Il tecnico giallorosso ha preso la parola alla vigilia della sfida decisiva contro l’Atalanta
Nel frangente più complesso della stagione, segnato anche da un clima di forte tensione con Claudio Ranieri, Gian Piero Gasperini si gioca le ultime possibilità di conquistare la Champions League proprio contro il suo passato.

Così, in una conferenza dal peso enorme tra significati e sentimenti, l’allenatore della Roma ha finito per lasciarsi andare: commosso, ha interrotto l’incontro con i giornalisti prima del previsto, praticamente in lacrime, dopo aver rievocato i suoi nove anni all’Atalanta.
“A Roma ci sono tutte le condizioni per fare bene, soprattutto per quanto riguarda la squadra e il contesto esterno. A Bergamo sono riuscito a lavorare al meglio perché la società ha svolto un lavoro eccezionale e l’ambiente intorno a me era unito. È stata allestita una rosa di livello: non solo con giovani ceduti a cifre importanti che hanno portato risorse al club, ma anche con la capacità di costruire insieme una squadra con calciatori di valore”.
“Un club straordinario nel vendere e poi reinvestire, generando utili. La particolarità dell’Atalanta è stata riuscire a fare utili pur giocando in Europa ogni anno. Non soltanto grazie a me, ma per merito di una società capace di lavorare benissimo e in piena sintonia con l’allenatore. A un certo punto questa sintonia è venuta un po’ meno, anche perché non c’era più il papà a cui ero più legato…“. Ed è proprio in quel momento che il Gasp si è fermato, sopraffatto dall’emozione, lasciando la sala stampa e chiudendo lì la conferenza
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