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Guerra Ucraina

Caro Putin, l’ospedale pediatrico è un luogo sacro: l’11 luglio saremo a Kiev, bombardaci tutti

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Sono entrato nell’imponente edificio dell’ospedale pediatrico di Kyiv nel marzo del 2023. Con il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta eravamo reduci dell’inaugurazione del Peace Village a Brovary, a 20 km dalla capitale, una struttura ideata dall’architetto Mario Cucinella e realizzata con il Politecnico di Milano e le donazioni fatte da imprese italiane, voluta fortemente dal Mean e dai nostri partner ucraini. Mentre varcavamo la soglia di quell’immenso nosocomio in perfetto stile sovietico, ci sentivamo ancora tutti mediamente soddisfatti del risultato raggiunto: avevamo contribuito alla costruzione di una piccola oasi di “pace”, almeno apparente, per bambini, giovani ed anziani.

Tra tumore e bombe

Ma appena messi i nostri piedi nel bunker dove i bimbi con malattie oncologiche si dovevano riparare dagli attacchi missilistici di Putin, quel Peace Village era già lontano anni luce, eravamo tornati di nuovo alla realtà della sciagura ucraina: bimbi terrorizzati dal dolore di un tumore a cui non veniva risparmiato il terrore delle bombe.

Il bunker era addobbato alla meglio, con disegni e peluche sui letti, ma quello scantinato con i letti in fila, con poche lampadine al soffitto e nessuna finestra non aveva alcuna possibilità di mascherare la sua spettralità. All’uscita dalla visita all’ospedale i medici ci hanno chiesto solo una cosa: aiutateci a far uscire i ragazzini con un pulmino per delle gite. In meno di due mesi con la generosità di tutti e la complicità di Banca Etica quel pulmino è arrivato a destinazione.

Missile russo ha colpito edificio sacro

Quando nelle scorse ore abbiamo assistito increduli alla mossa spregiudicata dell’esercito russo, colpire con un missile quell’edificio “sacro”, noi reduci del Peace Village ci siamo scritti su whatsapp come biglie di un flipper “ma l’ospedale che hanno bombardato è quello “nostro”? Perché è così che accade quando in un posto ci entri, con il naso, con gli occhi, con le mani, con i piedi, non è più “l’ospedale del Tg” diventa il “tuo ospedale”.

I complottisti diranno che c’è un motivo preciso perché Putin ha fatto questo, avrà dato un segnale alla NATO, sarà stata colpa dell’America, saranno stati i cinesi prossimamente schierati in Bielorussia. Ma per noi che affrontiamo la realtà con il nostro corpo c’è una sola parola da dire: orrore, ed una sola azione da compiere: fermare questo orrore.

“Bombardateci tutti”: l’appello agli europei

Come Nonviolenti attivi vorremmo che milioni di europei si schierassero con noi davanti gli edifici civili di Kiev, le sue piazze, le sue scuole, i suoi ospedali, per dire “bombardateci tutti” e saremo di nuovo lì l’11 luglio mattina, giorno di San Benedetto. Ma se questo non accadrà, se i nonviolenti di Europa non si muoveranno dalle loro case e dalle loro tastiere, allora non ci resterà che sperare che il prossimo scudo antimissile sia più potente di quello che oggi proteggeva quei poveri bambini, non ci resta che sperare che l’Europa resti dove oggi sta ma con ancora più convinzione, accanto all’Ucraina, accanto a quei bimbi morti e feriti.

Angelo Moretti – Portavoce del Movimento europeo di azione nonviolenta (Mean)

L’articolo Caro Putin, l’ospedale pediatrico è un luogo sacro: l’11 luglio saremo a Kiev, bombardaci tutti proviene da Il Riformista.

