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Modena: richiesta perizia psichiatrica per El Koudri, “serve a chiarire movente e stato mentale”

Modena: richiesta perizia psichiatrica per El Koudri, "serve a chiarire movente e stato mentale"

Via Emilia Modena indagini perizia

La Procura di Modena ha presentato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di una valutazione psichiatrica su Salim El Koudri, 31 anni, fermato con l’ipotesi di strage e lesioni aggravate in relazione ai fatti di sabato 16 maggio in via Emilia: secondo l’accusa avrebbe investito sette persone con l’auto e, subito dopo, avrebbe tentato di colpire con un coltello un’altra persona.

Accertamento anticipato: fissare oggi lo stato mentale dell’indagato

L’iniziativa dei pubblici ministeri viene incardinata nella formula dell’incidente probatorio, che permette di svolgere l’esame in una fase preliminare e di conservarne l’efficacia anche per un eventuale dibattimento. Ora la scelta passa al Gip Donatella Pianezzi, chiamata a decidere se accogliere l’istanza e, in caso di esito positivo, a designare un perito.

Perché la Procura chiede una consulenza psichiatrica

Da quanto trapela, la domanda della Procura si fonderebbe su tre profili: le diagnosi psichiatriche pregresse attribuite a El Koudri, la dinamica della condotta contestata e l’esigenza di intervenire in tempi rapidi per fotografarne con precisione le condizioni attuali. Nel quadro rientrano anche possibili disturbi che, secondo la difesa, sarebbero stati rilevati nel 2023 dal Centro di salute mentale di Castelfranco.

La strategia difensiva: richiesta ritenuta utile

Il difensore, l’avvocato Fausto Gianelli, ha espresso apprezzamento per la mossa della Procura, definendo l’accertamento appropriato e necessario. Il legale ha chiarito che la richiesta non viene letta come un modo per eludere le responsabilità, ma come un passaggio essenziale per comprendere lo stato dell’indagato e i possibili motivi alla base dell’azione.

Il legale: esclusa la matrice d’odio o terroristica

Per la difesa, la chiave interpretativa è nelle condizioni fisiche e mentali dell’uomo al momento dei fatti. Gianelli sostiene che il gesto non sarebbe spiegabile né con l’odio né con il terrorismo, e che una perizia psichiatrica potrà delineare in modo più chiaro il profilo personale e psicologico del 31enne.

Aggravanti: al momento non contestati terrorismo e odio razziale

Nel fascicolo, per ora, la Procura non ha inserito l’aggravante del terrorismo né quella dell’odio razziale, e non risulta contestata neppure la premeditazione. Parallelamente, gli investigatori stanno vagliando pc, telefoni, email e profili social dell’indagato: alcuni messaggi datati avevano inizialmente alimentato l’ipotesi di estremismo religioso, ma la difesa tende a ridimensionare questa lettura.

Analisi informatica su device e contenuti sequestrati

Gli accertamenti sui supporti informatici proseguono con l’obiettivo di ricostruire contatti, ricerche e comunicazioni che possano risultare rilevanti per l’inchiesta. Il difensore ribadisce la convinzione che non emergeranno elementi idonei a sostenere l’aggravante di odio o terrorismo, richiamando anche quanto riferito da vicini e persone dell’ambiente della moschea, che avrebbero detto di non averlo visto.

Detenzione e stato attuale: cosa riferisce l’avvocato

In attesa della decisione del Gip sulla perizia in urgenza, Gianelli continua i colloqui in carcere con El Koudri. A quanto riferito, l’uomo rifiuterebbe di incontrare i familiari, mentre accetterebbe visite mediche e terapie mirate. Il legale aggiunge che l’indagato non avrebbe cancellato la memoria di quanto accaduto, ma non riuscirebbe a spiegare con precisione quale ne sia stata la causa.

Colloqui: chiusura emotiva e risposte difficili da decifrare

L’avvocato descrive un atteggiamento di marcata chiusura sul piano emotivo. Quando gli vengono proposte letture come odio, rabbia o difficoltà legate al lavoro, El Koudri risponderebbe scuotendo la testa. Se invece si affronta il tema dei feriti, ascolterebbe con maggiore attenzione, pur restando distante e poco interpretabile.

Aggiornamenti sanitari: un ferito grave non è più in pericolo

Sul versante sanitario, uno dei feriti più gravi è stato dichiarato fuori pericolo di vita: è un 55enne italiano residente nel Modenese, ricoverato al Maggiore di Bologna insieme alla moglie, coetanea. L’Ausl di Bologna ha comunicato che le condizioni di entrambi stanno migliorando lentamente: l’uomo ha ripreso gradualmente coscienza, mentre la donna resta critica ma stabile, con prognosi ancora riservata.

A Baggiovara una paziente resta in prognosi riservata

All’ospedale di Baggiovara, a Modena, rimane ricoverata con prognosi riservata una donna polacca di 53 anni. Il bilancio dei feriti continua quindi a essere monitorato con attenzione, mentre l’indagine procede tra verifiche tecniche e valutazioni cliniche legate alla posizione dell’indagato.

Capacità di intendere e volere: il punto cruciale per l’inchiesta

Se verrà disposta, la perizia psichiatrica avrà un peso determinante nel definire le condizioni di Salim El Koudri e la sua tenuta mentale rispetto ai fatti contestati. L’esame non comporta automaticamente l’esclusione di responsabilità, ma può incidere sulla ricostruzione del movente, sulla capacità di intendere e di volere e sull’evoluzione delle successive fasi del procedimento.

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