Ogni anno milioni di cittadini versano il canone televisivo, spesso chiamato anche “canone RAI”: l’importo annuo – 90 euro – viene ripartito in dieci addebiti mensili da 9 euro, inseriti in modo automatico nella bolletta della luce dai gestori dell’energia. Questo sistema di riscossione è stato introdotto con la Legge di Bilancio del 2016; da quel momento non si paga più in un’unica soluzione tramite bollettino dedicato. La disciplina, però, contempla precisi casi di esonero: al ricorrere di specifici requisiti, quindi, il canone non è dovuto. In questo approfondimento vediamo chi può ottenere l’esenzione e quali passaggi seguire per richiederla.
Presupposti del canone TV: chi lo paga e per quale motivo
Il canone TV nasce negli anni Trenta come imposta collegata alla detenzione di una radio; con l’evoluzione tecnologica e la diffusione della televisione nelle abitazioni, il tributo è stato via via destinato – in larga misura – a sostenere il servizio radiotelevisivo pubblico, affidato da oltre settant’anni alla RAI.
Chi è obbligato al pagamento del canone? Il versamento “è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo, si paga una sola volta all’anno e una sola volta per famiglia anagrafica a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione”, come spiega il sito dell’Agenzia delle Entrate. “Anche i residenti all’estero” – viene precisato – “devono pagare il canone se detengono, in un’abitazione in Italia, un apparecchio televisivo”.
Va ricordato, inoltre, che per “detenzione” si intende la disponibilità dell’apparecchio all’interno dell’abitazione: di conseguenza, per l’obbligo del canone non rileva chi sia il ‘proprietario’ formale del televisore (cioè chi lo ha acquistato materialmente). E anche se nell’uso quotidiano lo si chiama “canone RAI”, non è un abbonamento ai canali RAI: l’imposta è legata al dispositivo e non ai programmi che si possono vedere tramite esso. Detto questo, è vero che una parte importante della somma serve a finanziare le attività del servizio pubblico (radio, TV e piattaforme digitali), anche per compensare i vincoli sull’affollamento pubblicitario.
Come si versa il canone: addebito in bolletta e alternative
Come anticipato, chi ha un’utenza elettrica domestica intestata paga il canone direttamente in bolletta, senza dover presentare moduli o avvisi al fornitore, neppure in caso di ‘switch’ (cambio operatore). La quota viene ripartita mensilmente (oppure in due quote se la bolletta è bimestrale) e si aggiunge agli importi relativi ai consumi.
Se, invece, nessun componente della famiglia anagrafica obbligata al pagamento risulta intestatario di un contratto luce, il canone va corrisposto con modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno. Questa modalità, specifica l’Agenzia delle Entrate, si applica anche “da parte dei cittadini per i quali la fornitura di energia elettrica avviene nell’ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale”. Il versamento può avvenire:
- in un’unica soluzione da 90 euro entro il 31 gennaio;
- in due rate semestrali da 45,94 euro ciascuna, la prima da versare entro il 31 gennaio, la seconda il 31 luglio;
- in quattro rate trimestrali da 23,93 euro, da versare rispettivamente entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre.
Esonero canone RAI: chi può evitare il pagamento e come richiederlo
Le regole attualmente in vigore individuano alcune categorie di utenti che possono beneficiare dell’esenzione dal canone RAI. In particolare, non devono versare il tributo:
- gli over 75 con reddito basso;
- chi non detiene un apparecchio TV;
- diplomatici e militari stranieri.
L’esonero, tuttavia, non è automatico: a seconda della situazione, occorre trasmettere all’Agenzia delle Entrate la documentazione richiesta. La risposta alla domanda “RAI come non pagare il canone?” è quindi meno immediata di quanto sembri. Prima di tutto, bisogna compilare il modulo di autocertificazione disponibile sul sito dell’Agenzia, come chiarisce anche l’approfondimento di Reset Energia, operatore del settore che propone un’offerta innovativa sul mercato italiano (forniture a canone mensile bloccato, che includono quota consumi, imposte, IVA e oneri generali di sistema).
Per presentare la “dichiarazione di non detenzione” (con cui si attesta di non avere un televisore in casa) va compilato il “QUADRO A”; tramite il “QUADRO B” si può invece richiedere il rimborso in caso di eventuale doppio addebito. Chi ha compiuto 75 anni, infine, può inviare un’autodichiarazione per comunicare di possedere i requisiti reddituali necessari all’esenzione. In questa ipotesi, “se le condizioni di esenzione permangono, possono continuare a beneficiare dell’agevolazione anche nelle annualità successive, senza procedere alla presentazione di nuove dichiarazioni”, come precisa l’Agenzia delle Entrate.
Al contrario, se vengono meno i requisiti (per esempio perché l’ISEE cresce e supera la soglia prevista), “è necessario presentare la dichiarazione di variazione dei presupposti”, compilando la sezione II del modello per la dichiarazione sostitutiva.
Discorso diverso riguarda l’esonero per mancata detenzione dell’apparecchio. In questo caso, infatti, ogni anno la comunicazione all’Agenzia delle Entrate va ripresentata per far valere l’esenzione; inoltre, se il requisito viene meno – ad esempio acquistando una TV da tenere in casa – la normativa impone di comunicare la variazione con le stesse modalità.
Dispositivi esclusi dal canone: quando non si applica l’imposta
Abbiamo visto che il canone è collegato alla detenzione di un “apparecchio televisivo”. Con la diffusione delle tecnologie digitali, delle piattaforme di streaming e dei servizi pay-per-view e on-demand, è stato necessario precisare con più chiarezza cosa rientri in questa definizione.
Ai fini del canone, per “apparecchio televisivo” si intende qualunque dispositivo capace di ricevere e decodificare il segnale radiotelevisivo. Restano quindi esclusi PC, laptop, tablet, smartphone e altri device con cui si possono guardare contenuti TV tramite connessione internet. Anche schermi e grandi display non comportano il pagamento del canone, salvo che siano dotati della tecnologia necessaria per la decriptazione del segnale televisivo (cioè del sintonizzatore TV).

