Italia
Studenti occupano rettorato a oltranza, minacce al rettore: la solidarietà della politica
Prosegue la contestazione, con annessa occupazione, degli studenti dell’Università di Genova. Già nella giornata di ieri, un gruppo di ragazzi dei collettivi ha occupato il rettorato.
Rettorato occupato
Questa mattina in via Balbi 5 è andata in scena una nuova assemblea degli studenti, che hanno occupato il rettorato. “L’Università di Genova non supporta la Global Sumud Flotilla!” affermano gli occupanti. “È uno scandalo e per questo non faremo passi indietro”. “Nonostante le università più importanti si siano esposte a supporto della missione umanitaria – spiegano gli studenti – l’Università di Genova parla solo di pace tra popoli: parole vuote. Non basta! Esprimendosi l’ateneo dimostra di supportare un genocidio e migliaia di morti”.
La ministra Bernini al fianco di Delfino
Nel frattempo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, dopo aver sentito telefonicamente il rettore Federico Delfino, ha comunicato che si costituirà parte civile nei processi relativi agli episodi di violenza e sosterrà con ogni mezzo i rettori. “Il diritto allo studio – ha ribadito Bernini – è un percorso. Lo stesso percorso che a volte è impedito da chi per esercitare un diritto di manifestazione va oltre, come è successo oggi a Genova. Tutta la mia solidarietà al rettore Federico Delfino, che ha presentato una denuncia per interruzione di pubblico servizio e vilipendio delle istituzioni perché agli studenti è stato impedito l’accesso all’interno dell’università. Non è impedendo il diritto allo studio che si difende la causa contro la carneficina di Gaza”. Gli studenti fanno sapere che l’occupazione andrà avanti finché non ci sarà una presa di posizione dell’Università di Genova nei confronti di Israele.
La solidarietà della politica
“Solidarietà al rettore Federico Delfino e al ministro dell’Università Bernini, minacciati dalla stessa organizzazione antagonista che, dai propri canali social, ha festeggiato la morte di un ragazzo che aveva opinioni diverse. Parliamo degli stessi che lo scorso 4 aprile, sempre a Genova, avevano messo nello stesso ‘ mirino’ anche Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione Valditara, rendendosi protagonisti di un tiro al bersaglio in Piazza Corvetto. Ancora una volta, fa rumore l’assenza di condanna da parte di un’area politica ben definita e rappresentata all’interno delle istituzioni. È giunto il momento che tutti partiti prendano una posizione chiara e netta: esprimere solidarietà solo quando fa comodo, svilisce credibilità e statura politica, di un partito e di chi lo rappresenta”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari.
I consiglieri di Vince Liguria-Noi Moderati e Orgoglio Liguria esprimono piena solidarietà al Rettore dell’Università di Genova, Federico Delfino e al Ministro Annamaria Bernini, dopo la denuncia presentata per i gravi episodi di intimidazione che li hanno visti bersaglio di volantini con i loro volti al centro di un mirino. “Un gesto grave e inaccettabile – dichiarano i capigruppo Matteo Campora e Giovanni Boitano – che colpisce non solo le persone coinvolte ma anche l’istituzione universitaria. Creare un clima di minacce e offese verso chi ha responsabilità accademiche significa mettere in pericolo la libertà di pensiero, l’autonomia dell’Università e il rispetto delle istituzioni democratiche. È anche un ostacolo per tutti i ragazzi che credono nell’Università e vogliono studiare in un ambiente libero e sereno”.
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Italia
“Chi tutela i pedoni a Genova?”: la petizione di un gruppo di cittadini rivolta al Comune
Una petizione su Change.org per chiedere di tutelare i pedoni a Genova, un’azione diretta nata spontaneamente per tutelare chi attraversa le strade del capoluogo ligure. Un grido d’allarme che sa di richiesta d’aiuto al Comune della città. Per farlo i residenti si appellano al sito che raccoglie le firme, sperando che il monito arrivi a Palazzo Tursi.
La richiesta di aiuto al Comune di Genova
“Ogni giorno a Genova, tante persone, in particolare bambini e anziani, rischiano di incorrere in gravi incidenti, se non addirittura mortali, mentre attraversano la strada. Questo timore crescente è reso ancora più tangibile di recente: quattro pedoni sono stati investiti in poco più di mezz’ora, tre dei quali nello stesso quadrante cittadino di Genova. Non possiamo permettere che queste tragedie diventino parte della nostra quotidianità – si legge nella petizione, a firma di Daniela Malini di EveryOne Group -. È evidente che non stiamo parlando di un evento isolato, ma dell’ennesima dimostrazione di un’emergenza stradale in corso. È quindi urgente che l’amministrazione comunale prenda misure decisive per la sicurezza pedonale”. Secondo i cittadini gli incidenti stradali non si verificano in un vuoto, sono il risultato di infrastrutture inadeguate, scarsa educazione stradale e insufficiente controllo delle autorità. “Chiediamo interventi immediati del sindaco del Comune di Genova, della giunta comunale di Genova, dell’assessore alla Mobilità e Sicurezza stradale, del comando della Polizia Locale, dei presidenti dei Municipi e del Difensore Civico della Regione Liguria perché agiscano senza esitazione” proseguono gli abitanti.
