Nel corso dell’informativa odierna alla Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato un quadro dell’operato dell’esecutivo, toccando dossier centrali come sicurezza pubblica, crisi energetica e riforma della giustizia. A un mese dal risultato del referendum sulla giustizia, la premier ha respinto l’idea di rimpasti o di elezioni anticipate, confermando l’intenzione di arrivare fino a fine legislatura.
Giustizia dopo il referendum: la riforma resta una priorità
Aprendo il suo intervento, Meloni è tornata sull’esito negativo del referendum sulla giustizia, definendolo una chance storica mancata. Pur prendendo atto del risultato, ha rimarcato che il percorso di riforma non verrà interrotto, perché i nodi che riguardano magistratura e sistema giudiziario sono considerati decisivi per il futuro del Paese. Ha quindi assicurato che il governo andrà avanti, puntando a soluzioni concrete e coraggiose dentro un contesto di collaborazione istituzionale.
Nessuna resa: l’esecutivo rivendica stabilità e continuità
La presidente del Consiglio ha evidenziato che, a differenza di quanto sostenuto dalle opposizioni, non c’è alcuna intenzione di lasciare il passo. “Non scappiamo, non indietreggiamo,” ha ribadito, spiegando che l’azione di governo proseguirà senza farsi trascinare dalle polemiche. Ha inoltre insistito sulla tenuta della maggioranza, descritta come compatta, e ha difeso le scelte più recenti, inclusi alcuni passi indietro compiuti da membri dell’esecutivo, presentati come decisioni prese nel solo interesse nazionale.
Ordine pubblico e controlli: più personale e nuove figure operative
Tra i punti chiave dell’informativa, Meloni ha posto la sicurezza, ammettendo una certa insoddisfazione per i risultati conseguiti finora. Ha annunciato un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio e l’introduzione della figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze di polizia, con l’assunzione di 10.000 volontari. L’obiettivo dichiarato è migliorare la sicurezza percepita e rispondere con più efficacia alle criticità quotidiane.
Energia e caro-prezzi: linea dura contro eventuali speculazioni
Sul tema della crisi energetica, la premier ha affermato che l’Italia è pronta ad agire contro possibili dinamiche speculative nel comparto. Meloni ha chiarito che, se necessario, il governo potrà intervenire sui profitti delle società energetiche per tutelare famiglie e imprese. Ha inoltre richiamato la crisi mondiale del petrolio, descrivendola come una prova complessa che l’esecutivo intende gestire con determinazione, senza farsi condizionare dal confronto politico.
Scenario Iran e Stretto di Hormuz: richiesta di piena libertà di navigazione
Sul piano internazionale, Meloni ha affrontato il conflitto in Iran, sottolineando l’urgenza di ripristinare immediatamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ha avvertito che eventuali restrizioni al transito potrebbero produrre effetti economici difficili da prevedere e ha annunciato l’impegno dell’Italia, insieme ai partner e agli alleati, per sostenere sicurezza e stabilità nell’area.
Italia “occidentale” tra UE e USA: alleanze, autonomia e cooperazione
Meloni si è soffermata anche sui rapporti con Stati Uniti ed Europa, riprendendo l’espressione “testardamente occidentale” già utilizzata dalla leader del Partito Democratico, Elly Schlein. La premier ha ribadito che la coesione tra UE e USA resta essenziale affinché l’Occidente mantenga un ruolo globale capace di affrontare le sfide future. Allo stesso tempo, ha escluso qualunque ipotesi di subalternità a Washington, precisando che l’Italia intende mantenere una posizione autonoma ma leale nel quadro delle alleanze.
Replica alle critiche: confronto politico sì, ma sulle soluzioni
Rispondendo alle contestazioni delle opposizioni, Meloni ha invitato i partiti a tornare alla “vera politica”, concentrandosi sul merito delle proposte per fronteggiare la crisi internazionale, i rischi energetici e il contesto economico. Ha chiesto un confronto basato su idee praticabili, sfidando l’opposizione a presentare alternative concrete e ribadendo che il governo non teme il dibattito, perché intende continuare a lavorare per l’interesse del Paese.
Chiusura dell’informativa: avanti senza arretrare fino al voto finale
In conclusione, la presidente del Consiglio ha rilanciato un messaggio di fermezza. “Non scappiamo, non indietreggiamo,” ha ripetuto, assicurando che l’esecutivo affronterà le prossime difficoltà con serietà e impegno. Ha quindi ribadito che, nonostante le pressioni internazionali e le tensioni economiche, il governo resterà in carica fino al termine della legislatura, pronto a sottoporsi al giudizio del popolo sovrano.

