Giorno24.it

Milano, libreria Hoepli verso la chiusura: caso in Commissione dopo 150 anni

Milano, libreria Hoepli verso la chiusura: caso in Commissione dopo 150 anni

Ingresso libreria Hoepli Milano chiusura

La prevista chiusura della libreria indipendente Hoepli, fissata per il 26 maggio, è finita al centro della Commissione Attività Produttive: un confronto tra istituzioni, liquidatori e sindacati su una vicenda che rappresenta un duro colpo per Milano e per la cultura italiana. L’audizione, sollecitata dalla consigliera regionale Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia), ha messo a fuoco non solo la conclusione di un’attività nata nel 1870, ma soprattutto il futuro degli 89 dipendenti coinvolti dalla crisi.

Proprietà assente: la contestazione politica e l’allarme di Valcepina

A inaugurare la discussione è stata proprio Valcepina, che ha manifestato disappunto per l’assenza della proprietà della libreria. “Dispiace che la proprietà di una libreria simbolo di Milano e non solo, come Hoepli, si sia sottratta a un incontro in Commissione che era stato richiesto a febbraio, quando ancora si poteva fare qualcosa per scongiurare la scelta della liquidazione volontaria”, ha dichiarato. Per la consigliera, la mancata presenza ha impedito un confronto diretto con le istituzioni in un momento in cui la crisi, a suo giudizio, non era ancora arrivata al punto di non ritorno dell’attuale procedura.

Audizione “fuori tempo”: dossier affrontato con liquidazione in corso

Il presidente della Commissione, Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), ha rimarcato che il passaggio in Commissione è avvenuto quando la vicenda era già in una fase avanzata. “Purtroppo, questa audizione arriva in una fase tardiva a liquidazione già avviata”, ha affermato, sottolineando come una perdita destinata a creare un vuoto culturale imponga ora di concentrare priorità e risorse sulla tutela del personale. Ventura ha ricordato il lavoro in corso tra sindacati, azienda e istituzioni per individuare soluzioni utili a garantire protezioni, ricollocazioni e strumenti di accompagnamento per i lavoratori interessati.

Presenti enti pubblici, curatori della liquidazione e rappresentanze sindacali

Alla seduta hanno partecipato i legali liquidatori della società, il Comune di Milano, la Città Metropolitana, Afol Metropolitana e le sigle CGIL, CISL, UIL e UGL. Il tavolo ha consentito di ricostruire i passaggi chiave della crisi e di aggiornare il quadro delle misure previste per i dipendenti. La vicenda, diventata pubblica a febbraio, aveva generato ampia mobilitazione tra istituzioni, cittadini e media, proprio per il valore simbolico della libreria Hoepli nel panorama culturale milanese e nazionale.

Convocazione di febbraio: la motivazione fornita dai liquidatori

Durante l’audizione, i professionisti incaricati hanno spiegato le ragioni per cui la proprietà non avrebbe potuto aderire alla convocazione richiesta nel mese di febbraio. “Non abbiamo potuto accettare la convocazione di febbraio perché la proprietà non si era ancora riunita e non era stata ancora presa una decisione sui destini dell’azienda”, hanno riferito, collocando la scelta in un contesto societario già complesso e poi culminato nell’avvio della liquidazione volontaria.

La svolta del 10 marzo: via alla liquidazione su base volontaria

Il punto di svolta è arrivato il 10 marzo, data di avvio della liquidazione volontaria della società. Secondo quanto ricostruito dai legali, la decisione sarebbe stata determinata da due fattori convergenti: da una parte una situazione economico-finanziaria in prospettiva sempre più critica, dall’altra un conflitto endosocietario tra i soci giudicato insanabile. In Commissione è stato quindi chiarito che alla base della scelta vi sarebbero sia problemi di sostenibilità economica sia fratture interne tali da rendere impraticabile la prosecuzione unitaria dell’attività.

