Jessica e Jacques Moretti, gestori del disco-bar Le Constellation a Crans-Montana, sono stati chiamati a comparire a Sion nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno: l’incendio esploso nel locale ha causato 41 vittime e 115 feriti, soprattutto tra giovani e giovanissimi. L’audizione si è tenuta come confronto in contraddittorio, con la procuratrice generale aggiunta del Vallese, Catherine Seppey, e circa settanta avvocati delle parti civili, incluso il legale incaricato dal Governo italiano per la costituzione di parte civile.
Le parole iniziali di Jessica Moretti davanti alla Procura
All’avvio dell’interrogatorio, Jessica Moretti ha scelto di rilasciare una dichiarazione spontanea, ribadendo la disponibilità a cooperare con la giustizia e precisando di non voler invocare il diritto al silenzio. «Contro di noi sono circolate soltanto molte falsità. Siamo stati distrutti», ha affermato davanti agli inquirenti. Ha inoltre sostenuto che lei e il marito hanno sempre risposto alle richieste degli investigatori e che, dopo la tragedia, si sono sentiti “massacrati” da accuse e ricostruzioni diffuse.
La risposta della madre di Arthur alle dichiarazioni dei Moretti
A quelle frasi ha replicato con fermezza Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, sedicenne morto nell’incendio e presente in aula durante l’audizione. La donna ha contestato l’uso del termine “distrutti”, sostenendo che la vera devastazione è quella di chi non può più stringere i propri figli o deve assisterli in ospedale dopo ustioni gravissime. «Quando si può rientrare a casa, lavorare al fianco del proprio marito e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, non è questo essere devastati», ha detto, chiedendo risposte per suo figlio e per tutte le famiglie coinvolte.
Il ruolo umano delle parti civili durante l’audizione
La partecipazione delle parti civili ha dato al confronto un peso emotivo oltre che processuale. La madre di Arthur ha spiegato di essere arrivata vestita di bianco, con la foto del figlio sul cuore, per rendere visibile non solo il proprio dolore, ma anche quello dei familiari delle altre vittime e dei feriti che convivono con conseguenze fisiche e psicologiche molto pesanti. A cinque mesi dai fatti, ha sottolineato, le famiglie hanno bisogno di capire cosa sia successo, quali scelte siano state adottate prima del rogo e quale fosse lo stato d’animo dei proprietari nelle ore precedenti.
Che cos’è il confronto in contraddittorio e come funziona
Il confronto in contraddittorio è un mezzo istruttorio usato quando due persone, testimoni o indagati, forniscono versioni tra loro diverse o potenzialmente inconciliabili sullo stesso evento. I magistrati possono porre le medesime domande a entrambi e comparare le risposte, oppure approfondire separatamente uno specifico punto con ciascun soggetto. In alcune situazioni, il confronto diventa più diretto, con domande, repliche e controrepliche tra gli interrogati, sempre sotto la conduzione degli inquirenti.
Moretti insieme in aula: ascoltati nella stessa stanza
Per la prima volta dall’inizio delle indagini, Jessica e Jacques Moretti sono stati sentiti contemporaneamente nella stessa stanza, con la possibilità per i legali delle parti civili di rivolgere quesiti alla coppia. Dopo la dichiarazione spontanea della moglie, secondo quanto riportato da fonti legali, Jacques Moretti avrebbe riferito di essere stato molto male dopo la strage, fino a non riuscire nemmeno a parlare. L’audizione rappresenta quindi un passaggio cruciale per ricostruire responsabilità, omissioni e decisioni assunte prima della notte di Capodanno.
Audizioni precedenti, custodia cautelare e cauzione
I titolari del locale erano già stati interrogati in due occasioni dall’apertura del procedimento penale. Jacques Moretti, indicato tra i principali sospettati, era finito in custodia cautelare il 9 gennaio ed era stato poi scarcerato il 23 gennaio dopo il versamento di una cauzione di 200.000 franchi svizzeri, circa 220.000 euro. Un’ulteriore audizione fissata per il 7 aprile era stata rinviata per ragioni di salute, prima della scelta di procedere con il confronto alla presenza della moglie.
Ipotesi di reato e quadro degli indagati nell’inchiesta
Nel fascicolo della Procura risultano in totale 14 persone indagate. Le contestazioni riguardano omicidio colposo, lesioni personali gravissime colpose e incendio colposo. Tra i nominativi compaiono anche funzionari eletti ed ex dipendenti comunali, segno che l’indagine non punta soltanto sui gestori del locale, ma si estende anche al sistema di controlli, autorizzazioni e verifiche di sicurezza.
Sicurezza antincendio: l’assenza di controlli dal 2019
Uno dei punti più sensibili dell’inchiesta riguarda i controlli di sicurezza e antincendio. Dopo il disastro, i vertici del Comune hanno riconosciuto che nel locale non risultavano verifiche specifiche dal 2019. Questo elemento è al centro degli accertamenti: la Procura dovrà stabilire se vi siano state omissioni da parte delle autorità competenti e se eventuali carenze nei controlli abbiano contribuito alla gravità dell’evento. La posizione del Comune e quella dei proprietari verranno valutate nel quadro della ricostruzione tecnica e documentale.
Prime ricostruzioni sull’innesco dell’incendio nel locale
In base ai primi esiti investigativi, il rogo potrebbe essere partito dalle scintille generate da candele a fontana, che avrebbero dato fuoco alla schiuma fonoassorbente installata sul soffitto del seminterrato. Si tratta di una ricostruzione ancora da verificare: gli inquirenti dovranno chiarire la sequenza esatta dei fatti, la natura dei materiali presenti, le misure di prevenzione adottate e l’eventuale presenza di criticità strutturali o gestionali.
Le parti civili: attesa di chiarimenti e responsabilità
Secondo i legali delle parti civili, il confronto tra Jessica e Jacques Moretti è un passaggio determinante per ottenere elementi utili a definire la dinamica. L’avvocato Romain Jordan ha evidenziato che familiari e sopravvissuti aspettano risposte chiare e una verità completa su quanto accaduto. Le famiglie confidano che l’audizione possa far emergere eventuali contraddizioni, responsabilità o omissioni, soprattutto rispetto alle condizioni di sicurezza del locale e alle decisioni prese prima della serata di Capodanno.
Comune di Crans-Montana e possibili risarcimenti: lo scenario
Sul piano più ampio resta anche il tema delle conseguenze economiche per il Comune di Crans-Montana, in vista di eventuali risarcimenti a vittime e familiari. Il sindaco Nicolas Féraud, anche lui tra gli indagati, ha escluso per ora aumenti delle tasse, respingendo inoltre l’ipotesi di fallimento o commissariamento dell’ente. Ha però previsto tempi lunghi, parlando di una procedura che potrebbe durare fino a quindici anni tra processo penale e successiva fase civile.
Un procedimento complesso e destinato a protrarsi nel tempo
La strage al Le Constellation rimane una delle più gravi tragedie recenti avvenute in Svizzera in un locale aperto al pubblico. L’indagine dovrà chiarire se l’incendio sia stato l’esito di una catena di negligenze, di controlli insufficienti o di misure di prevenzione non adeguate. Il confronto in contraddittorio tra i coniugi Moretti apre una nuova fase del procedimento, mentre le famiglie delle vittime continuano a chiedere verità, responsabilità e giustizia per le 41 persone decedute e per i 115 feriti sopravvissuti al rogo.

