una scelta complessa, ma potenzialmente necessaria sul piano logistico, considerando le ricadute economiche dell’interruzione della dorsale adriatica.

Scuole sospese e provvedimenti di ordine pubblico in provincia

Per contenere la congestione e tutelare la sicurezza, la Prefettura di Campobasso ha deciso la chiusura delle scuole in tutta la provincia. La misura rientra in un insieme più ampio di azioni emergenziali predisposte per gestire una crisi che ha ormai assunto rilievo nazionale.

Controlli sul campo e prospettive aperte: evoluzione legata al meteo

Sul posto lavorano senza sosta vigili del fuoco, tecnici, geologi e squadre della Protezione Civile. Sono programmati ulteriori sopralluoghi di esperti universitari per stimare l’entità del movimento e definire possibili interventi strutturali. Al momento, però, lo scenario resta ancora incerto e dipende dalla risposta del terreno e dall’eventuale arrivo di nuove precipitazioni.

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