Guerra Ucraina
Putin e l’aereo azero abbattuto a Natale. “Ammetto la responsabilità russa”
La consegna dei missili Tomahawk all’Ucraina sta diventando l’ossessione di Zelensky. “Possono cambiare la situazione e costringere la Russia alla pace”. La doccia fredda arriva però dall’ambasciatore americano presso la Nato Whitaker che spiega al leader ucraino che non è ancora tempo di Tomahawk, “in Ucraina ci sono capacità militari statunitensi in grado di causare danni significativi e che non sono ancora state dispiegate”. Zelensky ne prende atto, ma nel dubbio elogia Trump, che vede non lontano la fine del conflitto: “Può offrire all’Ucraina soluzioni di vasta portata che rafforzeranno la nostra posizione nei negoziati futuri. Persino Hamas ha aperto al dialogo”, spingendosi a dichiarare che Kiev è pronta a candidarlo al Nobel per la Pace se riuscirà a garantire un cessate il fuoco. Poi recapita un messaggio a Putin: “Se vuole conquistare tutto l’Est dell’Ucraina, si prepari a seppellire un milione di soldati. Negli ultimi giorni ha perso 12mila uomini”.
Dal Cremlino Peskov ha ribadito che Mosca “non percepisce segnali di un reale desiderio di pace da parte ucraina” e che “qualcosa sembra muoversi sulla linea del fronte”. Parole che si inseriscono in un clima di incertezza, dopo che il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha definito “non ridotto” il dialogo con gli Stati Uniti, mentre il vice ministro Ryabkov ha ammesso che “il forte slancio per la pace” seguito al summit di Anchorage “si è esaurito”. L’Europa discute su come rafforzare la propria postura difensiva. A Riga il commissario europeo per la Difesa Kubilius ha partecipato a incontri sulla sicurezza, mentre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna “le violazioni dello spazio aereo”. Belgio e Ungheria restano invece “con riserve” sull’uso degli asset russi per finanziare l’Ucraina. In un editoriale sul New York Times il ministro degli Esteri polacco Sikorski ha sintetizzato la linea di Varsavia e dei Baltici: “Prima un atto di forza, poi il dialogo”. Ma l’ex cancelliera tedesca Merkel denuncia alla tv ungherese che proprio Polonia e Baltici avrebbero bloccato colloqui diretti tra lei e Putin dopo il via libera dalla Francia.
Droni ucraini hanno colpito un impianto di gas a Volgograd, mentre i bombardamenti su Kramatorsk hanno spinto Kiev a evacuare civili. Mosca ha lanciato un attacco contro Odessa, Chornomorsk e Dnipro, e secondo l’intelligence punta alla conquista di Zaporizhzhia. Putin ha ammesso la responsabilità russa “col presidente Alyev” per lo schianto dell’aereo dell’Azerbaijan Airlines a Natale (38 vittime), aggiungendo che era in corso “uno scontro con droni ucraini”. Varsavia è riluttante a estradare il detenuto per il sabotaggio Nordstream.
Guerra Ucraina
Attentato al vice capo degli 007. E la Russia accusa subito Kiev
Il tentativo di assassinio del generale Vladimir Alekseev segna un salto di qualità nella cronaca del conflitto. Non tanto per la gravità del gesto in sé, quanto per il momento in cui avviene: una fase di estrema fragilità dei negoziati, mentre Mosca punta il dito contro Kiev indicandola come mandante.
