La metrotranvia Milano–Seregno torna sotto i riflettori nel confronto politico e tra i territori coinvolti. Tra aumenti di spesa, problemi di impostazione progettuale e istanze dei residenti, riparte la discussione sull’opera destinata a connettere Milano con la Brianza. Sul tema interviene il consigliere regionale della Lega, Riccardo Pase, chiedendo una rimodulazione del progetto.
Milano–Seregno, la questione dei 120 milioni in più sul conto
“Su un’opera complessa e strategica come la metrotranvia Milano–Seregno è mancata, fin dall’inizio, una guida autorevole capace di programmare, prevenire criticità e garantire il rispetto di tempi e costi. Oggi paghiamo il prezzo di queste carenze, ma il territorio sta lanciando un messaggio chiaro: il progetto va rivisto per ridurre i costi, portando la metrotramvia da due binari ad un binario solo nel centro abitato”.
L’intervento, pensato per rendere più efficienti i collegamenti tra il capoluogo e la Brianza, oggi deve fare i conti con un extracosto stimato in circa 120 milioni di euro. Un rialzo che alimenta critiche e domande sulla conduzione dell’iter e sulla sostenibilità complessiva dell’opera.
Accuse sulla governance e responsabilità che si scaricano altrove
“Le difficoltà che stanno emergendo- spiega Pase- erano ampiamente prevedibili e, in più occasioni, erano già state segnalate. Purtroppo, né l’attuale delegato della Città Metropolitana né chi lo ha preceduto si sono dimostrati all’altezza di una gestione così delicata. Ancora una volta assistiamo ad un continuo rimbalzo di responsabilità verso il Governo e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, un atteggiamento che non risolve i problemi ma evidenzia una gestione improntata alla deresponsabilizzazione. Gli extracosti, inoltre, rappresentino risorse pubbliche non previste, sottratte ad altri interventi. Chiederli al Governo è troppo comodo: sarebbe più credibile che chi ha commesso gli errori se ne assumesse la responsabilità”.
Nel passaggio, il consigliere punta il dito contro la gestione dell’opera e l’uso delle risorse pubbliche, citando anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini. Il nodo, secondo la sua lettura, è evitare che gli aumenti diventino una scorciatoia per non chiarire scelte e responsabilità.
Ipotesi tecnica: binario singolo nelle aree urbane
“Dai Comuni e dai cittadini arrivano richieste precise e non più ignorabili: è necessaria una revisione progettuale che tenga conto delle caratteristiche dei territori attraversati. In particolare – sottolinea Pase – va valutata seriamente l’ipotesi del binario unico nei centri abitati. Non va quindi ridotta la lunghezza della tratta complessiva, ma si può invece risparmiare sui costi portando la metrotranvia da due binari ad un binario solo nei centri abitati, in modo da ridurre l’impatto dell’opera. L’attuale configurazione, inoltre, presenta criticità rilevanti: crea una barriera fisica tra le aree est e ovest di alcune città; riduce drasticamente i parcheggi lungo assi strategici, come via Vittorio Veneto a Bresso; comporta un restringimento significativo dei marciapiedi; impedisce la realizzazione di piste ciclabili e mette a rischio la sopravvivenza di attività commerciali e produttive locali”.
L’idea del binario unico nei tratti cittadini viene presentata come leva per contenere i costi e alleggerire l’impatto sul tessuto urbano, recependo preoccupazioni avanzate da amministrazioni e comitati. In quest’ottica, la linea resterebbe integra nella sua estensione, ma con una configurazione più adatta alle strade e alle attività locali, riducendo barriere e penalizzazioni per viabilità, sosta e mobilità dolce.
Conti del progetto sotto esame: richiesta di chiarezza sui costi
“Accanto alla revisione del progetto – aggiunge ancora Pase – è indispensabile una verifica puntuale e trasparente della struttura economica complessiva dell’opera e delle cause che hanno determinato l’aumento dei costi. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono spese le risorse pubbliche”.
La trasparenza diventa quindi un punto chiave del confronto, soprattutto dopo l’incremento di spesa e le richieste di chiarimenti che arrivano dal territorio. L’obiettivo dichiarato è ricostruire con precisione le cause dell’aumento e rendere comprensibili scelte, voci e passaggi di spesa legati alla metrotranvia Milano–Seregno, garantendo rendicontazione pubblica.
Il tema arriva in Aula: interrogazione alla Regione Lombardia
“Il nostro obiettivo – conclude Pase – non è bloccare la metrotranvia Milano–Seregno ma migliorarla. Vogliamo un’infrastruttura moderna, sostenibile e realmente utile per cittadini, imprese e territori. Per questo è necessario ascoltare le richieste che arrivano dal territorio e intervenire con responsabilità e competenza. Infine, come gruppo Lega in consiglio regionale, proprio su questo tema abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore competente che verrà discussa durante il prossimo Consiglio Regionale previsto per martedì prossimo”.
La questione sarà dunque trattata in Consiglio regionale, dove si prevede un confronto serrato sul futuro dell’infrastruttura. In gioco, secondo questa impostazione, c’è la possibilità di ottenere una metrotranvia più sostenibile e funzionale, capace di servire cittadini e imprese senza aggravare impatti urbanistici e costi, mantenendo al centro utilità reale e ascolto del territorio.

