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Mondo

I passeggeri si tuffano in mare per sfuggire all’incendio su un traghetto

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Panico a bordo di un traghetto nel Golfo della Thailandia, dopo che un incendio è scoppiato a bordo dell’imbarcazione. Tutti i 108 passeggeri sono sopravvissuti all’incidente: alcune persone, per ripararsi dalle fiamme, si sono gettate in acqua.

Cosa è successo

Il traghetto è partito nella…

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Guerra Ucraina

Zelensky evoca elezioni o referendum: “Gli ucraini decidano sui territori”. Verso il vertice Usa-Volenterosi a Parigi

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“Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo”. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, continua a lanciare l’allarme. Lo aveva fatto nella sua recente intervista al quotidiano spagnolo El País, ricordando che Mosca sarebbe rimasta una minaccia anche nel prossimo futuro. E lo ha fatto anche ieri, intervenendo all’evento “Msc a Berlino”, organizzato dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Quando sono diventato segretario generale della Nato l’anno scorso, ho avvertito che ciò che sta accadendo in Ucraina potrebbe accadere anche ai Paesi alleati, e che dobbiamo passare a una mentalità da tempo di guerra”, ha affermato il vertice dell’Alleanza atlantica. “Temo che troppi siano silenziosamente compiacenti. Troppi non avvertono l’urgenza e troppi credono che il tempo sia dalla nostra parte – ha detto Rutte – Non lo è, il momento di agire è adesso. La spesa e la produzione per la difesa degli alleati devono aumentare rapidamente”.

Cosa ha detto Zelensky

Un segnale d’allarme che si unisce ai dubbi dello stesso segretario generale sulla fine della guerra in Ucraina. Rutte spera che qualcosa possa cambiare anche con il pressing di Donald Trump. Ma in questa complessa fase dei negoziati, ciò che sembra prioritario per la Nato e per l’Unione europea è provare a ricucire i rapporti transatlantici. Ed evitare che l’Ucraina resti schiacciata dalla pressione della Casa Bianca. Ieri il presidente Volodymyr Zelensky ha ammesso che gli Stati Uniti stanno spingendo il suo governo a ritirare le truppe dal Donbass e creare lì una “zona economica libera”. Secondo Zelensky, la risposta di Kyiv in 20 punti al piano Usa può essere la base dell’accordo di pace, e ha anche detto che è stata trovata l’intesa per un numero massimo di 800mila soldati nelle file ucraine. Ma oltre al pressing americano sulle regioni orientali, Zelensky ha anche confermato che il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhya e la cessione dei territori sono ancora nodi irrisolti. E proprio su quest’ultimo punto, il più importante, il capo dello Stato ieri ha dato un segnale chiaro. “Credo che il popolo ucraino risponderà a questa domanda. Attraverso le elezioni o un referendum, ma deve esserci una posizione del popolo”, ha detto Zelensky in riferimento alla cessione alla Russia degli oblast occupati.

Il Donbass decisivo

E questo annuncio del presidente evidenzia come le discussioni sul Donbass siano quelle decisive insieme alle future garanzie di sicurezza. Tanto più dopo che ieri, ufficializzata la presa di Siversk, nel Donetsk, lo stesso Vladimir Putin ha affermato che questa conquista “anticipa una nuova, vittoriosa offensiva in altre direzioni” e favorirà “l’espulsione delle forze armate ucraine dal nostro territorio”. Secondo il capo del Cremlino, l’avanzata “procede in modo costante e in linea con i piani dello Stato maggiore”. Ma al netto dei toni di queste dichiarazioni, come sempre molto propagandistici, è evidente che Kyiv non possa resistere a lungo senza che l’Europa e gli Stati Uniti trovino un accordo. E soprattutto con una Russia che spinge per un rapporto diretto e positivo con l’America.

Un incontro decisivo a Berlino

Dopo gli “schiaffi” diplomatici del presidente degli Stati Uniti, i leader dei principali Paesi europei stanno cercando di ridurre il divario tra le due sponde dell’Atlantico, anche per allontanare lo scenario di una Kyiv abbandonata da Washington. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al premier britannico Keir Starmer ha avuto una lunga conversazione telefonica con lo stesso Trump mercoledì, spera che la prossima settimana, a Berlino, possa tenersi un incontro decisivo. E l’auspicio è che nel summit possa presentarsi lo stesso presidente degli Stati Uniti o comunque un alto funzionario della sua Amministrazione. Ma le divisioni tra Washington e le cancellerie europee sono ancora molte. E come ha rivelato il Wall Street Journal, un nuovo terreno di scontro sono i documenti presentati dalla Casa Bianca ai governi del vecchio continente riguardo la ricostruzione dell’Ucraina e il reintegro di Mosca nell’economia globale. The Donald vorrebbe accedere ai beni russi congelati attraverso i colossi della finanza americana e finanziare così i progetti in Ucraina. L’obiettivo Usa è anche quello di ristabilire legami commerciali con il Cremlino sull’Artico e sulle terre rare, anche riattivando l’export di energia verso l’Europa. E per Bruxelles e le cancellerie Ue, alcune delle richieste “made in Usa” sono ritenute del tutto inaccettabili.

L’articolo Zelensky evoca elezioni o referendum: “Gli ucraini decidano sui territori”. Verso il vertice Usa-Volenterosi a Parigi proviene da Il Riformista.

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Cultura e fashion

A Como è stato presentato il progetto artistico internazionale “Promessi Sposi”, che unisce Ucraina e Italia

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Promessi Sposi

Como, Italia. Negli spazi post-industriali dell’Ex Tintostamperia di Como si è inaugurato il progetto culturale internazionale “Promessi Sposi – Art, Design & Fashion UA–IT”, realizzato su iniziativa dell’associazione Vitaukr e della sua presidente Nataliia Sasina.

«Desideravamo creare uno spazio in cui l’Ucraina e l’Italia potessero incontrarsi attraverso l’arte, l’apertura e il sostegno reciproco», ha sottolineato Nataliia Sasina durante l’inaugurazione.

La mostra riunisce oltre un centinaio di artisti ucraini e italiani e propone una reinterpretazione contemporanea del romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Lo spazio è animato dalle opere di Germanna Bedont, Luca Dall’Olio, Jeanphilippe, Stanislav Topolsky, Oleksandr Lidagovsky, Dasha Nepochatova e dagli autori ucraini Olena Tryhub, Yurii Odrobinskyi, Lilia Kaluha, Halyna Yerko, Olena Abakumova, e molti altri.

Hanno aderito al progetto anche gli artisti del Museo Permanente di Milano — Maria Credidio e Nino Attila.

Collaborazione educativa e coinvolgimento delle comunità

In mostra sono presenti scenografie degli studenti del Liceo Brera, art-book degli studenti dell’Università nazionale “Petro Mohyla”, lavori dei giovani designer del Lviv Fashion College e disegni dei bambini di Zlatopil, nella regione di Kharkiv — città gemellata con Buccinasco.

La co-organizzatrice della sezione educativa, Gayane Arushanyan, ha sottolineato che questo formato «unisce artisti professionisti, giovani e comunità in un’unica storia creativa».

Un’immersione contemporanea nel mondo manzoniano

Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il monumento libro 3D, di dimensioni giganti, che permette ai visitatori di “entrare” simbolicamente nel romanzo, insieme a installazioni con le citazioni chiave di Manzoni.

Il co-curatore Alfredo Mazzotta ha osservato:

«I temi di Manzoni — umanità, scelta e resilienza — sono oggi molto vicini alla realtà ucraina».

Le voci della guerra da Kharkiv

Un’attenzione particolare è dedicata ai lavori del gruppo artistico di Kharkiv ArtBat — Olga Nikitenko e Olena Chuieva. Le loro opere, nate in condizioni di guerra, rappresentano uno dei nuclei emotivi più intensi dell’esposizione.

«*Rappresento Kharkiv — una città di dolore e di incrollabile resistenza. La nostra arte nasce nonostante la guerra*», ha detto l’artista **Olga Nikitenko**.

Le letture poetiche in ucraino, italiano e inglese hanno aggiunto un ulteriore livello emotivo, approfondendo il carattere dialogico della mostra.

Una settimana di dialogo artistico e la conclusione della mostra

Fin dai primi giorni l’esposizione è diventata un luogo di scambio vivo di idee, incontri e conversazioni tra visitatori, comunità e artisti dei due Paesi. Durante la settimana sono previste ulteriori iniziative aperte al pubblico — in particolare, il 13 dicembre  si terrà l’ART BRUNCH, un laboratorio creativo per bambini, famiglie e tutti gli interessati, dedicato alla Festa di Santa Lucia della Pace.

La mostra si concluderà con il Finissage il 20 dicembre alle ore 17:00, quando organizzatori, artisti e ospiti si riuniranno per un momento conviviale con il tradizionale panettone, per celebrare una settimana di scoperte artistiche e ispirazione condivisa.

«Questa mostra parla di dialogo e solidarietà. L’arte ucraina qui risuona in modo contemporaneo, mentre l’Italia ci offre il suo sincero sostegno e la sua vicinanza», ha affermato la curatrice e responsabile della comunicazione del progetto, Valentyna Bilan.

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Guerra Ucraina

Merz: “Lunedì vertice a Berlino, in forse Trump”. Nuovo attacco di Lavrov: “Pronti a guerra con Ue”

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Giornata ad altissima tensione sul fronte ucraino: Kiev rivendica il primo attacco a una piattaforma petrolifera russa nel Mar Caspio, mentre da Mosca Sergej Lavrov moltiplica gli avvertimenti, dai peacekeeper europei considerati “obiettivi legittimi” alle condizioni imposte per un accordo. Intanto Usa, Europa e Russia si confrontano su pace, garanzie di sicurezza e ricostruzione, con fratture sempre più evidenti tra gli alleati occidentali. Sullo sfondo, l’intensificarsi dei droni e nuove pressioni diplomatiche.

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Tendenza

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