Ieri mattina alle 7 una persona non identificata ha sparato diversi colpi contro l’ufficiale all’interno dell’edificio in cui vive sulla Volokolamskoye, (Nord-Ovest della capitale), per poi dileguarsi. Il generale stava uscendo di casa: un’auto di servizio con autista lo attendeva in strada. All’ingresso si sarebbe imbattuto nell’aggressore, introdotto nel palazzo fingendosi un fattorino. Alekseev è stato colpito più volte. Al braccio, alla gamba, poi al petto. Avrebbe tentato di reagire, di disarmare l’attentatore. “La sua resistenza non ha permesso all’aggressore di finirlo”, riferiscono fonti investigative. È stato trasportato d’urgenza in ospedale, e il bollettino medico parla di condizioni gravi, di ricovero in terapia intensiva e di forte emorragia. Alcuni colpi avrebbero raggiunto organi vitali. L’ingresso del palazzo è stato isolato, i residenti sottoposti a controlli.
C’è un dettaglio che pesa come un’ombra: le telecamere di sorveglianza non funzionavano. Un blackout opportuno, o una coincidenza che a Mosca nessuno è disposto a chiamare così. Gli inquirenti sostengono comunque di avere immagini e descrizioni dell’aggressore. Tra le piste al vaglio quella di un coinvolgimento dei servizi speciali ucraini. Circola persino l’ipotesi che l’attentato possa essere stato compiuto da una donna. Il ministro degli Esteri Lavrov ha parlato apertamente di “atto terroristico”, accusando Kiev di voler sabotare il processo negoziale in corso e di moltiplicare le provocazioni per tenere agganciati gli sponsor occidentali.
Ma chi è davvero Vladimir Alekseev? Sessantaquattro anni, nato in un villaggio dell’attuale Ucraina, nella regione di Vinnytsia, Alekseev è uno dei nodi centrali del potere militare russo. Vice capo degli 007 dal 2011, veterano delle operazioni in Siria, è stato sanzionato dagli Stati Uniti per interferenze informatiche e cyberattacchi, dall’Ue per il caso Skripal. Nel 2017 ha ricevuto il titolo di Eroe della Russia. Un curriculum che racconta fedeltà, efficacia e una lunga consuetudine con il lato oscuro della guerra moderna. Negli ultimi anni, il suo nome è emerso anche come uno dei principali curatori delle formazioni “volontarie” impiegate nel conflitto ucraino. È stato indicato come antagonista silenzioso di Prigozin e uno degli architetti della milizia Redut, pensata come alternativa alla Wagner. Durante la rivolta dei mercenari, nel giugno 2023, Alekseev comparve in un video rivolto ai wagneriani, invitandoli a “tornare alla ragione”. Per gli 007 di Kiev è un “criminale internazionale”: responsabile della pianificazione dei bombardamenti e dell’organizzazione dei referendum nei territori occupati.
Attorno a questo attentato continua a scorrere il fiume del conflitto quotidiano. Mosca fa sapere che per arrivare a un accordo di pace servirà “almeno un mese e mezzo. Gli incontri riprenderanno a breve, no negli Usa”. Kiev ribadisce, per bocca del ministro degli Esteri Sybiha, che “ogni dialogo con la Russia finisce con un inganno” e chiede un’Europa compatta. L’aviazione ucraina denuncia un nuovo massiccio attacco con oltre 330 tra droni e missili (nonostante Musk abbia spento Starlink a Mosca) e a Kiev più di mille edifici restano senza riscaldamento. Si combatte a Sumy, si muore a Zaporizhzhia (bombe vicino alla centrale) e Dnipropetrovsk. A Odessa esplode un’auto: un militare di 21 anni perde la vita. Zelensky sta per sostituire i vertici dell’aeronautica militare. Il Canada annuncia l’invio di missili per la difesa aerea.
Guerra Ucraina
Chi è Vladimir Alekseyev, il generale-ombra dell’intelligence russa
Il generale Vladimir Alekseyev, vicecapo dell’intelligence militare russa (Gru), è stato ferito da colpi d’arma da fuoco questa mattina a Mosca, in quello che le autorità stanno definendo un tentato omicidio. Secondo il Comitato Investigativo russo, un individuo non identificato ha aperto il fuoco contro Alekseyev in un palazzo residenziale nel nord-ovest della capitale, prima di fuggire dalla scena; il generale è stato trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni gravi e le forze dell’ordine hanno aperto un’indagine per tentato omicidio.
