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Giornata mondiale della Salute, le iniziative del Papa Giovanni tra esami gratuiti, incontri e contrasto al fumo

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In occasione della Giornata mondiale della salute (World Health Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si celebra il 7 aprile, l’Asst Papa Giovanni XXIII ha organizzato diverse iniziative per imparare a prendersi cura di sé e comprendere meglio il valore della prevenzione. Screening e informazioni su epatite e Hpv Si inizia questo weekend al […]

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Milano, cavo elettrico su tram 27: evacuati passeggeri per incendio

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Milano, cavo elettrico su tram 27: evacuati passeggeri per incendio

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Mattinata di tensione e paura l’11 marzo a Milano: un tram della linea 27, in regolare servizio e con passeggeri a bordo, è stato coinvolto in un principio d’incendio. L’accaduto si è registrato poco dopo le 9 in via Marco Bruto, nell’area est della città tra Mecenate e Forlanini, lungo uno dei collegamenti di superficie che uniscono il centro con la zona dell’aeroporto di Linate.

Dalle prime informazioni disponibili, l’allarme sarebbe partito per la caduta di un cavo della rete elettrica aerea. Il filo, finendo a contatto con le parti elettriche sul tetto del convoglio, avrebbe innescato una fiammata e una nube di fumo visibile anche dall’esterno. Sul mezzo viaggiavano circa venti persone che, per fortuna, non hanno riportato né ferite né segni di intossicazione.

Testimonianze a bordo: rumore improvviso, fumo e uscita d’emergenza

I passeggeri presenti hanno riferito di aver percepito all’improvviso un forte botto, paragonato da alcuni a una frenata brusca. Subito dopo l’abitacolo si sarebbe riempito di fumo e la temperatura interna sarebbe aumentata rapidamente, motivo per cui il conducente ha aperto le porte per permettere l’evacuazione immediata.

Secondo vari racconti, si sarebbero notate scintille e piccole fiamme dalla parte alta del tram, in prossimità del pantografo, l’apparato che consente il prelievo di energia dalla linea. Intanto il cavo finito sull’asfalto avrebbe continuato a scaricare scintille, spingendo forze dell’ordine e personale Atm a delimitare l’area in tempi rapidi per impedire l’avvicinamento di chiunque.

Per motivi di sicurezza, la circolazione nella zona è stata interrotta temporaneamente e i presenti sono stati fatti arretrare fino alla completa gestione dell’emergenza.

Vigili del fuoco sul posto: spegnimento e messa in sicurezza della linea

In pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco con più mezzi di soccorso. Le squadre hanno spento il principio d’incendio sviluppatosi sul tetto del tram e hanno avviato le operazioni per mettere in sicurezza la rete elettrica aerea danneggiata.

A scopo precauzionale è intervenuto anche il 118, ma nessuno ha avuto necessità di assistenza sanitaria. Conclusi i controlli tecnici e la bonifica dell’area, il convoglio è stato agganciato a un rimorchiatore e rimosso dai binari per consentire ulteriori verifiche.

Nel frattempo i tecnici di Atm si sono occupati del ripristino della circolazione: le linee maggiormente coinvolte, in particolare la 27 e la 12, sono rientrate progressivamente in servizio nel corso della mattinata.

Atm chiarisce: episodio indipendente dall’incidente di febbraio

Con una comunicazione ufficiale, Atm – Azienda Trasporti Milanesi – ha sottolineato che quanto accaduto non è collegato al grave evento del 27 febbraio, quando un tram della linea 9 era deragliato in viale Vittorio Veneto causando due vittime e numerosi feriti.

L’azienda ha spiegato che l’episodio di via Marco Bruto sarebbe riconducibile unicamente al cedimento di un cavo della rete di alimentazione, con conseguente contatto elettrico con le apparecchiature presenti sulla parte superiore del mezzo.

Sempre secondo Atm, il conducente ha arrestato subito il tram non appena ha avvertito l’anomalia, permettendo lo sgombero ordinato dei passeggeri e contenendo le conseguenze dell’accaduto.

Quattro eventi ravvicinati: torna il tema sicurezza sulla rete di superficie

Il caso di via Marco Bruto è il quarto episodio che interessa i tram milanesi in meno di due settimane, un elemento che ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza e sull’affidabilità della rete tranviaria cittadina.

Il 27 febbraio, il deragliamento del tram 9 nell’area di Porta Venezia aveva portato a una tragedia con due morti e oltre cinquanta feriti. Nei giorni seguenti, altri due fatti hanno coinvolto la rete: un tram senza passeggeri uscito dai binari in zona stazione Centrale e, successivamente, un mezzo della linea 15 deragliato a Rozzano senza conseguenze per chi era a bordo.

Anche se le cause non sono le stesse, la sequenza di incidenti in un arco di tempo ristretto ha alimentato preoccupazione tra utenti e pendolari che ogni giorno scelgono il trasporto pubblico locale.

Reazioni politiche: la Lega chiede un confronto urgente in Consiglio

Sul fronte politico, l’episodio ha generato reazioni immediate. La Lega ha domandato la convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione di Atm e ai livelli di sicurezza della rete tranviaria milanese.

Per il capogruppo leghista Alessandro Verri, il nuovo episodio sarebbe un ulteriore segnale d’allarme e renderebbe indispensabile fare chiarezza su infrastrutture, manutenzioni e risorse investite sulla rete.

Dal partito è arrivata anche la richiesta di verifiche più rigorose su mezzi e impianti; inoltre è stato chiesto al sindaco Giuseppe Sala di fornire spiegazioni sull’organizzazione del servizio e sulle misure adottate per garantire la sicurezza dei cittadini che ogni giorno utilizzano tram e autobus.

