Giorno24.it

Incendio sul Monte Faeta: due operai indagati, 800 ettari in fumo

Incendio sul Monte Faeta: due operai indagati, 800 ettari in fumo

Incendio boschivo Monte Faeta fiamme

L’emergenza che ha investito il Monte Faeta, nell’area tra Lucca e Pisa, ha lasciato senza parole residenti e istituzioni. Un vasto incendio boschivo, divampato il 28 aprile 2026, ha consumato circa 800 ettari di territorio, mettendo in pericolo diverse abitazioni e imponendo l’evacuazione di oltre 3.000 persone. Gli accertamenti hanno individuato una possibile origine del rogo e due uomini risultano indagati per incendio boschivo colposo.

Da dove sono partite le fiamme: ricostruzione e accertamenti

In base a quanto ricostruito dai Carabinieri Forestali di Lucca, il punto d’innesco sarebbe in una zona interna e non immediatamente adiacente alla viabilità principale, nel comune di Capannori. I due soggetti coinvolti, proprietari di una ditta di giardinaggio, erano stati incaricati dai titolari di un oliveto di eseguire interventi di potatura. Nella fase di gestione dei residui, che prevedeva il bruciamento delle frasche, il fuoco sarebbe uscito dal loro controllo. Malgrado i tentativi di contenimento, l’incendio si è propagato in pochi minuti, spinto anche dal vento, raggiungendo rapidamente le aree circostanti.

Effetti sul comprensorio: evacuazioni e aree a rischio

Il 30 aprile le fiamme hanno toccato il comune di San Giuliano Terme, arrivando a minacciare la frazione di Asciano. Con l’emergenza in aumento, è stato attivato il Centro Operativo Comunale e l’amministrazione ha disposto l’evacuazione di circa 300 persone. Nelle ore successive, il fronte dell’incendio ha continuato ad avanzare e le autorità hanno esteso le misure di allontanamento fino a coinvolgere altre 3.000 persone, con un dispositivo che ha visto impegnati anche esercito e carabinieri.

Interventi sul campo e controlli nelle zone sgomberate

Per tutelare gli evacuati e ridurre il pericolo di sciacallaggio, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno rafforzato la presenza e i controlli nelle aree interessate. Le attività di spegnimento sono andate avanti ininterrottamente, con il contributo di squadre a terra e mezzi aerei. Il sistema antincendi boschivi della Regione Toscana ha diretto le operazioni, impiegando Canadair ed elicotteri per limitare l’avanzata del rogo. Un miglioramento concreto si è registrato nella notte tra 1° maggio, quando l’attenuazione del vento ha reso più efficaci le manovre di contenimento.

Bilancio dei danni e progressivo rientro dei residenti

Pur a fronte di distruzioni rilevanti, non risultano vittime. Le autorità locali hanno comunicato che tre abitazioni hanno riportato danni gravi, mentre altre due sono state interessate in modo più contenuto. Le operazioni di spegnimento e bonifica proseguono, ma gran parte del perimetro dell’incendio risulta ormai sotto controllo. Nel frattempo, molti cittadini evacuati hanno potuto fare ritorno nelle proprie case.

Profili di responsabilità e prevenzione per il futuro

Gli investigatori continuano a lavorare per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’evento e definire eventuali responsabilità. I due operai lucchesi, contestati per condotte imprudenti, avrebbero riferito di aver dato fuoco ai residui senza accertarsi adeguatamente che le braci fossero completamente spente. Le amministrazioni hanno ribadito la necessità di rispettare con rigore le norme sullo smaltimento dei residui agricoli, soprattutto durante le giornate ventose, per scongiurare il ripetersi di incendi boschivi di questa portata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *