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San Cristóbal, sparatoria a scuola: 15enne uccide 13enne, 8 feriti

San Cristóbal, sparatoria a scuola: 15enne uccide 13enne, 8 feriti

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A San Cristóbal, nella provincia argentina di Santa Fe, una giornata scolastica ordinaria è precipitata in una tragedia: un ragazzo di 15 anni ha fatto fuoco dentro la Scuola Normale Mariano Moreno. Il bilancio è pesantissimo: uno studente di 13 anni è morto e almeno altri otto ragazzi sono rimasti feriti, con alcuni ricoverati in condizioni molto gravi. L’aggressione si è verificata verso le 7:15, quando gli studenti erano nel cortile per l’alzabandiera prima dell’inizio delle lezioni.

Ricostruzione dei fatti: spari durante l’alzabandiera

Stando alle prime informazioni diffuse dalle autorità locali e riprese dai media argentini, tra cui Clarín, il quindicenne avrebbe tirato fuori un fucile a pompa e avrebbe esploso circa cinque colpi contro i compagni radunati nel cortile. I proiettili hanno raggiunto più studenti: il 13enne, colpito al volto e al collo, è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. Tra i feriti risulta anche un altro 15enne in condizioni critiche, mentre altri sette giovani avrebbero riportato ferite di minore entità.

L’intervento che ha fermato l’aggressore: assistente determinante

A contenere una strage potenzialmente più ampia è stato il pronto intervento di un assistente scolastico. L’uomo, intuendo subito la gravità dell’accaduto, si è scagliato contro il giovane, riuscendo a disarmarlo e a trattenerlo fino all’arrivo della polizia. Il ragazzo è stato quindi preso in custodia. Per gli investigatori, quel gesto rapido e risolutivo avrebbe con ogni probabilità evitato ulteriori vittime.

Chi è il 15enne e cosa emerge dalle prime verifiche

Le autorità hanno aperto un’indagine per definire con precisione movente e passaggi dell’azione. Il ministro dell’Istruzione della provincia di Santa Fe, José Goity, ha riferito che il ragazzo non aveva mostrato precedenti criticità nel contesto scolastico e che, nel suo percorso, non erano mai stati segnalati indicatori di rischio. Allo stesso tempo, ha evidenziato che il giovane stava attraversando una “situazione familiare molto complessa”, un elemento che potrebbe rivelarsi centrale per comprendere l’origine della tragedia.

Scene di fuga e paura: i filmati circolati in rete

Alcuni momenti dell’attacco sarebbero stati registrati in video poi diffusi rapidamente sui social network e rilanciati dalle emittenti locali. Le immagini mostrano l’esplosione del panico, con studenti e personale che scappano dal cortile cercando riparo. Filmati che rendono evidente la violenza e la velocità dei fatti, contribuendo a scuotere l’opinione pubblica argentina.

Evacuazione, sequestro dell’istituto e settimana di stop alle lezioni

Dopo la sparatoria, la scuola è stata evacuata e l’area messa sotto sequestro per permettere i rilievi e le verifiche investigative. Le autorità locali hanno proclamato il lutto e deciso la sospensione delle attività didattiche per tutta la settimana, sia in segno di rispetto per le vittime sia per consentire alla comunità scolastica di affrontare l’accaduto. San Cristóbal resta sotto shock: un episodio che riporta al centro il tema della sicurezza nelle scuole e della gestione del disagio giovanile.

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