Vladimir Alekseyev: carriera militare e ascesa ai vertici del Gru
Alekseyev è considerato uno dei principali ufficiali dell’intelligence militare russa, ricoprendo il ruolo di vice-direttore del Gru dal 2011, posizione che lo colloca stabilmente nella cerchia ristretta degli uomini più influenti nel sistema di sicurezza del Cremlino.
Il suo profilo è quello di un ufficiale di lungo corso, cresciuto all’interno dell’apparato militare e arrivato a gestire funzioni altamente riservate, in un settore — quello dell’intelligence — dove la carriera dipende non solo dalle competenze operative, ma anche dalla fiducia politica e dalla capacità di gestire dossier sensibili. Alekseyev è stato uno degli ufficiali di alto livello che hanno fornito a Vladimir Putin informazioni di intelligence per l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.
Un uomo delle operazioni esterne: Siria, Ucraina e intelligence sul campo
Alekseyev è frequentemente associato, nelle analisi occidentali, al volto più operativo del Gru: quello legato alle missioni esterne e alle attività clandestine connesse alle strategie militari russe fuori dai confini nazionali. È stato, inoltre, ampiamente descritto anche come una figura di spicco nella supervisione delle compagnie militari private del Paese e fu tra gli alti funzionari inviati a negoziare con Yevgeny Prigozhin durante il breve ammutinamento del gruppo Wagner nell’estate del 2023.
Il suo nome è stato collegato alla proiezione russa in Siria e, più recentemente, alla gestione di dossier collegati alla guerra in Ucraina, dove l’intelligence militare ha un ruolo determinante sia nella raccolta di informazioni sia nella pianificazione di azioni speciali. Per questa ragione, la notizia del suo ferimento a Mosca è stata letta immediatamente come un evento che tocca non solo la sicurezza interna, ma anche l’architettura operativa russa impegnata sul fronte bellico.
Sanzioni, accuse e immagine pubblica: il generale più “esposto”
Pur appartenendo a un settore normalmente protetto dall’ombra e dalla segretezza, Alekseyev è diventato negli anni una figura relativamente nota anche in Occidente, perché citato in relazione a sanzioni internazionali e a presunte operazioni attribuite al Gru. Dopo la rivolta di Prigozhin, si pensava che Alekseyev fosse caduto in disgrazia a Mosca, ipotizzando perfino un breve arresto per i suoi legami con la Wagner, sebbene alla fine ha mantenuto il suo incarico.
In particolare, parte della stampa occidentale lo collega a episodi che vanno dal cybercrimine alle operazioni clandestine, includendo riferimenti anche al caso Skripal del 2018. Alekseyev è soggetto a sanzioni da parte di Washington per il suo presunto coinvolgimento in tentativi di interferire nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020. Anche il Regno Unito gli ha imposto sanzioni per l’attacco con l’agente nervino novichok del 2018 a Salisbury .
Guerra Ucraina
Mosca, spari contro il vice capo dell’intelligence
Nonostante i colloqui Ucraina-Usa-Russia, sale la tensione a Mosca. Il generale russo del ministero della Difesa Vladimir Alekseyev è rimasto ferito in un attentato avvenuto nella zona nord-occidentale di Mosca. A riferirlo è l’agenzia Tass, citando Svetlana Petrenko, portavoce del Comitato Investigativo Russo, che ha annunciato l’apertura di un’indagine.
Secondo gli inquirenti, all’interno di un edificio residenziale un individuo non ancora identificato ha esploso più colpi contro Alekseyev, per poi darsi alla fuga. “La vittima è stata ricoverata in un ospedale cittadino”, ha dichiarato Petrenko.
Sul posto stanno operando investigatori ed esperti forensi del Comitato Investigativo di Mosca, impegnati nell’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e nell’audizione dei testimoni oculari.
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