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Iran-USA, tregua di 2 settimane: riaperto Hormuz, via ai negoziati

Iran-USA, tregua di 2 settimane: riaperto Hormuz, via ai negoziati

Trump annuncia tregua USA Iran

Stop immediato alle ostilità USA-Iran: due settimane di cessate il fuoco

Colpo di scena nella crisi tra Stati Uniti e Iran: da oggi, 8 aprile 2026, entra in vigore una tregua di 14 giorni che blocca le azioni belliche e riapre una finestra credibile per la diplomazia.

Il primo annuncio del cessate il fuoco è arrivato dal presidente USA Donald Trump, che ha legato lo stop alle operazioni militari alla riapertura totale dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per la sicurezza energetica mondiale.

A stretto giro, anche Teheran ha confermato l’intesa, sostenendo di aver ottenuto l’ok al proprio piano in 10 punti come piattaforma di partenza per il confronto.

Mediazione del Pakistan e calendario del dialogo per la pace

Un ruolo decisivo nella de-escalation lo ha avuto il premier pakistano Shehbaz Sharif, che nelle ore più delicate ha contribuito a tenere aperti i canali tra le due parti.

Sharif ha inoltre comunicato che i colloqui per una pace permanente partiranno il 10 aprile a Islamabad, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una chiusura definitiva del conflitto.

Secondo indiscrezioni provenienti dalla Casa Bianca, la tregua includerebbe anche Israele e potrebbe riflettersi su altri teatri regionali, con effetti potenziali anche sulla crisi in Libano.

Hormuz torna operativo: effetti su petrolio, mercati e sicurezza marittima

Il fulcro dell’accordo riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz, corridoio marittimo da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale e una quota rilevante del traffico energetico globale.

Per le prossime due settimane sarà assicurato il passaggio protetto delle navi, con un coordinamento attribuito alle forze armate iraniane e con limitazioni tecniche definite in modo congiunto.

La misura invia un segnale importante ai mercati internazionali, attenuando il rischio di nuove impennate dei prezzi e di shock economici su scala globale.

Trump: “Missione completata” e intesa più vicina

Nella comunicazione ufficiale, Trump ha motivato la sospensione delle operazioni spiegando che “gli obiettivi militari sono stati raggiunti” e che un’intesa di lungo periodo sarebbe ormai a portata.

Il presidente ha descritto il piano iraniano come una base praticabile su cui lavorare, evidenziando che numerosi nodi negoziali sarebbero già stati sciolti.

“Due settimane serviranno a chiudere i dettagli e arrivare a una pace duratura in Medio Oriente”, ha affermato.

Teheran: sospensione delle azioni difensive in assenza di attacchi

Per l’Iran, il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha confermato che, se non ci saranno offensive, le forze armate interromperanno le operazioni difensive.

Teheran ha poi ribadito che la trattativa dovrà muovere dal proprio schema in 10 punti, mentre Washington, nella fase iniziale, avrebbe messo sul tavolo una proposta articolata in 15 punti.

Escalation scongiurata a ridosso dell’ultimatum

L’intesa è maturata a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum fissato da Trump, che aveva ventilato un attacco totale contro le infrastrutture energetiche iraniane.

La giornata era stata caratterizzata da un livello di tensione estremo, con scambi verbali durissimi e il timore concreto di un ampliamento del conflitto su vasta scala.

Il vicepresidente americano JD Vance aveva richiamato l’impiego di strumenti militari finora non utilizzati, mentre da Teheran arrivavano segnali di mobilitazione generale.

La tregua è un passaggio decisivo, ma resta fragile: l’esito del vertice di Islamabad sarà determinante per trasformare questo cessate il fuoco temporaneo in un accordo stabile e verificabile.

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