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La pedonalizzazione di via Rolando infiamma l’aula rossa. Mozione bocciata, la sperimentazione continua
La pedonalizzazione di via Rolando ancora al centro della polemica. L’argomento, dopo un botta e risposta sui giornali, è approdato in aula rossa con una mozione (poi bocciata) dei consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua per la sospensione della sperimentazione iniziata solo a ottobre. Il tratto di strada diventato completamente per i pedoni con il progetto Street Lab è quello che da piazza Montano arriva a via Scaniglia: un centinaio di metri utilizzati molto spesso dagli automobilisti per tagliare il semaforo della piazza e definiti da molti, sia dai commercianti che dai residenti, pericolosi.
Le polemiche
Dal giorno in cui le transenne hanno effettivamente bloccato il passaggio delle auto, sono però iniziate anche le polemiche. L’allarme era stato lanciato da Confesercenti Genova, che aveva espresso forte preoccupazione, sottolineando come non “vi fosse mai stato alcun coinvolgimento formale dell’associazione nelle fasi di progettazione e decisione”. A supportare la denuncia diversi gruppi consiliari del consiglio municipale Centro Ovest, che avevano contestato impostazione e costi del progetto. Erano stati però altrettanti commercianti, più di 30, a firmare una lettera a supporto della sperimentazione. “La pedonalizzazione, che è in fase sperimentale – e che è stata ampiamente condivisa nei mesi precedenti con incontri pubblici, questionari sul territorio su più di 1000 soggetti, gruppi di lavoro, sopralluoghi – attualmente ci soddisfa appieno” scrivevano in un documento firmato e corredato dalle Partita Iva degli esercenti.
La richiesta di Confesercenti
Sempre Confesercenti è tornata a tuonare contro il progetto, chiedendo il ritorno delle auto nella via, richiesta che è stata accolta e portata in Consiglio Comunale dalla Lega. “Dall’accesso agli atti emergono elementi che meritano attenzione, e per questo chiediamo la sospensione del progetto Street Lab”, aveva detto Alessandro Simone, vicepresidente di Confesercenti Genova. “In particolare – spiega Simone – non risulta sia stata effettuata una valutazione preventiva dell’impatto sul commercio e sulla logistica di un intervento che ha modificato in modo significativo accessibilità, viabilità e modalità di carico e scarico della zona. Si tratta di un passaggio che riteniamo fondamentale quando si interviene in aree dove operano numerose attività economiche, e in cui l’organizzazione delle consegne e degli approvvigionamenti è parte essenziale del lavoro quotidiano delle imprese. Non c’è stato spazio per portare all’attenzione dell’amministrazione dati e osservazioni sul calo delle vendite che diverse imprese stanno registrando. Nel frattempo sono state raccolte oltre 400 firme, con 70 aziende che si sono espresse a favore della riapertura della strada. La petizione è stata depositata in Municipio ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcun riscontro”.
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Start and Stop: conviene davvero usarlo? La verità finalmente rivelata
Negli ultimi anni il sistema start and stop è diventato sempre più comune sulle auto moderne, fino a trasformarsi in una dotazione quasi di serie su molti modelli.
Questa funzione, molto utile soprattutto nel traffico cittadino, punta principalmente a ridurre le emissioni e a limitare gli sprechi di carburante durante le soste. Di seguito trovi una panoramica aggiornata su come funziona, con vantaggi e limiti del sistema start and stop considerando anche le più recenti evoluzioni tecniche e normative.
Il start and stop è una tecnologia che spegne in automatico il motore termico quando l’auto si arresta (per esempio al semaforo o in coda) e lo riaccende quando il conducente sta per ripartire. Sulle vetture con cambio manuale, lo spegnimento avviene in genere quando la vettura è ferma e la leva è in folle. Su auto con cambio automatico e su molte ibride, la logica è più evoluta: il sistema interpreta con maggiore precisione quando conviene spegnere e quando riavviare il motore, intervenendo talvolta già in fase di decelerazione, senza richiedere azioni specifiche da parte del guidatore.
La gestione è affidata a una centralina che controlla costantemente diversi parametri (come stato di carica della batteria, temperatura del propulsore e condizioni esterne) per assicurare efficienza e sicurezza. Per esempio, la funzione può non attivarsi se la batteria è sotto stress o se il motore non è ancora in temperatura. Nei sistemi mild hybrid e full hybrid, inoltre, il riavvio è spesso demandato al motore elettrico, rendendo la ripartenza più fluida e meno percepibile.
Benefici e criticità dello Start&Stop: guida completa
L’adozione dello start and stop ha contribuito in modo significativo a contenere consumi e CO2, specialmente nei contesti urbani dove fermate e ripartenze sono frequenti. Tra i principali punti a favore troviamo:
- Minori consumi di carburante: con il motore spento durante le soste, il risparmio può arrivare indicativamente al 10-15%, in base a percorso, stile di guida e tipo di vettura.
- Riduzione delle emissioni: evitare il minimo durante le attese limita l’immissione di gas di scarico, con effetti positivi sulla qualità dell’aria nelle aree cittadine più trafficate.
- Possibilità di esclusione: normalmente è presente un pulsante sul cruscotto per disattivare la funzione, così da adattare il comportamento dell’auto alle preferenze del conducente.
- Sinergia con l’ibrido: sulle vetture ibride la strategia è spesso ancora più efficace, perché il termico può spegnersi anche in rilascio o rallentamento, massimizzando il recupero energetico e l’efficienza complessiva.
Perché e quando lo start e stop può non attivarsi
Accanto ai vantaggi, il sistema start and stop può presentare alcuni aspetti critici che incidono sia sulla percezione alla guida sia sulla gestione della manutenzione:
- Maggiore sollecitazione di batteria e avviamento: l’elevato numero di riaccensioni aumenta il lavoro di batteria e motorino d’avviamento, che infatti sono spesso rinforzati o specifici. In alcuni casi ciò può portare a una durata inferiore e a costi più alti rispetto a veicoli senza questa tecnologia.
- Comfort e fluidità: sulle prime generazioni, il riavvio poteva risultare più avvertibile, con vibrazioni o piccoli scossoni. Anche se oggi i sistemi sono generalmente più rapidi e silenziosi, c’è chi preferisce comunque disattivarlo per una guida più uniforme.
- Funzionamento condizionato: in presenza di caldo/freddo intenso, con climatizzazione molto richiesta o con batteria poco carica, la centralina può impedire l’attivazione, riducendo di conseguenza il beneficio potenziale in termini di consumi ed emissioni.
L’articolo Start and Stop, conviene usarlo o meno? Svelata finalmente la verità proviene da motorsportblog.it.
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