Continua con ritmo costante l’azione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo, impegnato nel controllo delle posizioni di cittadini stranieri presenti in Italia e già condannati in via definitiva per reati di particolare gravità.
Al termine di una dettagliata attività istruttoria, il Questore ha disposto la revoca di più permessi di soggiorno UE per lungo soggiornanti nei confronti di persone attualmente ristrette in carcere e colpite da sentenze divenute irrevocabili.
Tra le situazioni più significative figura quella di un cittadino straniero condannato a 23 anni di reclusione per omicidio aggravato, in base a una decisione definitiva pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Brescia.
Un provvedimento simile ha interessato anche un altro soggetto, condannato dal Tribunale di Brescia a 5 anni di detenzione e 34 mila euro di ammenda per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. In tale procedimento, la sentenza ha inoltre stabilito l’espulsione dal territorio nazionale a fine pena.
La revoca del titolo di soggiorno ha riguardato poi un cittadino straniero condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per acquisto illecito di sostanze, successivamente finito di nuovo in arresto per produzione e traffico di droga in concorso con altri.
Un ulteriore atto è stato adottato verso un soggetto condannato dalla Corte di Appello di Brescia a 3 anni di reclusione e a 18 mila euro di multa per vicende connesse allo spaccio e alla detenzione illegale di armi e munizioni. Gli accertamenti investigativi avevano inoltre evidenziato la sua appartenenza a un’organizzazione criminale impegnata nel traffico internazionale di stupefacenti, emersa anche tramite attività di cooperazione tra Paesi. La stessa persona risultava già condannata nel 2022 per fatti dello stesso tipo.
Nel complesso, i provvedimenti ribadiscono la linea ferma della Questura di Bergamo contro la criminalità, applicando la normativa sull’immigrazione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica.
Accanto agli interventi repressivi, la Polizia di Stato di Bergamo prosegue anche sul versante della prevenzione, con un’attenzione specifica al tema della violenza di genere.
Durante un incontro svoltosi il 5 marzo con il Rotary Club Bergamo Città Alta, si è discusso di strategie di prevenzione e di contrasto del fenomeno, attraverso un confronto che ha coinvolto istituzioni e società civile.
Nel corso dell’appuntamento, moderato da Alessandra Giani ed Enrico Briolini, il dirigente della Divisione Anticrimine ha delineato il quadro culturale e normativo della violenza di genere, richiamando anche passaggi storici rilevanti come la vicenda di Artemisia Gentileschi e l’evoluzione legislativa conclusa nel 1981 con l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore.
È stato dedicato ampio spazio agli strumenti preventivi nella disponibilità del Questore, tra cui l’ammonimento, applicabile in presenza di atti persecutori, revenge porn e situazioni di violenza domestica.
Sono state inoltre spiegate le procedure operative adottate dalle forze di polizia per la protezione delle vittime, comprese le misure di tutela e, quando necessario, l’inserimento in strutture protette.
Particolare rilievo è stato dato anche agli interventi urgenti, come l’allontanamento immediato dalla casa familiare dell’autore delle violenze, unito al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Nel corso dell’incontro è stata presentata anche l’app YouPol, che permette ai cittadini di inviare segnalazioni in tempo reale alla Sala Operativa della Polizia di Stato su episodi di violenza domestica, bullismo e spaccio di droga.
L’iniziativa ha messo in evidenza come il contrasto alla violenza di genere richieda un approccio multidisciplinare, fondato sulla collaborazione tra forze dell’ordine, enti istituzionali e comunità.
Favorire una cultura basata su rispetto, parità e libertà nelle relazioni resta un passaggio decisivo per prevenire le aggressioni e garantire alle vittime percorsi concreti di protezione e reinserimento.
Le attività sviluppate dalla Polizia di Stato a Bergamo descrivono una strategia complessiva che integra azione repressiva e prevenzione, con interventi mirati sia al contrasto dei reati sia alla tutela delle persone più esposte.
La revoca dei permessi di soggiorno verso soggetti condannati per delitti gravi e le iniziative di sensibilizzazione sulla violenza di genere rappresentano due pilastri di un impegno orientato a rafforzare sicurezza e legalità sul territorio.