Dal 1870 a oggi: l’eredità culturale costruita da Ulrico Hoepli

La chiusura della libreria chiude una storia lunga oltre centocinquant’anni. Fondata nel 1870 dal libraio svizzero Ulrico Hoepli, la realtà milanese è diventata con il tempo un riferimento per studenti, professionisti, docenti, lettori e studiosi. Non è soltanto la fine di un negozio: è l’interruzione di un presidio che ha accompagnato la crescita culturale e formativa della città, conservando una forte identità di libreria indipendente e specializzata.

Lavoro e ammortizzatori: il destino dei 89 addetti

La crisi riguarda complessivamente 89 lavoratori. Per oltre 50 dipendenti, a partire dal 26 maggio, è prevista una cassa integrazione straordinaria a zero ore della durata di 24 mesi. Altri 9 lavoratori confluiranno invece in Mondadori, che il 30 aprile ha acquistato il ramo dell’editoria scolastica: un passaggio che tutela una parte dell’occupazione, ma che non chiude l’intero fronte sociale aperto dalla liquidazione.

Sindacati: coperture ancora insufficienti e richiesta di politiche attive

Le organizzazioni sindacali intervenute hanno valutato l’esito attuale come non pienamente adeguato. “Si tratta di una soluzione parziale che non ci soddisfa pienamente”, hanno osservato, sollecitando un impegno coordinato tra istituzioni, aziende e parti sociali. L’obiettivo indicato è attivare percorsi di ricollocamento efficaci, valorizzando competenze costruite in anni di attività in una struttura culturale altamente specializzata e riconoscibile nel tessuto milanese.

Licenziamenti collettivi: avviata la procedura per 20 posizioni

Nel corso dell’audizione, la liquidatrice ha confermato anche l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 20 dipendenti. Secondo quanto riferito, lo strumento sarebbe orientato a favorire uscite incentivate verso la pensione o verso nuove opportunità lavorative. Rimane però centrale la necessità di accompagnare ogni singola posizione con misure adeguate, per evitare che la chiusura si trasformi in una dispersione di professionalità difficili da sostituire.

Valcepina contro lo “spezzatino” aziendale: responsabilità verso la città

Valcepina ha espresso un giudizio severo sulla gestione complessiva, richiamando il tema della responsabilità imprenditoriale quando un’attività rappresenta un patrimonio collettivo. “Quando si parla di aziende che rappresentano il patrimonio di una città, c’è una responsabilità imprenditoriale che non si può non assumersi, ovvero condividere le proprie scelte con la comunità che una realtà come Hoepli ha contribuito a fare crescere”, ha detto. La consigliera ha definito la decisione una scelta che “sa di resa” e ha giudicato “inaccettabile” vedere un simbolo culturale milanese e nazionale frammentato in diversi rami d’azienda.

Supporto pubblico e percorsi di reimpiego: la linea delle istituzioni

Sul versante istituzionale è stato ribadito il sostegno ai dipendenti da parte di Città Metropolitana di Milano e della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Il percorso delineato mira ad accompagnare i lavoratori nella fase più delicata, tramite strumenti di sostegno e politiche attive del lavoro. Valcepina ha confermato che l’istituzione farà il possibile per restare al fianco dei dipendenti, molti dei quali con competenze professionali di alto livello.

Oltre l’economia: la chiusura Hoepli e l’impatto sulla memoria culturale milanese

Il caso Hoepli assume dunque una duplice prospettiva: da un lato quella economico-occupazionale, con l’urgenza di proteggere i lavoratori e gestire le ricadute della liquidazione; dall’altro quella culturale, legata alla scomparsa di una libreria che per oltre 150 anni è stata un presidio di conoscenza, formazione e specializzazione. La chiusura del 26 maggio non rappresenterà soltanto la fine di un’attività commerciale, ma un passaggio destinato a lasciare un segno nella storia culturale di Milano e dell’editoria italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *