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Milano, arrestato ricercato internazionale per maxi frodi ATM USA

Milano, arrestato ricercato internazionale per maxi frodi ATM USA

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Nel centro di Milano, la Polizia di Stato ha messo fine alla fuga di un latitante ricercato a livello internazionale, ritenuto coinvolto nella regia di una rete criminale dedicata alle frodi elettroniche negli Stati Uniti. L’intervento, nato da controlli mirati sul territorio, rappresenta un passaggio investigativo di rilievo con chiare implicazioni oltreconfine.

Fermato in viale Brambilla: i controlli portano al ricercato

Il blitz è scattato nel pomeriggio di ieri durante un servizio specifico in viale Brambilla, quando gli agenti delle Volanti hanno sottoposto a controllo un’auto di grossa cilindrata con targa estera. Alcuni atteggiamenti anomali a bordo hanno indotto i poliziotti a verifiche più approfondite, fino a risalire con rapidità all’identità di uno dei passeggeri.

Dalle interrogazioni delle banche dati internazionali è risultato che l’uomo, 39 anni, era destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte Distrettuale della California del Sud.

Ipotesi di reato: skimming, frodi digitali e identità sottratte

In base a quanto riferito dalle autorità statunitensi, il 39enne avrebbe ricoperto un ruolo determinante in un’organizzazione criminale transnazionale attiva nello “skimming”, tecnica avanzata che permette la clonazione di carte di credito tramite dispositivi applicati agli sportelli ATM.

Il sodalizio, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe preso di mira numerosi bancomat in California, ottenendo prelievi illeciti e sottraendo somme consistenti. Gli accertamenti descrivono azioni rapidissime, con operazioni fraudolente per decine di migliaia di dollari nell’arco di poche ore, episodi ripresi anche dai sistemi di videosorveglianza.

Accertamenti in Questura e convalida dell’identità

Accompagnato in Questura con il supporto di più pattuglie, l’uomo è stato sottoposto a rilievi fotodattiloscopici che hanno confermato senza dubbi la sua identità. Su di lui gravano contestazioni per frode elettronica e furto d’identità aggravato, fattispecie che negli Stati Uniti possono comportare fino a dieci anni di carcere.

Completate le procedure previste, la Polizia di Stato ha formalizzato l’arresto e ha messo il soggetto a disposizione della Corte d’Appello di Milano, competente per l’avvio dell’iter di estradizione.

Detenzione a Pavia e iter di estradizione verso gli USA

Dopo il fermo, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Pavia, dove resterà in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria italiana. Sarà ora la Corte d’Appello di Milano a esaminare la richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti.

L’operazione conferma la solidità della cooperazione internazionale tra forze di polizia nel contrasto ai crimini informatici e alle reti transnazionali, sempre più organizzate e tecnologicamente evolute.

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