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Guerra Ucraina

Mosca sta finendo i tank sovietici: ecco come può cambiare la sua offensiva

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Le vaste scorte di armamenti dell’era sovietica si stanno lentamente esaurendo. Questo potrebbe condizionare l’offensiva russa in Ucraina, smentendo, ancora una volta, le convinzioni degli osservatori che avrebbero già determinato l’esito del conflitto.

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Guerra Ucraina

La telefonata con Zelensky e la promessa: un incontro e pace

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Uccisa l’ex deputata Farion a Leopoli. Fautrice della campagna contro la lingua russa. La pista del killer di Mosca

I media ucraini stanno facendo circolare la foto del presunto assassino di Iryna Farion, ex deputata nazionalista, uccisa venerdì sera a pochi metri dalla sua abitazione a Leopoli mentre aspettava un taxi. I servizi segreti, che non escludono la pista russa, sarebbero sulle tracce di due uomini, forse ancora a Leopoli, grazie anche alla testimonianza di una vicina di casa che di fatto ha assistito all’esecuzione. «Saprei riconoscerlo tra mille persone – afferma Maria Babyok, mostrando il volto alle telecamere di Channel 5 senza esitazione o timore – è rimasto seduto nel cortile per diverse settimane e ha osservato ciò che stava accadendo intorno. E un giovane di una ventina d’anni che indossava sempre un cappello e gli stessi vestiti, ma soprattutto un paio di occhiali da sole con una vistosa montatura bianca. Quando ha visto uscire la signora Iryna si è infilato un paio di guanti rossi, ha estratto la pistola e esploso almeno 4 colpi». La Farion, 60 anni, docente di linguistica al Politecnico di Leopoli, venne eletta in Parlamento nel 2012 con il partito nazionalista Svoboda, ma non riuscì a mantenere il seggio alle successive elezioni. L’ex parlamentare divenne poi nota per le sue frequenti campagne volte a promuovere la lingua ucraina e a screditare i funzionari pubblici che parlavano russo. Nei post sui social non perdeva occasione per scagliarsi contro i filorussi che «hanno invaso illegalmente il Donbass e occupato la Crimea». Nel luglio 2015 il Comitato investigativo di Mosca aveva intentato un procedimento penale contro la docente con l’accusa di «incitamento all’omicidio» e «dichiarazioni estremiste». Il ministro degli Interni Klymenko ritiene attendibile il coinvolgimento russo, e valida la testimonianza della vicina, ma parla anche di un complice e di telecamere spente per il razionamento della corrente al momento degli spari in Masaryk Street.

Zelensky definisce il delitto Farion «l’ennesima brutale provocazione di Mosca», spostando poi l’argomento sulla telefonata di venerdì con Donald Trump. «Mi sono congratulato con lui per la nomination e ho condannato l’orribile attentato in Pennsylvania. Gli ho augurato forza e assoluta sicurezza per il futuro». Nel corso della conversazione Zelensky ha sottolineato l’importanza vitale del sostegno americano bipartisan per la difesa della libertà e dell’indipendenza ucraina. Da parte sua Trump ha dichiarato di aver avuto un’ottima telefonata con Zelensky, impegnandosi sia a incontrare il presidente ucraino (la data non è stata per ora fissata), ma soprattutto a porre fine alla guerra «con una sola telefonata».

E a proposito di possibili sviluppi diplomatici, è iniziata ieri con un incontro a Leopoli con i rappresentanti delle autorità ecclesiastiche
e civili, la visita in Ucraina del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. “La mia presenza – ha riferito – è l’espressione dell’attenzione del Santo Padre per l’Ucraina e per la speranza di pace”.

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Guerra Ucraina

Mosca blocca gli sbarchi ucraini sul Dnipro: è stallo. E Trump chiama Zelensky

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Le forze di Mosca hanno dichiarato di aver distrutto imbarcazioni di Kiev che tentavano di passare il fiume. Gli ucraini si sono ritirati anche dalla città di Krinki. Donald Trump: “Da presidente porrò fine alla guerra

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