La petizione su Change.org
La proposta è quella di un’installazione di dispositivi di rallentamento del traffico nelle aree ad alto tasso di incidenti, l’aumento della segnaletica per i pedoni e campagne di sensibilizzazione sul rispetto delle regole del codice stradale. Inoltre, la presenza costante delle forze dell’ordine nei punti critici potrebbe fungere da deterrente efficace. “Possiamo garantire maggiore sicurezza sulle nostre strade con semplici ma strategiche azioni congiunte che proteggano la nostra comunità. Non possiamo aspettare altri incidenti per agire. Sostenere questo appello significa proteggere vite umane e costruire un futuro più sicuro per tutti gli abitanti di Genova” chiosa la nota. A oggi la petizione ha raccolto 335 firme di cittadini. La richiesta finale è chiara: attraversamenti pedonali rialzati e ben illuminati, controlli sulla velocità dei veicoli e segnaletica aggiuntiva o dispositivi luminosi sulle strisce. “Chiediamo cortesemente che l’amministrazione e la Polizia Locale valutino la possibilità di interventi concreti, firmate al link https://www.change.org/p/chi-tutela-i-pedoni-a-genova-sicurezza-subito-per-anziani-e-cittadini“.
Italia
Il rigassificatore resta a Piombino, Arboscello esulta: “Vittoria del territorio”
Il rigassificatore resta a Piombino. È questa la notizia emersa dopo il decreto entrato in vigore nelle scorse ore e che autorizza Snam a proseguire le sue operazioni in Toscana, almeno fino al termine del procedimento di proroga, senza la necessità di richiedere nuove autorizzazioni integrate relative all’ambiente. Una decisione che ha già scatenato, però, l’opposizione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
La vittoria del territorio savonese
La notizia è stata appresa, in Liguria, con entusiasmo, soprattutto dal vicepresidente del consiglio regionale Roberto Arboscello, ex sindaco di Bergeggi, da sempre contro il Golar Tundra nelle acque savonesi. “Ringrazio tutti: sindaci, comitati, associazioni, parti sociali, categorie economiche e cittadini che in questi mesi hanno fatto squadra per evitare che il rigassificatore arrivasse a Savona-Vado. È la dimostrazione che quando il territorio savonese si unisce e difende con determinazione le proprie ragioni può ottenere risultati importanti”, ha dichiarato il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello dopo la conferma ufficiale che l’impianto resterà a Piombino e non verrà trasferito nello scalo savonese, come annunciato dal governo nel decreto in materia di commissari straordinari e concessioni.
Una battaglia partita da lontano
In Consiglio regionale Arboscello è stato rappresentante del territorio a portare avanti con chiarezza questa posizione, “a differenza dei miei colleghi di centrodestra”: la forza – ha aggiunto -“mi è arrivata dal sostegno costante di tantissime persone che non hanno mai fatto mancare stima, partecipazione e affetto e dalle forze politiche di opposizione tutte”. Un risultato che è declinato alla comunità, ribadisce Roberto Arboscello, che nei mesi scorsi si è mobilita con iniziative sul territorio per anni. “Essere riusciti a evitare l’arrivo del rigassificatore rappresenta un passaggio importante per il futuro del porto e della costa savonese. Sono felice e soddisfatto di aver contribuito, facendo la mia parte in Consiglio regionale, alla tutela del mio territorio e dei cittadini. La reazione del territorio e il risultato spero siano un monito chiaro a chi pensa oggi come ieri di calare scelte dall’alto” ha concluso Roberto Arboscello.
Italia
Tensione Regione – Secolo XIX, Bucci: “Confermo gli incontri con Vago e Brambilla. Ecco le chat”
La telenovela Regione Liguria-Il Secolo XIX continua. In serata il presidente Marco Bucci ha reso noto alcuni messaggi scambiati con il direttore del quotidiano Michele Brambilla. Nelle chat si conferma quanto da noi asserito in merito ad accordi precisi tra l’editore del Secolo Pierfrancesco Vago anche chief executive di MSC e genero del comandante Gianluigi Aponte, il direttore Brambilla e Bucci.
“È lo stesso direttore – spiega Bucci – che fa riferimento a un incontro avvenuto in sua presenza con l’editore: nessuna azione di pressione indebita, dunque. Il direttore mi chiede di avvisarlo subito, senza che si accumulino quelle che lui stesso correttamente definisce rassegne”. E infatti nella chat pubblicata da Bucci nella risposta di Brambilla, dopo l’invio dei cosiddetti “dossier”, si legge: “Ho letto. Molti articoli sono precedenti al nostro incontro con Vago. Per il resto ti dico questo: avvisami subito quando vuoi precisare qualcosa o dire la tua, così non si accumulano rassegne e si interviene subito, senza che si sedimenti nulla”.
E poi ancora: “Il direttore mi chiede di mostrare altre chat in cui avrei veicolato un altro documento che cita anche nel suo articolo del 12 marzo 2026 e che mostra ad altri. Documento di cui rende noti giorno, ora, minuto e secondo di ricezione da parte dell’editore. Non ho contezza di quale documento si tratti, anche se mi viene falsamente attribuito”.
Il presidente Bucci in un altro passaggio conferma che l’editore era al corrente di tutto “Quando in conferenza stampa ho invitato a chiedere al direttore come facesse l’editore ad avere le nostre segnalazioni, intendevo proprio questo: il direttore sapeva bene che il confronto costante con lui, a volte, ha coinvolto anche l’editore, come ritengo normale e trasparente che sia”.
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