Italia
Tensione in consiglio in regionale, lavoratori chiedono la sospensione: maggioranza e opposizione si scontrano
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Tensione alle stelle in consiglio regionale attorno al tema della riforma della sanità targata Marco Bucci, con la maggioranza che continua a votare articoli ed emendamenti e la minoranza che chiede di sospendere i lavori per audire i lavoratori. Una discussione degenerata minuto dopo minuto, con un gruppo di lavoratori che ha chiesto di sospendere i lavori per confrontarsi con i capigruppo dei partiti, al rifiuto del presidente Stefano Balleari, che aveva già incontrato i sindacati con Bucci in via Fieschi, ha alzato i decibel della protesta.
La riforma
La due giorni in consiglio regionale si concluderà quest’oggi dopo il confronto sugli emendamenti presentati in aula (soprattutto dalle opposizioni ndr) e il voto finale. L’obiettivo è quello di creare un modello più unificato con un’Azienda di Tutela della Salute della Liguria che accorperà le cinque Asl attuali: le strutture ospedaliere verrebbero quindi gestite in modo unitario. Tra le novità la presenza di un direttore generale che gestirà l’Atsl. Parallelamente, Liguria Salute avrà il compito di coordinare le emergenze e di gestire gli aspetti legati alla sanità, dal bilancio alla logistica, passando per i ruoli amministrativi. Non ci saranno quindi più le Asl classiche che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, a partire dall’Asl 3, ma nascerà una nuova azienda ospedaliera metropolitana che riunirà i poli ospedalieri di Genova: San Martino, Galliera, Erzelli e Villa Scassi.
Perché è una riforma “più smart”
Durante la seduta di ieri, martedì 9 dicembre, il presidente della Commissione Salute e Sicurezza Marco Frascatore, ha presentato la riforma in aula, con i punti essenziali sui quali si punta per la rivoluzione. “Questa riforma rientra a tutti gli effetti nel programma delle priorità del presidente Bucci, nasce dalla necessità di dare risposte all’accrescente e mutata domanda del servizio sanitario ligure – spiega il consigliere regionale di Orgoglio Liguria Marco Frascatore -. La nostra è una regione, la più vecchia di Europa, con un indice di vecchiaia di gran lunga superiore alla media nazionale ed europea”. L’obiettivo, che rimarcano dalla maggioranza, è quello di creare una governance più forte e unitaria, con una razionalizzazione burocratica ed economica. “Assisteremo a una riallocazione delle risorse che comporterà un servizio migliore al cittadino, più snello, rapido, coordinato e non frammentato, garantendo qualità di servizio in tutti gli angoli della nostra regione – ha aggiunto Frascatore -. Si tratta quindi di accentrare ciò che è burocratico per rafforzare ed elevare ciò che è clinico e vicino al cittadino”. Per il centrodestra si tratta di una riforma della sanità dove non sarà più il cittadino a rincorrere la sanità, ma la sanità che attraverso la presa in carico individuale del cittadino lo accompagnerà in un percorso di cure e prevenzione. “Abbiamo già visto dei cambiamenti in questo ultimo periodo, per esempio nelle liste d’attesa che nelle complessità B sono scese dal 70% al 10% – ha rimarcato il presidente della Commissione Sanità -. Alleggeriremo i pronto soccorso attraverso l’utilizzo delle case di comunità che saranno un grande punto di riferimento per la nostra comunità. La natura della riforma è quella di alleggerire il carico di lavoro burocratico degli operatori sanitari per riportare queste risorse direttamente a contatto con il cittadino, che vedrà poi un miglioramento netto”.
Italia
All’assessore Giampedrone la delega per la fase B della Diga: lascia quella all’Ambiente
Il presidente della Regione Liguria e Commissario Straordinario per la nuova Diga Foranea di Genova Marco Bucci ha assegnato all’assessore alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone la delega per svolgere le funzioni di coordinamento e impulso per la realizzazione della Fase B dell’opera, di cui Regione Liguria è soggetto attuatore e stazione appaltante.
Lo prevede la delibera di Giunta approvata oggi, in cui si evidenzia come il nuovo incarico a Giampedrone sia stato conferito in ragione della delega alle Infrastrutture, esercitata per il terzo mandato consecutivo. Spetterà a Giampedrone la stipula del contratto con l’operatore economico aggiudicatario della gara, avvalendosi delle Direzioni generali competenti in materia di infrastrutture e di stazione unica appaltante regionale.
“E’ con grande orgoglio e senso di responsabilità che ho accettato questo incarico da parte del presidente Bucci – dichiara Giampedrone – che voglio ringraziare per l’ennesima dimostrazione di fiducia nei confronti del mio operato. L’opera di cui parliamo è destinata a proiettare sempre di più il capoluogo ligure verso il futuro. La nuova Diga è strategica non solo per la Liguria ma anche per il Paese, riconosciuta a livello nazionale tra le dieci opere pubbliche di particolare complessità e rilevante impatto: da questa infrastruttura portuale dipende il futuro sviluppo dei traffici del porto di Genova verso il nord ovest e l’Europa”.
Cambia l’assessore all’Ambiente
Nel contempo, Giampedrone lascia la delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, che gli era stata assegnata durante il primo mandato della Giunta Toti: “Un atto che abbiamo ritenuto fosse dovuto e indispensabile” – ha concluso Giampedrone – “per evitare ogni possibile forma di incompatibilità futura con questo nuovo incarico”.
La delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, secondo voci di corridoio, dovrebbe essere assegnata all’assessore Paolo Ripamonti, che detiene già fra le altre quelle a Sicurezze ed Energia.
Italia
Sondaggio Tecné su aumento tasse, Cavo: “I genovesi bocciano Salis”
Proseguono i sondaggi di Primocanale, commissionati a Tecné, sui temi principali legati al Comune di Genova. La domanda, rivolta ai genovesi, riguarda l’aumento delle tasse attuato da Palazzo Tursi. “Poteva risparmiare su altre cose, ma non aumentare tutte le tasse” è quello che pensa il 76% dei cittadini che comprende quindi elettori di centrodestra ma anche molti vicini a Salis. E solo il 21% la giustifica sostenendo che “deve ripianare i debiti fatti dalle giunte passate”. Solo il 3% non risponde.
Non si è fatta attendere il commento della deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo in consiglio comunale di Nm-Orgoglio Genova Ilaria Cavo: “I genovesi bocciano senza mezze misure l’incapacità di risolvere i problemi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Secondo Ilaria Cavo il sondaggio Tecnè non lascia spazio alle interpretazioni: “Silvia Salis ha deluso anche una larga parte di chi l’ha votata. È rimasto solo un genovese su cinque a credere alla sua narrazione secondo cui la colpa è sempre della giunta precedente” ha commentato.
“Abbiamo contrastato duramente l’aumento dell’Imu, poi tolto ma compensato dall’aumento dell’Irpef, l’eliminazione della gratuità per i mezzi pubblici, l’aumento dei biglietti dei musei, l’introduzione della tassa sugli imbarchi. Lo abbiamo fatto in aula consiliare, sui mezzi di comunicazione, insieme a tutta l’opposizione. Ora il 76 per cento dei genovesi dice no alla scelta di aumentare il prelievo fiscale come unica strategia amministrativa. Dopo otto anni in cui la giunta di centrodestra aveva dimostrato di garantire i servizi e anche interventi straordinari senza toccare il portafoglio dei genovesi, i primi mesi di giunta Salis mostrano con incontestabile nettezza la differenza di proposta politica. Si è purtroppo avverato quello che abbiamo sempre detto: dietro l’apparenza, le interviste patinate, la parvenza di novità, si nasconde la più vecchia e tradizionale sinistra che impone tasse senza garantire servizi. Ci auguriamo che prendere atto dello scontento dei genovesi porti l’amministrazione nel prossimo futuro a trovare soluzioni alternative rispetto alle scelte fatte con le delibere di fine anno” ha chiosato Cavo.
Italia
Sondaggio tasse: 76% dei genovesi boccia gli aumenti della giunta Salis
“Poteva risparmiare su altre cose, ma non aumentare tutte le tasse” e’ quello che pensano il 76% dei cittadini che comprendono quindi elettori di centro destra ma molto proprio della Salis. E solo il 21% la giustifica sostenendo che “deve ripianare i debiti fatti dalle giunte passate”
Solo il 3% non risponde.
QUI TUTTI I RISULTATI DEI SONDAGGI TECNE’
Su questa domanda del sondaggio Tecne’ / Primocanale si evidenzia una vera epropria debacle per la neo sindaca del centrosinistra; e’ un risultato che condanna nettamente la politica fiscale della giunta guidata da Silvia Salis, un vero e proprio malcontento rispetto alle recenti scelte su imposte locali e tariffe.
Il tema delle tasse sulla casa ha sicuramente influito nelle risposte. Sul fronte Imu, l’amministrazione ha riportato l’aliquota sugli immobili locati a canone concordato dall’1,06% allo 0,78%, un livello già applicato in passato. È stata inoltre introdotta l’esenzione per le abitazioni principali dichiarate inagibili, misura che riguarda però una platea limitata di contribuenti.
impattante anche la rimodulazione dell’addizionale comunale Irpef. L’aliquota sale all’1,2% per tutti i redditi superiori ai 15.000 euro, mentre viene estesa l’esenzione totale dal versamento ai redditi fino a questa soglia (prima fissata a 14.000 euro). In termini pratici, chi dichiara fino a 15.000 euro annui non pagherà l’addizionale, con un risparmio che può arrivare fino a 145 euro l’anno.
Per tutti gli altri contribuenti, però, l’effetto è opposto: chi supera i 15.000 euro di reddito dovrà fare i conti con un incremento d’imposta compreso tra 30 e 78 euro annui, a seconda della fascia reddituale.
Nel giudizio complessivo degli elettori probabilmente pesa anche un altro provvedimento: l’abolizione della gratuità dei mezzi pubblici, che aveva rappresentato uno degli elementi più apprezzati delle politiche precedenti in tema di mobilità e sostegno al reddito.
Il sondaggio Primocanale/Tecné in questo caso consegna un’immagine molto contraria e rafforzata dal fatto che i cittadini ritengono che anziché aumentare le tasse avrebbe potuto risparmiare su altre cose; questo si aspettavano anche i suoi elettori. Una netta maggioranza di cittadini coneice che guarda con preoccupazione all’aumento della pressione fiscale e alla riduzione delle agevolazioni in un contesto economico già segnato dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita. Un segnale politico chiaro per Palazzo Tursi chiamato ora a misurarsi con il consenso reale.
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