Nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, la difesa di Andrea Sempio sceglie una linea offensiva. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno trasmesso telematicamente alla Procura di Pavia un insieme di consulenze tecniche e una memoria difensiva, con lo scopo di mettere in discussione le conclusioni dei consulenti nominati dai pubblici ministeri. La documentazione tocca snodi ritenuti cruciali della nuova indagine che vede Sempio, 38 anni, iscritto come nuovo indagato nel fascicolo che mira a rivalutare il delitto nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi.
Deposito difensivo a Pavia: quali elaborati sono stati presentati
Stando a quanto riferito dai legali, nel deposito rientrano: una consulenza di Blood Pattern Analysis, una sull’impronta 33, una relazione medico-legale, un supplemento genetico sul Dna e un focus dedicato alle impronte di scarpa. Nelle intenzioni della difesa, si tratta di un pacchetto tecnico finalizzato a ridimensionare gli elementi considerati centrali dagli inquirenti e a contrastare le valutazioni dell’accusa. L’avvocato Cataliotti ha chiarito che gli elaborati sono stati redatti nell’interesse di Andrea Sempio proprio per confutare le analisi dei consulenti della Procura.
Traccia 33: il punto contestato sull’attribuzione
Tra i temi più rilevanti torna in primo piano l’impronta 33, di nuovo al centro dell’attenzione investigativa. La difesa nega che sia riconducibile a Sempio e ha prodotto una specifica consulenza dattiloscopica. Il traguardo è incrinare la compatibilità tra quella traccia e il profilo dell’indagato, indebolendo così uno dei passaggi reputati più significativi nella ricostruzione accusatoria. Il nodo dell’impronta si inserisce nel più ampio confronto tra accusa e difesa sulla scena del crimine e sulle evidenze repertate nella casa di via Pascoli.
Analisi delle macchie di sangue: la difesa contesta la lettura della Procura
Un ulteriore capitolo riguarda la Bpa, la Blood Pattern Analysis, cioè lo studio delle macchie ematiche utile a interpretare la dinamica dell’aggressione attraverso la distribuzione del sangue. Anche qui i consulenti della difesa mirano a smontare l’interpretazione proposta dalla Procura. La Bpa è un passaggio considerato sensibile perché può incidere sulla ricostruzione dei movimenti dell’aggressore e della vittima, oltre che sulla possibile sequenza dei colpi. Secondo i legali di Sempio, tuttavia, le conclusioni dell’accusa non sarebbero sufficientemente solide per sostenere con certezza un coinvolgimento del loro assistito.
Impronte di scarpa e misure del piede: la compatibilità viene messa in dubbio
Spazio anche alle impronte di scarpa e alla presunta corrispondenza con il piede di Andrea Sempio. La difesa afferma che, per dimensioni e larghezza, il piede dell’indagato non combacerebbe con le impronte rilevate nella villetta. Il consulente Armando Palmegiani ha precisato che l’analisi non si sarebbe limitata al numero di scarpa, ma avrebbe considerato le misure effettive. In base a tale valutazione, la larghezza della pianta del piede di Sempio risulterebbe superiore rispetto a quella della suola a pallini impressa nel sangue, un dettaglio che per la difesa può pesare sulla lettura complessiva delle tracce.
Approfondimenti medico-legali e genetici: tempi, cause e profili di Dna
Nel materiale confluiscono inoltre una consulenza medico-legale e un supplemento genetico sul Dna. Gli accertamenti medico-legali si concentrano su profili legati alle cause e ai tempi della morte di Chiara Poggi, mentre la parte genetica mira a rivalutare le tracce biologiche, incluse quelle riferite al Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima. Anche su questi aspetti, la strategia indicata dai legali è quella di proporre una rilettura tecnica degli elementi scientifici disponibili per contestare l’impianto accusatorio.
Intercettazioni in auto: memoria difensiva sui soliloqui attribuiti a Sempio
Oltre alle consulenze, è stata depositata una memoria con allegati dedicata ai cosiddetti soliloqui di Andrea Sempio, captati durante intercettazioni in auto. Per l’accusa, alcune frasi avrebbero un possibile valore indiziario, fino a essere interpretate come una confessione indiretta. I difensori, invece, respingono questa lettura e sostengono che quelle parole vadano comprese nel loro contesto. Cataliotti e Taccia affermano che i soliloqui non introdurrebbero alcuna novità rispetto a commenti già diffusi tra podcast, programmi televisivi e contenuti pubblici sul caso di Garlasco.
Linea della difesa: frasi non confessive e senza nuovi elementi
La tesi difensiva è chiara: i soliloqui di Sempio non avrebbero alcun carattere confessorio. Secondo gli avvocati, quelle espressioni sarebbero spiegabili con il clima mediatico sviluppatosi attorno al caso e con le molte ricostruzioni circolate negli anni. La memoria punta quindi a ridurre il peso probatorio o indiziario delle intercettazioni, sostenendo che non si tratti né di rivelazioni personali né di fatti nuovi, ma di riflessioni riconducibili a informazioni già note nel dibattito pubblico.
Relazione personologica Racis: scelta di non depositarla per ora
Diversa, invece, la decisione sulla consulenza personologica: la difesa ha scelto, almeno al momento, di non depositarla. Cataliotti e Taccia ritengono non utilizzabile ai fini di prova la relazione affidata dalla Procura ai carabinieri del Racis. Per questo, hanno spiegato, un’eventuale controperizia personologica verrà prodotta solo se l’elaborato del Racis dovesse essere considerato spendibile nel procedimento. È una scelta processuale che evidenzia la strategia: contestare non solo i contenuti degli atti dell’accusa, ma anche la loro utilizzabilità probatoria.
Dopo la chiusura indagini: possibile richiesta di rinvio a giudizio
Il deposito è arrivato nell’ultimo giorno utile successivo alla chiusura delle nuove indagini della Procura di Pavia. Il passaggio successivo atteso è l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio da parte del pool di magistrati coordinato dal procuratore Fabio Napoleone. La difesa, al contrario, punta a convincere la Procura a non andare verso il processo, sostenendo che il materiale raccolto non sia idoneo a reggere l’accusa.
Delitto di Garlasco: un dossier ancora discusso tra processi e nuove analisi
Il delitto di Garlasco resta tra i casi giudiziari più seguiti e dibattuti degli ultimi vent’anni. L’uccisione di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007, ha dato origine a una lunga vicenda investigativa e processuale, culminata con la condanna definitiva di Alberto Stasi. L’attuale indagine su Andrea Sempio ha riaperto interrogativi e verifiche tecniche su tracce già conosciute e su ulteriori elementi. Con il deposito delle consulenze, la difesa tenta ora di ridimensionare il quadro accusatorio e di riportare al centro la compatibilità tecnica delle prove.

