La libreria indipendente Hoepli si avvia alla chiusura, fissata per il prossimo 26 maggio, e il tema è arrivato in Commissione Attività Produttive. In audizione, istituzioni, liquidatori e sigle sindacali hanno discusso una vicenda che rappresenta un colpo duro per Milano e per l’intero panorama culturale italiano. La richiesta di confronto, avanzata dalla consigliera regionale Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia), ha riguardato non solo la conclusione di un’attività nata nel 1870, ma anche il futuro degli 89 dipendenti coinvolti nella crisi.
Proprietà assente, rilievi politici e malumori in Commissione
A introdurre il dibattito è stata Valcepina, che ha evidenziato con disappunto la mancata presenza della proprietà. “Dispiace che la proprietà di una libreria simbolo di Milano e non solo, come Hoepli, si sia sottratta a un incontro in Commissione che era stato richiesto a febbraio, quando ancora si poteva fare qualcosa per scongiurare la scelta della liquidazione volontaria”, ha detto. Per la consigliera, l’assenza ha impedito un dialogo istituzionale diretto nel momento in cui si potevano ancora valutare alternative prima dell’attuale percorso di liquidazione.
Audizione a giochi fatti: liquidazione già in corso
Il presidente della Commissione, Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), ha rimarcato che il confronto è arrivato quando la situazione era ormai compromessa. “Purtroppo, questa audizione arriva in una fase tardiva a liquidazione già avviata”, ha osservato, ricordando che la chiusura lascerà un vuoto culturale e che, ora, la priorità deve essere la tutela del personale. Ventura ha richiamato il lavoro in corso tra sindacati, azienda e istituzioni per definire protezioni, possibili ricollocazioni e strumenti di accompagnamento per i lavoratori coinvolti.
Presenti enti pubblici, liquidatori e rappresentanze sindacali
Alla seduta hanno partecipato i legali liquidatori della società, il Comune di Milano, la Città Metropolitana, Afol Metropolitana e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL. L’incontro ha ricostruito passaggi e tempi della crisi, facendo il punto sulle misure previste a tutela dei dipendenti. La vicenda, divenuta pubblica a febbraio, aveva acceso subito l’attenzione di istituzioni, cittadini e media per il valore simbolico di Hoepli nel tessuto culturale milanese e nazionale.
Convocazione di febbraio: la versione dei liquidatori
I professionisti incaricati della liquidazione hanno chiarito le ragioni per cui la proprietà non avrebbe potuto aderire alla convocazione chiesta a febbraio. “Non abbiamo potuto accettare la convocazione di febbraio perché la proprietà non si era ancora riunita e non era stata ancora presa una decisione sui destini dell’azienda”, hanno spiegato in Commissione. Un passaggio che, secondo quanto riferito, si inserisce in un quadro societario già articolato, poi sfociato nella decisione formale di procedere con la liquidazione volontaria.
Liquidazione volontaria: il via ufficiale il 10 marzo
La svolta è datata 10 marzo, giorno in cui è partita la liquidazione volontaria della società. In base a quanto illustrato dai legali, la scelta sarebbe dipesa da due fattori: da una parte una condizione economico-finanziaria destinata a peggiorare sensibilmente, dall’altra un conflitto endosocietario ritenuto insanabile tra i soci. In Commissione è stato quindi precisato che la decisione poggerebbe sia su problemi di sostenibilità sia su fratture interne tali da rendere impraticabile la prosecuzione dell’attività in forma unitaria.
Hoepli dal 1870: un presidio culturale nato con Ulrico Hoepli
La chiusura della libreria segna l’epilogo di una storia lunga oltre un secolo e mezzo. Nata nel 1870 grazie al libraio svizzero Ulrico Hoepli, la realtà milanese è diventata nel tempo un riferimento per studenti, professionisti, docenti, lettori e ricercatori. Non è soltanto la fine di un negozio, ma l’interruzione di una presenza che ha accompagnato la crescita culturale e formativa della città, mantenendo un’identità di libreria indipendente e fortemente specializzata.
Occupazione a rischio: la situazione dei 89 lavoratori
La crisi riguarda complessivamente 89 lavoratori. Per oltre 50 dipendenti, dal 26 maggio, è prevista una cassa integrazione straordinaria a zero ore della durata di 24 mesi. Altri 9 lavoratori confluiranno invece in Mondadori, dopo l’acquisto del ramo dell’editoria scolastica avvenuto il 30 aprile. Un passaggio che tutela una quota di posti, ma lascia comunque aperto l’impatto sociale complessivo prodotto dalla liquidazione.
Sindacati: garanzie ancora insufficienti, servono più tutele
Le organizzazioni sindacali ascoltate in Commissione hanno giudicato quanto ottenuto finora come un risultato incompleto. “Si tratta di una soluzione parziale che non ci soddisfa pienamente”, hanno affermato, chiedendo uno sforzo congiunto tra istituzioni, aziende e parti sociali. La richiesta è di attivare le migliori politiche di ricollocazione, valorizzando competenze sviluppate in anni di lavoro all’interno di una realtà culturale specializzata e riconoscibile nel panorama milanese.
Avviati licenziamenti collettivi: 20 posizioni coinvolte
Nel corso dell’audizione, la liquidatrice ha confermato anche l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per 20 dipendenti. Secondo quanto riferito, la procedura sarebbe orientata a favorire uscite incentivate verso la pensione o verso nuovi impieghi. Resta però centrale l’esigenza di accompagnare ogni posizione con strumenti adeguati, per evitare che la chiusura determini una dispersione di professionalità difficilmente replicabili.
“Azienda spezzettata”: contestata la frammentazione dei rami
Valcepina ha espresso un giudizio severo sulla gestione complessiva, richiamando la responsabilità di chi guida un’impresa che è parte del patrimonio cittadino. “Quando si parla di aziende che rappresentano il patrimonio di una città, c’è una responsabilità imprenditoriale che non si può non assumersi, ovvero condividere le proprie scelte con la comunità che una realtà come Hoepli ha contribuito a fare crescere”, ha dichiarato. La consigliera ha definito la scelta “una resa da parte della proprietà” e ha ritenuto “inaccettabile” che un simbolo culturale milanese e nazionale venga frammentato in diversi rami d’azienda.
Supporto pubblico e politiche attive: il percorso per i dipendenti
Sul versante istituzionale è stato ribadito il sostegno ai lavoratori da parte di Città Metropolitana di Milano e della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. La linea indicata mira a seguire i dipendenti nella fase più critica, attraverso misure di supporto e politiche attive del lavoro. Valcepina ha confermato che l’istituzione intende fare il possibile per restare al fianco del personale, composto da figure con competenze professionali elevate.
Milano perde un pezzo di memoria: il peso culturale della chiusura
Il caso Hoepli assume quindi un doppio profilo: economico e occupazionale, per la necessità di proteggere i lavoratori e governare gli effetti della liquidazione; e culturale, perché scompare una libreria che per oltre 150 anni è stata un presidio di conoscenza, formazione e specializzazione. La chiusura del 26 maggio non rappresenterà soltanto la fine di un’attività commerciale, ma un evento destinato a lasciare un segno nella storia culturale di Milano e dell’editoria italiana.

