L’eurodeputata Ilaria Salis riferisce di essere stata oggetto di un controllo di polizia nelle prime ore del mattino, direttamente nella sua camera d’hotel a Roma, dove era arrivata in vista della manifestazione “No Kings”. In base al suo racconto, gli agenti si sarebbero presentati verso le 7:30 per l’identificazione e sarebbero rimasti circa un’ora. La vicenda ha assunto subito un peso politico anche per la tempistica, a poche ore dal corteo previsto nel pomeriggio nella Capitale.
Salis parla di episodio “inaccettabile”: la sua ricostruzione
Sui social Salis ha reso pubblico l’accaduto, definendolo un controllo “preventivo” e legandolo al contesto politico del momento. L’eurodeputata sostiene che l’intervento sia durato oltre un’ora e che, oltre alle domande sul suo arrivo a Roma, le sarebbero stati chiesti dettagli anche sulla partecipazione alla manifestazione, incluse eventuali intenzioni e la presenza di oggetti considerati pericolosi.
La Questura replica: verifica obbligata, nessuna connessione con “No Kings”
Di tutt’altro tenore la versione della Questura di Roma, che descrive l’intervento come un atto dovuto scattato a seguito di una segnalazione arrivata da un Paese europeo. Secondo le autorità, gli operatori si sarebbero limitati a richiedere i documenti, senza eseguire perquisizioni né entrare nella stanza. Dopo l’accertamento dell’identità dell’europarlamentare, il controllo sarebbe stato chiuso subito. La Questura ha inoltre negato in modo netto qualsiasi legame con la manifestazione No Kings o con le recenti norme in materia di ordine pubblico.
L’origine dell’alert: segnalazione estera nel circuito Schengen
All’origine dell’intervento ci sarebbe un’informazione inserita nel sistema di cooperazione europea, nello specifico nel circuito Schengen. Da quanto trapelato, l’alert sarebbe stato avviato dalla Germania, circostanza che ha contribuito ad amplificare la portata del caso sul piano politico. Le autorità italiane hanno ribadito che, quando sono presenti queste segnalazioni, non c’è discrezionalità e occorre procedere alle verifiche previste dai protocolli internazionali.
La contestazione della parlamentare: “Mi hanno chiesto del corteo”
Nonostante le precisazioni ufficiali, Salis insiste nel sostenere che durante il controllo le sarebbero state poste domande esplicitamente riferite alla manifestazione. La parlamentare afferma di aver chiarito fin dall’inizio il proprio ruolo istituzionale, ma lamenta la mancanza di spiegazioni puntuali e l’assenza di un verbale consegnato. A suo giudizio, il fatto che l’attivazione provenga da uno Stato estero renderebbe il quadro “ancora più grave”, perché chiamerebbe in causa le prerogative parlamentari e il mandato elettivo.
La presa di posizione di Avs: Bonelli e Fratoianni chiedono risposte
I leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno reagito subito parlando di una gravità senza precedenti. Dopo un confronto con il Questore, hanno riferito che il controllo non risulterebbe collegato alla manifestazione, pur definendo l’episodio potenzialmente lesivo delle garanzie costituzionali. I due esponenti hanno chiesto un intervento del governo, sollecitando chiarimenti sul ruolo della Germania e sulla tutela delle prerogative parlamentari.
Richiesta al governo: chiarimenti immediati e canale diplomatico
Fratoianni ha domandato che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi fornisca spiegazioni tempestive e che il ministro degli Esteri Antonio Tajani convochi l’ambasciatore tedesco. L’obiettivo è chiarire la natura della segnalazione e come sia stata gestita dalle autorità italiane, oltre a verificare eventuali profili di responsabilità a livello europeo.
Le reazioni: dalle critiche del Pd alla difesa del Coisp
Osservazioni critiche sono arrivate anche dal Partito Democratico: Andrea Orlando ha definito l’episodio “molto grave”, chiedendo scuse ufficiali. In parallelo, il sindacato di polizia Coisp ha difeso l’operato degli agenti, rimarcando che si sarebbe trattato di un adempimento obbligatorio e non rimesso alla scelta del singolo, invitando a non trasformare un passaggio tecnico in uno scontro politico.
Sicurezza, cooperazione europea e diritti: il cuore della polemica
Il caso Salis si colloca in una fase già attraversata da tensioni sulla gestione dell’ordine pubblico e sulle più recenti norme in materia di sicurezza. Da un lato, le istituzioni rivendicano l’osservanza degli obblighi internazionali; dall’altro, una parte dell’opposizione denuncia un possibile impiego improprio degli strumenti di controllo. La vicenda riapre così un tema più ampio: l’equilibrio tra cooperazione internazionale, tutela delle istituzioni e diritti fondamentali.

