Nella notte tra l’1 e il 2 luglio Kiev è finita sotto uno dei raid russi più duri dall’avvio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Per il Servizio statale di emergenza ucraino, il conteggio è arrivato ad almeno 17 vittime e oltre 80 persone ferite, mentre i soccorritori continuano a cercare tra i crolli in diversi quartieri. Il sindaco Vitali Klitschko ha indicato 86 feriti, con 70 ricoverati, definendo l’azione la più imponente contro la capitale dall’inizio del conflitto.
Offensiva notturna su Kiev: droni e missili sulle zone abitate
Secondo le autorità, l’attacco ha combinato missili balistici, missili da crociera e più ondate di droni dirette su Kiev e su altre aree del Paese. In città si segnalano danni diffusi a palazzi residenziali, roghi in edifici multipiano, il cedimento parziale di un condominio e colpi a strutture civili, inclusi un hotel nel centro e un pronto soccorso con ambulanze presenti. Migliaia di persone hanno passato ore nei rifugi e nella metropolitana, mentre esplosioni e allarmi venivano riportati in vari distretti della capitale.
Vittime e feriti: numeri in evoluzione, proseguono le ricerche
Le squadre di emergenza hanno lavorato a lungo nelle zone più colpite, soprattutto dove i bombardamenti hanno causato crolli e incendi. Tra detriti, fumo e strutture a rischio, i soccorritori hanno operato con la preoccupazione che possano esserci dispersi ancora sotto le macerie. Le autorità ucraine riferiscono impatti in numerosi punti di Kiev: abitazioni, esercizi, infrastrutture civili e mezzi di soccorso sono stati coinvolti nell’offensiva notturna. In memoria delle vittime, per la città il 3 luglio è stato dichiarato giorno di lutto.
Difesa aerea al centro: Zelensky sollecita licenze USA per i Patriot
Dopo il raid, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere agli alleati un rafforzamento immediato delle capacità di difesa aerea. Kiev punta sugli Stati Uniti non solo per ulteriori forniture, ma anche per ottenere licenze di produzione dei missili Patriot e per avviare una cooperazione militare più avanzata. Zelensky ha definito la difesa aerea una priorità “assoluta e critica”, sostenendo che la capacità di intercettare i missili balistici russi è determinante per prevenire nuove stragi tra i civili.
Avvertimento da Dublino: timori di una nuova escalation russa
Poche ore prima dell’attacco, Zelensky aveva dichiarato da Dublino che l’intelligence ucraina disponeva di elementi su una possibile offensiva russa su vasta scala. La visita in Irlanda rientrava in una fase politica legata al sostegno europeo a Kiev, alle sanzioni contro Mosca e al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Dopo quell’allarme, Zelensky ha anticipato la partenza per rientrare in patria e ha invitato la popolazione a non sottovalutare le sirene e a raggiungere rapidamente rifugi e stazioni in caso di allerta.
Linea UE: Kallas prepara sanzioni contro i fornitori della macchina bellica russa
Da Bruxelles è arrivata la risposta dell’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, che ha annunciato l’intenzione di proporre nuove misure restrittive contro soggetti ritenuti di supporto al complesso militare-industriale russo. Per Kallas, non bastano “sole parole di condanna”: servono aiuti militari continui all’Ucraina e una pressione economica più incisiva su Mosca. L’obiettivo dichiarato è aumentare il costo del conflitto finché il Cremlino non capirà di non poter ottenere risultati attraverso ulteriore escalation.
Versione russa: attacco “di ritorsione” con armi a lungo raggio
Il ministero della Difesa russo ha affermato che l’operazione è stata eseguita con sistemi a lungo raggio e ad alta precisione, lanciati da aria, terra e mare, oltre che con droni. Mosca sostiene di aver colpito obiettivi militari ed energetici nell’area di Kiev e aeroporti militari in più regioni, tra cui Poltava e Dnipropetrovsk, presentando l’azione come rappresaglia per precedenti attacchi ucraini contro infrastrutture russe. Il Cremlino, replicando alle parole di Kallas, ha ribadito la volontà di aumentare la pressione su Kiev.
Contromosse di Kiev: colpita la logistica energetica russa in profondità
Nelle stesse ore, fonti ucraine hanno segnalato attacchi contro infrastrutture strategiche russe, tra cui una raffineria della Lukoil nella regione di Nizhny Novgorod. L’impianto di Kstovo, considerato tra i più rilevanti del Paese, rifornisce anche l’area di Mosca e produce carburanti, cherosene, gasolio e bitume. La strategia di Kiev mira sempre più a interrompere la filiera energetica e la logistica militare russa, mentre Mosca risponde con bombardamenti su vasta scala sulle città ucraine, alimentando una spirale di attacchi e ritorsioni.
Scenario politico interno: elezioni rinviate e l’ipotesi Zaluzhny
Sul fronte interno, l’Ucraina resta in bilico tra guerra, legge marziale e prospettive elettorali. In base a quanto riportato da Ukrainska Pravda e ripreso nel dibattito politico ucraino, Zelensky avrebbe incontrato l’ex comandante in capo Valerii Zaluzhny, oggi ambasciatore a Londra, che avrebbe espresso disponibilità a candidarsi alle future presidenziali. Le elezioni restano legate alle condizioni di sicurezza e alla stabilità istituzionale: il tema è sensibile perché il mandato di Zelensky è scaduto nel 2024, mentre la legge marziale ha finora impedito lo svolgimento del voto.
Europa e Ucraina: sanzioni, negoziati UE e sostegno militare
La tappa irlandese di Zelensky si è collocata nel contesto del semestre di presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue e del cammino europeo dell’Ucraina. Kiev chiede di sbloccare i cluster negoziali ancora mancanti e insiste perché l’Unione mantenga alta la pressione su Mosca. Nel mirino restano anche aziende europee accusate di alimentare, direttamente o indirettamente, la capacità bellica russa. Zelensky ha citato il caso dell’impianto irlandese Aughinish Alumina, controllato dalla russa Rusal, mentre Dublino ha assicurato che l’indagine sul dossier è in fase avanzata e coordinata con la Commissione europea.

