Fa parlare la direzione di gara di Guida nella finale Lazio-Inter: ecco tutti gli episodi da moviola, con una curiosità
L’Inter supera la Lazio per 2-0 e conquista la Coppa Italia al termine di una finale segnata da più situazioni da moviola. Le prime rimostranze dei biancocelesti arrivano sul calcio d’angolo che porta all’autorete di Marusic. Dai prossimi Mondiali, grazie al nuovo protocollo, il Var potrà intervenire anche sui corner, ma soltanto in caso di errore evidente. Qui, però, non è chiaro se l’ultimo tocco sia di Dumfries oppure, come sembra, di Nuno Taveres: per questo resta valida la scelta presa in campo.

I capitolini reclamano anche il rosso per Bastoni per doppia ammonizione. Giusta la prima sanzione, arrivata già al 16’ per l’intervento imprudente su Zaccagni, mentre i due episodi successivi con Isaksen non paiono nemmeno da fischio. Il braccio del difensore nerazzurro è sì aperto, ma manca un movimento aggiuntivo per colpire l’avversario, e il contatto a metà campo non rientra in un vero step on foot.
Chi va davvero vicino all’espulsione è Pedro, che a cinque minuti dal 90’ entra in modo scoordinato su Dimarco. Per l’arbitro Guida è sufficiente il giallo, ma con un eventuale rosso il Var Mazzoleni difficilmente sarebbe intervenuto per ribaltare la decisione. Nel finale, inoltre, niente rigore su Basic: oltre al fatto che Bastoni è fermo, non si rilevano contatti tra gambe e piedi.
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