Nuova tragedia nel Mediterraneo: almeno ventidue migranti sono morti dopo sei giorni trascorsi alla deriva su un gommone salpato dalla Libia. In base alle testimonianze dei superstiti raccolte dalla guardia costiera greca, l’imbarcazione sarebbe partita dal porto di Tobruk il 21 marzo con rotta verso la Grecia. Nel corso della traversata il gruppo avrebbe perso la direzione, finendo senza acqua né cibo e affrontando condizioni estreme che si sono rivelate letali per molti.
Testimonianze choc: corpi in mare durante la traversata
Le versioni fornite dai sopravvissuti sono strazianti e delineano con chiarezza la portata dell’accaduto. I ventidue migranti deceduti, secondo quanto riferito, sarebbero stati gettati in mare nel corso del viaggio su ordine di uno dei trafficanti presenti a bordo. Un dettaglio che mette ancora una volta in luce la ferocia delle organizzazioni criminali attive lungo le rotte migratorie. Proprio queste dichiarazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire i giorni passati alla deriva.
Soccorso vicino a Creta: operazione coordinata con Frontex
Nella serata di venerdì 27 marzo, una nave dell’agenzia europea Frontex ha recuperato ventisei persone in mare aperto al largo dell’isola di Creta. Tra i salvati ci sono anche una donna e un minore, mentre la nazionalità dei superstiti non è stata comunicata. Due persone, in condizioni più critiche, sono state trasferite all’ospedale di Heraklion per cure immediate. L’intervento è stato gestito dalla guardia costiera greca, che ha diffuso un primo bilancio ufficiale.
Fermati due sospetti scafisti: indagini su un gruppo sud-sudanese
Sulla scorta dei racconti raccolti dopo il salvataggio, le autorità greche hanno arrestato due uomini di 19 e 22 anni, entrambi di origine sud-sudanese, ritenuti coinvolti nel traffico di migranti. I due, secondo l’accusa, avrebbero organizzato la traversata e avuto un ruolo nella conduzione del viaggio, inclusa la decisione di liberarsi dei corpi delle vittime durante la navigazione.
Timori per un altro barcone: l’appello di Alarm Phone sui dispersi
Intanto, oltre all’episodio al largo di Creta, aumenta l’allarme per un’altra imbarcazione scomparsa nel Mediterraneo centrale. L’organizzazione Alarm Phone segnala che almeno diciassette migranti, partiti da Sabratha in Libia, risultano irreperibili. I familiari continuano a chiedere notizie, ma da giorni non ricevono risposte. L’associazione ha sollecitato le autorità a proseguire le ricerche nonostante meteo avverso e condizioni operative difficili nell’area.
Meno sbarchi, ma più morti: i dati sulle rotte del Mediterraneo
Pur registrando un forte calo degli arrivi irregolari nei primi mesi del 2026, la rotta del Mediterraneo rimane uno dei principali canali di ingresso verso l’Europa. Secondo i dati preliminari di Frontex, nei primi due mesi dell’anno si contano circa 12mila ingressi, pari a una diminuzione del 52% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, a questa flessione corrisponde un aumento delle vittime: per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dall’inizio dell’anno quasi 660 persone sono morte nel Mediterraneo. Numeri che confermano come la pericolosità delle traversate resti altissima, anche con volumi complessivi inferiori.