Nonostante lo spavento e l’evacuazione, il bilancio resta positivamente senza feriti. L’episodio, però, riporta al centro l’esigenza di un monitoraggio costante di una delle reti tranviarie più estese d’Europa, con 17 linee, circa 160 chilometri di binari e più di cinquemila corse quotidiane.

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Pavia, controlli interforze a tappeto: 42 identificati e hashish sequestrato

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Pavia, controlli interforze a tappeto: 42 identificati e hashish sequestrato

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Continuano a Pavia le iniziative di controllo del territorio inserite nelle linee d’azione condivise per prevenzione e sicurezza. Nell’ultima operazione interforze straordinaria, organizzata dalla Questura su indicazione della Prefettura e coerente con le determinazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, è stato rafforzato il dispositivo nelle aree ritenute più sensibili della città. Il servizio, svolto nella giornata di venerdì 6 marzo, ha impegnato diversi operatori in un’azione coordinata di presidio e osservazione costante.

Verifiche mirate tra snodi di trasporto e aree commerciali

All’attività hanno partecipato in sinergia la Polizia di Stato, con l’impiego del Reparto Prevenzione Crimine di Milano e dell’Unità Cinofila di Genova, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. I controlli si sono focalizzati soprattutto sui punti più delicati per la sicurezza urbana: la stazione ferroviaria, l’autostazione di via Trieste, il centro commerciale Minerva e il quartiere Crosione. Nel corso del servizio sono state identificate 42 persone, sottoposti a verifica 22 veicoli e ispezionati quattro esercizi commerciali, in un monitoraggio puntuale orientato a prevenire reati e contrastare situazioni di degrado.

Accertamenti: rintracciato soggetto non in regola in Italia

Durante l’operazione, inoltre, le pattuglie hanno rintracciato un cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale, già colpito in passato da un provvedimento di espulsione. Conclusi gli accertamenti previsti, all’uomo è stato notificato un ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.

Droga trovata e sottratta: sequestrato hashish

L’impiego dell’unità cinofila antidroga ha permesso di rendere le verifiche ancora più accurate nelle zone interessate dal servizio. Nel corso delle attività è stata individuata e sequestrata sostanza stupefacente del tipo hashish, rinvenuta durante i controlli.

Presenza sul territorio: controlli continui nelle zone più esposte

Il resoconto dell’intervento conferma il lavoro congiunto delle forze di polizia per assicurare sicurezza e presenza sul territorio, attraverso verifiche selettive e vigilanza costante nei luoghi di maggiore transito e aggregazione. Le operazioni straordinarie puntano a rafforzare la percezione di sicurezza tra i cittadini, prevenire fenomeni di illegalità e consolidare la fiducia nelle istituzioni grazie a un presidio visibile, continuativo e coordinato.

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Pavia, spaccio nelle campagne: domiciliari e divieto di dimora

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Pavia, spaccio nelle campagne: domiciliari e divieto di dimora

Operazione antidroga campagne Pavia

Si è chiusa una complessa attività investigativa dei Carabinieri della Sezione Operativa del NORM di Pavia, mirata a frenare lo spaccio di stupefacenti nelle zone agricole della provincia. L’inchiesta, diretta dalla Procura della Repubblica di Pavia, è partita nel febbraio 2025 e si è conclusa nel maggio dello stesso anno, permettendo di delineare un canale di vendita di droga attivo nelle campagne dei comuni di Gualdrasco, Bornasco, Siziano e Vidigulfo. In base agli elementi raccolti, il gruppo faceva leva su zone agricole isolate trasformate in luoghi di appuntamento tra pusher e clienti, così da rendere più complicati controlli e identificazioni da parte delle forze dell’ordine.

Rete di pusher tra provincia pavese e area milanese

L’indagine, sostenuta da tecniche di monitoraggio e verifiche operative sul territorio, ha consentito di risalire a spacciatori sia del posto sia provenienti dall’hinterland milanese. Il modus operandi prevedeva anche l’impiego delle nuove tecnologie: i consumatori contattavano i pusher al telefono, permettendo loro di preparare prima le dosi richieste e limitare l’esposizione a controlli. Lo scambio avveniva poi nelle aree rurali individuate come punti di consegna, sfruttando la bassa presenza di passanti e la scarsa visibilità di quei luoghi.

Recuperati circa 7 kg di cocaina ed eroina e 8.000 euro

Durante l’attività, i militari dell’Arma hanno sequestrato in totale circa 7 chilogrammi tra cocaina ed eroina, oltre a 8.000 euro in contanti, ritenuti collegati ai proventi dello spaccio. L’operazione ha inoltre determinato la denuncia in stato di libertà di cinque persone alla Procura della Repubblica di Pavia per ipotesi di reato connesse al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti.

Provvedimenti cautelari: domiciliari e allontanamento dal territorio

L’autorità giudiziaria ha disposto anche due misure cautelari nei confronti di due soggetti ritenuti coinvolti nel circuito illecito. Gli arresti domiciliari sono stati applicati a D.S., 50 anni, indicato come figura incaricata di coordinare gli spostamenti logistici delle cosiddette “batterie” di spacciatori e di procurare viveri a chi operava nelle campagne.

In cambio, secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe ottenuto piccole quantità di sostanza stupefacente, talvolta consumate o cedute. Per S.B., 24 anni, è stato invece disposto il divieto di dimora in tutti i comuni della provincia di Pavia. L’intervento si inserisce nel rafforzamento delle azioni di contrasto allo spaccio nelle aree rurali, fenomeno che negli ultimi anni ha visto un ricorso crescente a campagne e zone isolate come punti di vendita e consegna di sostanze stupefacenti.

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Tendenza